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Golf
PILLOLE DI GOLF/278: IL "GIGANTE" BELGA PIETERS TRIONFA AL CZECH MASTERS

Ultimo giro record, Andrea Pavan conquista il terzo posto


PRAGA (REP. CECA) - Lasciamo per il momento tranquilli i 70 più grandi giocatori del mondo, a darsi battaglia nel BMW Championship, la seconda delle tre tappe della FedEx Cup in corso a Medinah nell’Illinois. Il primo torneo, il Northern Trust giocato nel New Jersey, l’abbiamo...continua

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PILLOLE DI GOLF/277: A PADOVA IL GOLF GIOVANILE INTERNAZIONALE

L'U.S. Kids Venice Open ospitato tra Galzignano, Montecchia e Frassenelle


PADOVA - È ancora una volta a Padova l’International U.S. Kids Venice Open, affollata da centinaia di atleti, provenienti da ogni parte del mondo. L’U.S. Kids è istituzione americana con 27 circoli affiliati in Italia, che ha il fine di aprire il Golf ai più...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/276: LA CALMA DI PATRICK REED È VINCENTE AL NORTHERN TRUST

Lo statunitense bissa il successo del 2016 nel primo torneo della FedEx Cup


NEW JERSEY (USA) - È questa la prima delle tre gare valide per la FedEx Cup, inserita nel corso della stagione PGA Tour: tre tornei a eliminazione, giocati nel mese di agosto, che portano all’assegnazione di una grossa somma di denaro: 15 milioni di dollari del Jackpot al vincitore di...continua

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Nuova lettera di Zaia ai cittadini del Sud

SENZA AUTONOMIA L'ITALIA FALLIRA'

ECCO IL TESTO INTEGRALE


Cari cittadini del Sud,

riprendo carta e penna perché non posso accettare che sui giornali venga pubblicata una pubblicità in cui il Nord viene accusato di voler uccidere la sanità del Mezzogiorno e perché dunque, nel dibattito sul tema dell’autonomia differenziata, continuo a cogliere l’addensarsi di bugie, falsità, distorsioni più o meno in buona fede, fraintendimenti. Questi ultimi, in particolare, dovuti a scarsa, o volutamente scarsa, informazione.

Possiamo partire da un presupposto? Che se il Mezzogiorno ha così tante cose che non vanno e questioni irrisolte non è colpa dell’autonomia richiesta da tre regioni?

Assodato ciò, vi scrivo per mettervi in guardia. Perché vi continuano a descrivere l’autonomia richiesta dal Veneto (ma non solo, anche dell’Emilia-Romagna e dalla Lombardia) come la secessione dei ricchi, la definitiva frantumazione di una Repubblica unita e solidale, l’impoverimento senza alternative del Mezzogiorno e del suo sistema socio-sanitario. Quando sappiamo tutti che autonomia significa assunzione di responsabilità: e che piuttosto che recriminare sull’autonomia richiesta dalla mia regione, sarebbe bene che tutte le regioni - anche quella del Sud - avessero la “loro” autonomia. Perché gli amministratori sarebbero costretti a rispondere direttamente ai cittadini e l’autonomia è l’unico modo vero per controllare la qualità dell’amministrazione.

Ultimamente gli attacchi hanno avuto come sfondo la sanità. Personalmente, avrei qualche difficoltà a spiegare a mia madre o mio padre, ma soprattutto alla mia coscienza, che stiamo lavorando a una riforma istituzionale storica per togliere qualcosa a qualcuno o, ancor più imbarazzante, perché altri italiani siano curati peggio a vantaggio dei cittadini della mia regione.

Lo dico perché è questo il pensiero che ha suscitato in me il banner promosso da un ordine dei medici del Sud e pubblicato ieri dai giornali. Quando l’ho visto e ho letto: “No a un regionalismo che divide – Vogliamo una sanità uguale per tutti”, sono rimasto basito perché si sta raccontando una grande menzogna.

Noto che il Ministro Grillo condivide questa linea. Mi limito ad alcune semplici constatazioni.

In Veneto c’è un servizio sanitario pubblico in virtù del quale chi è malato viene curato e assistito bene. E non soltanto se è veneto: qui si curano bene tutti, da qualsiasi parte del mondo o dell’Italia giungano (l’immigrazione sanitaria dalle vostre regioni verso il Veneto sta aumentando di anno in anno), senza alcuna differenza. Voi trovate normale che una regione veda i propri cittadini andare a curarsi al Nord e da Sud si accusi il Nord che li sta curando? Non sarebbe bene guardare un po’ di più all’interno della proprie strutture sanitarie?

I cittadini veneti vogliono e pretendono di essere curati nel pubblico lasciando il privato marginale (non più del 10-12 per cento) ma comunque eccellente e non sostitutivo. È una colpa questa? Mi spiego meglio: mentre nella mia regione - a causa dei tagli “orizzontali” decisi dai precedenti governi, quei tagli che premiano gli spreconi e riducono alla canna del gas i virtuosi - si fanno i salti mortali per garantire un servizio pubblico più esteso possibile, così come ci è chiesto dai cittadini, gli amministratori della Sicilia destinano il 30% del totale dei posti letto al privato e quelli della Puglia addirittura il 34%.

Siamo la regione italiana che spende meno per il personale: 22 euro per abitante contro la media nazionale di 35 euro. Una regione che ha 58 dipendenti ogni mille abitanti quando la media italiana è di 70, e la sola Basilicata ne ha 228. Un dato che la dice lunga sulla gestione sanitaria veneta: da noi la spesa farmaceutica convenzionata nel 2017 è stata pari a poco più del 6 per cento, in Campania, Puglia e Lazio ha superato di gran lunga l’8 per cento.

In queste condizioni, sono certo che il Veneto continuerà a fare bene anche con l’autonomia. Così come in certe realtà del Sud le cose non cambierebbero anche senza autonomia.

Tutto ciò è realtà: senza aver l’autonomia, ma semplicemente avendo costruito un sistema sanitario fondato sui princìpi di una buona e oculata amministrazione, con costi minori di altre realtà e qualità superiore (siamo stati appena riconfermati regione benchmark).

Mi chiedo e vi chiedo se i medici che hanno promosso il banner abbiano mai constatato o anche soltanto intravisto gli sprechi che sono stati fatti sulle loro teste, o se non siano, loro stessi, le prime vittime di una cattiva gestione che caratterizza molte strutture del Sud.

Il Veneto, non ha mai rubato niente a nessuno. Anzi. Ha subìto gli stessi tagli lineari delle altre regioni che, nel 2014, hanno raggiunto il 14,3% della spesa corrente. Lo Stato ha destinato al Nord 3.153 euro procapite. C’è uno scarto di 1.000 euro rispetto al Sud che ne ha ricevuti 4.123. Soltanto guardando alle sanità sono stati 107 euro contro 137.

State attenti cittadini del Sud, a quello che vi raccontano i vostri rappresentanti amministrativi e politici! Controllateli bene, perché ancora una volta giocano a tenervi la testa nascosta sotto la sabbia, vogliono che continuiate a non vedere, hanno paura che qualcuno - come sta accadendo in queste settimane – metta definitivamente a nudo i meccanismi con cui hanno governato per decenni tenendovi, come sostengo io, in una condizione di vera e propria mezzadria.
Hanno, in definitiva, paura che qualcuno di voi si alzi e chieda a chiare lettere: perché il sistema sanitario del Mezzogiorno è spesso in condizioni disperate?

La spiegazione non potrebbero darvela, perché dovrebbero ammettere che il Sud ha avuto le stesse identiche risorse (se non di più) del Nord, ma loro hanno sprecato tutte le occasioni facendo finire le opportunità in un girone dantesco che le ha bruciate.

Non potrebbero darvi una spiegazione, perché da anni fanno melina rispetto all’introduzione dei costi e fabbisogni standard.

Dovrebbero finalmente esercitare responsabilità ed equilibrio nella spesa pubblica invece di farvi ricadere addosso, nella vostra attività quotidiana, il peso dei loro sprechi. Anche sotto forma di tasse: vi ricordo che in Veneto, oltre a curarsi bene, non si paga neppure l’addizionale IRPEF regionale.

Se nella mia regione i mezzi pubblici sono tenuti bene, le strade sono percorribili e pulite, se siamo giudicati i migliori a livello nazionale nella raccolta differenziata, se c’è un tasso di civismo elevato, lo dobbiamo forse all’autonomia che non abbiamo?

Il Nord ha comunque bisogno del Sud. E il Sud ha bisogno che la foresta - in continua e impetuosa crescita - di cittadini perbene e consapevoli cominci a mettere in discussione chi li ha finora trattati da sudditi. Un Sud nuovo serve all’Italia intera, ma soltanto con la responsabilità di chi governa può nascere e svilupparsi. E questa responsabilità si chiama: AUTONOMIA.

Senza, il Paese fallirà.