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Golf
PILLOLE DI GOLF/321: COSA È SUCCESSO A FRANCESCO MOLINARI?

Il campione azzurro dovrebbe tornare in campo ad agosto


LONDRA - È troppo tempo che non troviamo in campo Francesco Molinari. L’ultima volta è stato a marzo, quand’era andato a difendere il titolo nella 54ª edizione dell’Arnold Palmer Invitational, una delle più prestigiose gare del PGA Tour. Si svolgeva al...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/320 - CAMPI/28: IL GOLF CLUB FRASSANELLE

Buche lunghe nel verde dei Colli Euganei


ROVOLON (PD) - Inserito in una luminosa tenuta, il Golf Frassanelle esprime la raffinatezza del nobiluomo Alberto Papafava che nel 1860 creò questo parco nel comune di Rovolon, su un’altura situata all’estremità settentrionale dei Colli Euganei. L’aristocratico...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/319: SPETTACOLO CON GRANDI CAMPIONI ALL'RBC HERITAGE

Successo per Webb Simpson e il suo swing particolare


HILTON HEAD  (USA) - Spettacolo con grandi campioni, sul percorso dell’Harbour Town Golf Links, a Hilton Head nel South Carolina, per l'Rbc Heritage. Sono al via i primi sei giocatori del mondo, compreso ovviamente Jon Rahm, che la scorsa settimana è uscito al taglio, e ora...continua

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Un libro curato dal prof. Piergabriele Mancuso porta alla luce registrazioni delle musiche nelle sinagoghe

MUSICHE DELLA TRADIZIONE EBRAICA A VENEZIA

GUARDA LA PUNTATA DI "VENETO UNO CON VOI"


TREVISO. Uno strumento fondamentale per conoscere le tradizioni musicali e rituali dell’ebraismo italiano è la nuova uscita della collana aEM, pubblicata dall’editore Squilibri d’intesa con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, con l’intento di restituire alle comunità originarie quei documenti sonori che rappresentano una parte significativa e qualificante delle proprie tradizioni culturali.

Curato da Piergabriele Mancuso, direttore del “Eugene Grant Research Program on Jewish History and Culture in Early Modern Europe” al Medici Archive Project, il volume con due CD allegati, Musiche della tradizione ebraica a Venezia. Le registrazioni di Leo Levi (1954-1959), è infatti di notevole interesse musicale e storico, documentando parte del rito sinagogale veneziano, già all’epoca ridotto per lo più alla sola componente sefardita, sia ponentina che levantina, e una parte non irrilevante dell’antico rito ashkenazita, oggi completamente sparito. Le registrazioni, finora del tutto inedite, risalgono all’imponente lavoro di ricerca sul campo avviato da Leo Levi dopo il suo incontro con Giorgio Nataletti, direttore dell’allora CNSMP-Centro Nazionale Studi Musica Popolare, grazie al quale poté dare seguito al suo ambizioso progetto di una raccolta sistematica di testimonianze sulle tradizioni musicali delle comunità ebraiche italiane, nella convinzione che conservassero un patrimonio ricchissimo e composito di melodie a torto trascurato fino ad allora negli studi oltre che nelle spedizioni degli etnomusicologi. In quell’incessante serie di viaggi che ha cadenzato tutta la sua esistenza, tra il 1954 e il 1959 Leo Levi è così, e a più riprese, a Venezia per raccogliere, spesso dalla memoria dei più anziani, il repertorio del più antico ghetto ebraico del mondo, originariamente concepito quale luogo di residenza coatta per le comunità degli ebrei ashkenaziti e di rito italiano ma diventato poi un microcosmo eterogeneo e variegato, luogo di incontro delle diverse anime della Diaspora e, a dispetto dei divieti della legge, anche di confronto tra ebrei e cristiani.

Diversamente da quanto è accaduto in altre città, il ghetto di Venezia è giunto ai giorni nostri mantenendo in buona sostanza la sua antica fisionomia, con le sue diverse scole (sinagoghe), il suo campo centrale –sede della sociabilità ebraica, oggi di quella cittadina-, i suoi spazi sviluppatisi per lo più in verticale. Grazie all’attività pioneristica di Leo Levi noi siamo oggi in grado di rintracciare e recuperare anche una parte di quella memoria e identità collettive gravemente ferite dalla guerra e dalla barbarie nazi-fascista, ricomponendo per il tramite di quei volenterosi e tenaci cantori i tasselli di un mosaico rituale e artistico.

Dopo quello dedicato nel 2015 alle registrazioni in Piemonte, questo secondo volume costituisce un significativo passo in avanti per la valorizzazione dell’imponente corpus documentario realizzato da Leo Levi presso le comunità ebraiche della penisola.

Con saggi di Walter Brunetto, Donatella Calabi e Francesco Spagnolo, il volume, nato dalla collaborazione e sinergia con la Comunità Ebraica di Venezia, è nelle migliori librerie a 22 euro.


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