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Golf
PILLOLE DI GOLF/299: AD ABU DHABI WESTWOOD SI IMPONE SU UN SORPRENDENTE LAPORTA

Nel torneo in vigore le norma anti-gioco lento


ABU DHABI - Sono sette gli azzurri che partecipano al Championship di Abu Dhabi, il primo degli otto tornei sponsorizzati dalla Rolex nell’ambito dell’Eurotour. Sono numerosi, i campioni che iniziano l’anno 2020 negli Emirati Arabi Uniti all’Abu Dhabi GC, con lo statunitense...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/298: DOPO LE PROTESTE POLITICHE, AD HONG KONG TORNA IL GOLF

Successo per Wade Ormsby, Andrea Pavan unico azzurro


HONG KONG - Era stato rinviato per problemi di sicurezza l'Hong Kong Open. Avrebbe dovuto prendere avvio il 28 novembre, ma i disordini legati alla difficile situazione sociale, riordiamo i continui scontri nel Paese, aveva indotto gli organizzatori ad annullare la gara. Ora questo torneo...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/297: L'ALTRA META' DEL CIELO, IL GOLF AL FEMMINILE

Ad Evian, in Francia, l'unico major "rosa" d'Europa


EVIAN  - Nel doveroso ricordo del record assoluto di vittorie in campo internazionale conquistate dagli azzurri Bertasio, Gagli, Laporta, Migliozzi, i Molinari, Paratore, Pavan nel 2019, cominciamo il 2020 dando l'onore al Golf femminile, seppur in assenza delle atlete italiane.Il Ladies...continua

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Un libro curato dal prof. Piergabriele Mancuso porta alla luce registrazioni delle musiche nelle sinagoghe

MUSICHE DELLA TRADIZIONE EBRAICA A VENEZIA

GUARDA LA PUNTATA DI "VENETO UNO CON VOI"


TREVISO. Uno strumento fondamentale per conoscere le tradizioni musicali e rituali dell’ebraismo italiano è la nuova uscita della collana aEM, pubblicata dall’editore Squilibri d’intesa con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, con l’intento di restituire alle comunità originarie quei documenti sonori che rappresentano una parte significativa e qualificante delle proprie tradizioni culturali.

Curato da Piergabriele Mancuso, direttore del “Eugene Grant Research Program on Jewish History and Culture in Early Modern Europe” al Medici Archive Project, il volume con due CD allegati, Musiche della tradizione ebraica a Venezia. Le registrazioni di Leo Levi (1954-1959), è infatti di notevole interesse musicale e storico, documentando parte del rito sinagogale veneziano, già all’epoca ridotto per lo più alla sola componente sefardita, sia ponentina che levantina, e una parte non irrilevante dell’antico rito ashkenazita, oggi completamente sparito. Le registrazioni, finora del tutto inedite, risalgono all’imponente lavoro di ricerca sul campo avviato da Leo Levi dopo il suo incontro con Giorgio Nataletti, direttore dell’allora CNSMP-Centro Nazionale Studi Musica Popolare, grazie al quale poté dare seguito al suo ambizioso progetto di una raccolta sistematica di testimonianze sulle tradizioni musicali delle comunità ebraiche italiane, nella convinzione che conservassero un patrimonio ricchissimo e composito di melodie a torto trascurato fino ad allora negli studi oltre che nelle spedizioni degli etnomusicologi. In quell’incessante serie di viaggi che ha cadenzato tutta la sua esistenza, tra il 1954 e il 1959 Leo Levi è così, e a più riprese, a Venezia per raccogliere, spesso dalla memoria dei più anziani, il repertorio del più antico ghetto ebraico del mondo, originariamente concepito quale luogo di residenza coatta per le comunità degli ebrei ashkenaziti e di rito italiano ma diventato poi un microcosmo eterogeneo e variegato, luogo di incontro delle diverse anime della Diaspora e, a dispetto dei divieti della legge, anche di confronto tra ebrei e cristiani.

Diversamente da quanto è accaduto in altre città, il ghetto di Venezia è giunto ai giorni nostri mantenendo in buona sostanza la sua antica fisionomia, con le sue diverse scole (sinagoghe), il suo campo centrale –sede della sociabilità ebraica, oggi di quella cittadina-, i suoi spazi sviluppatisi per lo più in verticale. Grazie all’attività pioneristica di Leo Levi noi siamo oggi in grado di rintracciare e recuperare anche una parte di quella memoria e identità collettive gravemente ferite dalla guerra e dalla barbarie nazi-fascista, ricomponendo per il tramite di quei volenterosi e tenaci cantori i tasselli di un mosaico rituale e artistico.

Dopo quello dedicato nel 2015 alle registrazioni in Piemonte, questo secondo volume costituisce un significativo passo in avanti per la valorizzazione dell’imponente corpus documentario realizzato da Leo Levi presso le comunità ebraiche della penisola.

Con saggi di Walter Brunetto, Donatella Calabi e Francesco Spagnolo, il volume, nato dalla collaborazione e sinergia con la Comunità Ebraica di Venezia, è nelle migliori librerie a 22 euro.


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