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Golf
PILLOLE DI GOLF/346 - CAMPI/30: IL GOLF CLUB ACAYA

Nel cuore del Salento un percorso ricco di fascino e sorprese


VERNOLE (LE) - Siamo nel Salento, nel Leccese, una bella, generosa terra. Una lunghissima teoria di ulivi fa guida per arrivare all’elegante resort “Double Tree by Hilton Acaya”, inserito nel verde della macchia mediterranea, 100 ettari di pregiata vegetazione spontanea....continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/345 - CAMPI/29: IL GOLF CLUB PARADISO DEL GARDA

Un percorso tra il lago e il monte Baldo, per giocare nell'"empireo"


PESCHIERA - Progettato dal noto architetto americano Jim Fazio, questo prestigioso circuito golfistico è inserito sull’entroterra gardesano, comodamente adagiato sull’anfiteatro morenico del Basso Garda, costituitosi con i depositi glaciali originati dai residui trasportati due...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/344: A DUBAI LA CORSA AL TITOLO DI RE DEL CIRCUITO 2020

Doppio trionfo inglese: a Fitzpatrick il torneo, a Westwood la "Race"


DUBAI - Sono tanti i milioni in palio al DP World Tour Championship di Dubai, che ha l'onere di laureare il miglior giocatore della stagione. Si sta infatti concludendo al Jumeirah Golf Estates di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, la difficile stagione 2020 dell’European Tour, in sintonia con...continua

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Una ricerca inedita riporta alla luce la vicenda degli ebrei di Asolo

MESSAGGI IN BOTTIGLIA

Le storie di 80 ebrei croati che risiedettero nel borgo tra il 1941 e il 1943


Condotto dai soci Emmanuele Petrin e Vittorio Zaglia per l’Academia dei Rinnovati, lo studio è basato su documenti d’archivio, memoriali e racconti dei sopravvissuti. Sarà presentato in anteprima domenica 24 febbraio alle 17.00 nella Sala consiliare del Municipio di Asolo.
I due ricercatori hanno ricostruito le vicende di 80 ebrei croati che risiedettero nel borgo tra il 1941 e il 1943 ospiti di famiglie asolane, con l’obiettivo di portare alla luce quali fossero la quotidianità dei profughi e il rapporto con la popolazione e far riaffiorare una pagina della storia locale quasi sconosciuta.
Un viaggio nel tempo, nella Asolo degli inizi degli anni Quaranta, che il periodo bellico costrinse a trasformarsi da ospitale meta del turismo internazionale a luogo di internamento coatto.
Il titolo dell’incontro e della ricerca è ispirato da un episodio raccontato da Jasha Levi, facente parte del gruppo che fu internato ad Asolo. Nel volume Requiem per una nazione narra di aver preso l’abitudine di annotare i pensieri più intimi e segreti e le speranze per un futuro migliore, inserendo poi il foglio di carta in una bottiglia, che sotterrava in un prato.


 
Dallo studio emerge uno spaccato della realtà asolana nei primi anni di guerra, che parla sostanzialmente di una popolazione preoccupata per quanto stava avvenendo, ma al tempo stesso capace di dimostrare solidarietà a chi viveva il dramma dell’esilio dalla propria terra.
La vicenda asolana degli 80 internati si concluse dopo l’8 settembre 1943, quando decisero di fuggire da Asolo e il gruppo più consistente si rifugiò a Bellaria, in Romagna, dove vennero accolti da un giovane albergatore, Ezio Giorgetti, che li nascose per circa un anno in varie località dell’entroterra. «L’obiettivo della ricerca - spiegano Petrin e Zaglia - è di risvegliare memorie ormai quasi dimenticate tra la popolazione di Asolo e non solo su un periodo della storia locale che è ai più sconosciuto. Ci siamo serviti di molti documenti rintracciati nell'archivio del Comune di Asolo e abbiamo utilizzato tutta la bibliografia relativa al periodo, composta dai volumi scritti da Daniele Ceschin, Emilio Drudi, Jasha Levi e Gianni Moriani. Abbiamo rinvenuto infine uno spezzone di documentario girato in Israele da Nicola Caracciolo, in cui compare e viene intervistata una delle internate ad Asolo. Particolarmente importante è stato il supporto di alcuni discendenti di quel gruppo, rintracciati in Francia, Israele e Svizzera, come Alexandre Studeny Singer, Amos e Nuri Konforti. Purtroppo, non siamo invece riusciti a contattare Anna Maria Schaffer, l’unica appartenente al gruppo nata ad Asolo nell'agosto 1942. Sappiamo che la sua famiglia si è trasferita a Queens, New York, dove la madre Emma Reich è deceduta nel 2010, ma i nostri tentativi di rintracciarla non hanno avuto ancora successo».