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Golf
PILLOLE DI GOLF/331: A VILLA CONDULMER L'OPEN D'ITALIA DEGLI HICKORY PLAYERS

Il nostro inviato al torneo con i bastoni come un secolo fa


MOGLIANO VENETO - Nel Campo da Golf di Villa Condulmer si è giocato, dal 10 al 12 settembre, il secondo Open Italia degli hickory players. Si è scelto di far concludere il secondo Open Internazionale nella giornata del 12, coincidente con il 12 settembre 1925, giorno conclusivo del...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/330: LO SPAGNOLO DE MORAL TRIONFA NEL TORNEO PIÙ ALTO D'ITALIA

Al Gc Cervino la seconda tappa dell'Italian Tour


BREUIL - Sul percorso del Golf Club Cervino, il campo più alto d’Italia a 2.050 metri di quota, si gioca il Cervino Alps Open, secondo appuntamento stagionale dell’Italian Pro Tour, circuito di gare organizzato dalla Federazione Italiana Golf. La serie di tornei è...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/329: BRILLA SEMPRE PIÙ LA GIOVANE STELLA DI RASMUS HOJGAARD

Il 19enne danese trionfa all'Isps Handa Uk Championship


SUTTON COLDFIELD (GBR) - Con l'Isps Handa Uk Championship, eccoci alla conclusione dell’”UK Swing”, con due azzurri in campo: Edoardo Molinari e Lorenzo Scalise, unici due italiani presenti al torneo che conclude il ciclo di sei gare denominate “UK Swing”, e che...continua

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Il sindacato interviene in merito alla situazione del personale medico nell’Ulss trevigiana

MANCANO 300 MEDICI. CGIL: "PRONTI ALLA MOBILITAZIONE"

I ritmi in corsia sono insostenibili


TREVISO. “Possiamo esprimere con grande serenità il nostro punto di vista rispetto alla situazione che attiene al personale medico o rischiamo di essere tacciati di disfattismo o allarmismo?” Esordiscono con amara ironia Bernini e Monari riferendosi alle questioni delle ultime settimane.   “L’emergenza non nasce oggi – continua Bernini –, nella nostra provincia mancano almeno 300 medici solo per rimanere in ambito ospedaliero. Anestesisti, psichiatri, ortopedici, ginecologi solo per fare alcuni esempi. Più volte sia i sindacati che lo stesso Ordine dei Medici hanno provato a rappresentare i problemi nei confronti della Regione e delle Direzioni. Spesso sono rimasti o inascoltati o è arrivata soltanto la classica pacca sulla spalla della serie “portate pazienza”. Ma la pazienza è ormai al limite e aumenta la frustrazione, oltre che lo stress, correlato a ritmi non sostenibili e a responsabilità crescenti”.

 “Il personale medico non vede rinnovato il contratto da oltre 10 anni – prosegue Monari – viene spostato da un ospedale all’altro per coprire prestazioni e interventi, con la scusa che siamo considerati tutti dirigenti facciamo un monte orario superiore alle 38 settimanali senza che vi sia riconoscimento, turni e reperibilità che si accumulano dopo aver svolto il normale orario di lavoro. Non vogliamo allarmare nessuno, ma non siamo più disponibili a tacere, lo facciamo per il nostro lavoro e per la qualità delle cure che rivolgiamo ai cittadini. In poche parole: anche chi attraverso il proprio lavoro garantisce un diritto, quello a essere curato e assistito, ha dei diritti”.

 “Se andiamo a vedere le condizioni nel loro insieme, e guardiamo anche alle retribuzioni di questi lavoratori, ci accorgeremo che non è sorprendente il fatto che manchino medici nel territorio. Molti se ne sono andati a causa dei blocchi delle assunzioni, altri se ne rimangono all’estero visto il riconoscimento sociale, oltre che professionale, e la valorizzazione economica. Non c’è dubbio che le dinamiche che hanno portato a questa situazione sono tante e diverse. Ma alcune potevano essere affrontate da tempo, dall’imbuto sulle specializzazioni al basso tasso di borse di studio. Ciò non toglie che, se non si riconoscono e valorizzano anche economicamente questi professionisti, che tra formazione e specializzazioni hanno investito almeno 11 anni della loro vita di studio, l’emergenza non cesserà. Come non cesserà a colpi di Tweet o a post su Facebook come qualche Presidente di Regione è solito fare. Le parole e le pacche sulle spalle non bastano più, la misura è colma – concludono Monari e Bernini –, oltre a rinnovare la solidarietà a quei colleghi che a fronte delle critiche sono stati redarguiti, siamo pronti a partire tutti insieme con forme di mobilitazione locale”.