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Golf
PILLOLE DI GOLF/288: TRIONFO DA RECORD IN GIAPPONE PER TIGER WOODS

La "Tigre" raggiunge il mito Snead con 82 titoli sul circuito


Non finisce di stupire Tiger Woods, il grande Campione. Eccolo allo Zozo Championship, giocato sul par 70 dell'Accordia Golf Narashino a Chiba, l’evento con cui il PGA Tour fa il suo esordio in Giappone. Aveva un obiettivo Tiger Woods: raggiungere Sam Snead, che lo avanzava di un solo titolo...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/287: ALL'ALBENZA IL CAMPIONATO INDIVIDUALE AIGG

Dario Bartolini si aggiudica il titolo italiano asoluto


BERGAMO - A conclusione del nostro challenge, è il momento del Campionato individuale 2019. Siamo ad Almenno San Bartolomeo, nel Bergamasco, al Golf Club Albenza. Il Campo copre 85 ettari di delicate colline in direzione delle Prealpi lecchesi, su cui si snodano 27 buche nate da più...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/286: L'OPEN D'ITALIA PER LA PRIMA VOLTA PARLA AUSTRIACO

All'Olgiata si impone Bernd Wiesberger, sotto tono Chicco Molinari


ROMA - Eccoci giunti al più grande appuntamento italiano dell’anno con il Golf: la 76esima edizione dell’OPEN D’ITALIA. A ospitarla è l’Olgiata Golf Club di Roma,nel percorso di gara, par 71, su quei terreni dove pascolava Ribot; un Open da gustare dalla...continua

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E' allarme sui dazi. Per Coldiretti un terzo della frutta e verdura consumata dagli inglesi arriva dalla Ue

AZIENDE ORTOFRUTTICOLE VENETE A BERLINO CON L’INCOGNITA BREXIT

Appello per un accordo sull'uscita della Gran Bretagna


BERLINO. Sono quasi dodicimila le aziende ortofrutticole venete di cui l'83% ad alta specializzazione. Mele, fragole, pere, kiwi, meloni, pesche, ciliegie, piccoli frutti, noci e nocciole con castagne, cocomeri, susine, albicocche alla lista delle produzioni si aggiungono ancora gli ortaggi con le insalate, patate, funghi, radicchi, aglio e cipolle, pomodori, zucchine ed infine gli asparagi con altre verdure sono coltivati su 46 mila ettari di superficie e realizzano un fatturato di 855milioni di euro facendo del Veneto la 4^ regione d'Italia leader in questo settore. Gli operatori ortofrutticoli del sistema regionale – informa Coldiretti - sono in questi giorni impegnati al Fruit Logistica di Berlino dove il comparto presenta il meglio in termini di tecnologia, ricerca e innovazione meccanica rispettando tipicità e stagionalità, un quadro dove la biodiversità proveniente da ogni parte del mondo in particolare dall’Europa fa da motivo conduttore.  Il sistema italiano produttivo guarda al rischio dei dazi che potrebbero scattare in caso di mancato accordo sulla Brexit.

Circa un terzo della frutta e verdura consumata dagli inglesi viene dall’Unione Europea – spiega Coldiretti -  Nel Regno Unito si producono appena l’11% della frutta e il 42% della verdura consumate annualmente dagli inglesi che sono costretti a una pesante dipendenza dall’estero che sale addirittura al 100% nel caso delle arance, all’80% per i pomodori e al 69% delle mele. Si tratta dunque di uno sbocco di mercato determinante per molti Paesi a partire proprio dal nostro che potrebbe improvvisamente restringersi – commenta Ettore Prandini presidente di Coldiretti che in queste ore sta incontrando le aziende presenti alla rassegna.  

A spaventare – sottolinea la Coldiretti – sono, in particolare, gli effetti dei ritardi doganali che scatterebbero per il nuovo status di Paese Terzo rispetto all’UE, con un aumento della tasse e dei prezzi dei singoli prodotti ortofrutticoli fino al 17% che determinerebbe il crollo degli acquisti. L’ortofrutta fresca e trasformata è il secondo prodotto italiano più esportato in Inghilterra dopo il vino, per un valore che nel 2018 è stato pari a 668 milioni di euro, secondo proiezioni Coldiretti su dati Istat, in calo del 3% rispetto all’anno precedente. Per la frutta, in cima alla classifica dei prodotti più venduti ci sono mele, kiwi e uva da tavola. Negli ortaggi primeggiano – precisa la Coldiretti – i pelati e delle polpe di pomodoro la cui incidenza delle vendite in Gran Bretagna è pari al 20% del totale delle esportazioni italiane.

 Il pericolo è che, a causa dell’aumento delle tariffe, frutta e verdura italiane – denuncia Coldiretti – possano essere sostituite sugli scaffali inglesi da prodotti provenienti da altri mercati a partire da quelli africani, come il Sud Africa, già il secondo esportatore di frutta fresca nel Regno Unito dopo la Spagna, o il Kenya. Anche Marocco ed Egitto stanno aumentando le esportazioni di ortofrutta come pomodori ed arance in Gran Bretagna. Prodotti che, peraltro, non rispettano le stesse regole che valgono per quelli italiani in materia di sicurezza ambientale e della salute e rispetto dei diritti dei lavoratori. 


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