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Golf
PILLOLE DI GOLF/271: MATTHEW JORDAN ALL'ULTIMO COLPO NELL'ITALIAN CHALLENGE

L'inglese si impone al playoff sull'azzurro Scalise


MONTEROSI (VT) - Usciamo per un po’ dagli schemi del PGA, e dell’European Tour, per vedere come vanno le cose con l’Italian Challenge. Il Challenge Tour è il tour di golf professionale maschile europeo di secondo livello. È gestito dal PGA European Tour e, come per...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/270: IL GOLF ABBRACCIA LA SOLIDARIETA’

A Ca' della Nave l'undicesimo Trofeo Par 108


MARTELLAGO - Non finisce di stupire il Par 108. È nato bene, ed è un continuo crescendo: per l’affiatamento dei soci, e la buona organizzazione. Domenica il loro Comitato ha programmato una Louisiana a quattro giocatori, 18 buche stableford sul percorso del Club di Ca della...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/269: SETTE AZZURRI IN GARA IN GERMANIA PER L'EUROTOUR

Con una spettacolare rimonta Andrea Pavan vince il Bmw International


MONACO DI BAVIERA (GER) - Edoardo Molinari, Guido Migliozzi, Nino Bertasio, Lorenzo Gagli, Andrea Pavan, Filippo Bergamaschi e Renato Paratore reduce quest’ultimo dall’US Open, sua prima esperienza in un major, scendono in campo al Golf Club München Eichenried di Monaco di Baviera,...continua

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E' allarme sui dazi. Per Coldiretti un terzo della frutta e verdura consumata dagli inglesi arriva dalla Ue

AZIENDE ORTOFRUTTICOLE VENETE A BERLINO CON L’INCOGNITA BREXIT

Appello per un accordo sull'uscita della Gran Bretagna


BERLINO. Sono quasi dodicimila le aziende ortofrutticole venete di cui l'83% ad alta specializzazione. Mele, fragole, pere, kiwi, meloni, pesche, ciliegie, piccoli frutti, noci e nocciole con castagne, cocomeri, susine, albicocche alla lista delle produzioni si aggiungono ancora gli ortaggi con le insalate, patate, funghi, radicchi, aglio e cipolle, pomodori, zucchine ed infine gli asparagi con altre verdure sono coltivati su 46 mila ettari di superficie e realizzano un fatturato di 855milioni di euro facendo del Veneto la 4^ regione d'Italia leader in questo settore. Gli operatori ortofrutticoli del sistema regionale – informa Coldiretti - sono in questi giorni impegnati al Fruit Logistica di Berlino dove il comparto presenta il meglio in termini di tecnologia, ricerca e innovazione meccanica rispettando tipicità e stagionalità, un quadro dove la biodiversità proveniente da ogni parte del mondo in particolare dall’Europa fa da motivo conduttore.  Il sistema italiano produttivo guarda al rischio dei dazi che potrebbero scattare in caso di mancato accordo sulla Brexit.

Circa un terzo della frutta e verdura consumata dagli inglesi viene dall’Unione Europea – spiega Coldiretti -  Nel Regno Unito si producono appena l’11% della frutta e il 42% della verdura consumate annualmente dagli inglesi che sono costretti a una pesante dipendenza dall’estero che sale addirittura al 100% nel caso delle arance, all’80% per i pomodori e al 69% delle mele. Si tratta dunque di uno sbocco di mercato determinante per molti Paesi a partire proprio dal nostro che potrebbe improvvisamente restringersi – commenta Ettore Prandini presidente di Coldiretti che in queste ore sta incontrando le aziende presenti alla rassegna.  

A spaventare – sottolinea la Coldiretti – sono, in particolare, gli effetti dei ritardi doganali che scatterebbero per il nuovo status di Paese Terzo rispetto all’UE, con un aumento della tasse e dei prezzi dei singoli prodotti ortofrutticoli fino al 17% che determinerebbe il crollo degli acquisti. L’ortofrutta fresca e trasformata è il secondo prodotto italiano più esportato in Inghilterra dopo il vino, per un valore che nel 2018 è stato pari a 668 milioni di euro, secondo proiezioni Coldiretti su dati Istat, in calo del 3% rispetto all’anno precedente. Per la frutta, in cima alla classifica dei prodotti più venduti ci sono mele, kiwi e uva da tavola. Negli ortaggi primeggiano – precisa la Coldiretti – i pelati e delle polpe di pomodoro la cui incidenza delle vendite in Gran Bretagna è pari al 20% del totale delle esportazioni italiane.

 Il pericolo è che, a causa dell’aumento delle tariffe, frutta e verdura italiane – denuncia Coldiretti – possano essere sostituite sugli scaffali inglesi da prodotti provenienti da altri mercati a partire da quelli africani, come il Sud Africa, già il secondo esportatore di frutta fresca nel Regno Unito dopo la Spagna, o il Kenya. Anche Marocco ed Egitto stanno aumentando le esportazioni di ortofrutta come pomodori ed arance in Gran Bretagna. Prodotti che, peraltro, non rispettano le stesse regole che valgono per quelli italiani in materia di sicurezza ambientale e della salute e rispetto dei diritti dei lavoratori. 


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