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Golf
PILLOLE DI GOLF/299: AD ABU DHABI WESTWOOD SI IMPONE SU UN SORPRENDENTE LAPORTA

Nel torneo in vigore le norma anti-gioco lento


ABU DHABI - Sono sette gli azzurri che partecipano al Championship di Abu Dhabi, il primo degli otto tornei sponsorizzati dalla Rolex nell’ambito dell’Eurotour. Sono numerosi, i campioni che iniziano l’anno 2020 negli Emirati Arabi Uniti all’Abu Dhabi GC, con lo statunitense...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/298: DOPO LE PROTESTE POLITICHE, AD HONG KONG TORNA IL GOLF

Successo per Wade Ormsby, Andrea Pavan unico azzurro


HONG KONG - Era stato rinviato per problemi di sicurezza l'Hong Kong Open. Avrebbe dovuto prendere avvio il 28 novembre, ma i disordini legati alla difficile situazione sociale, riordiamo i continui scontri nel Paese, aveva indotto gli organizzatori ad annullare la gara. Ora questo torneo...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/297: L'ALTRA META' DEL CIELO, IL GOLF AL FEMMINILE

Ad Evian, in Francia, l'unico major "rosa" d'Europa


EVIAN  - Nel doveroso ricordo del record assoluto di vittorie in campo internazionale conquistate dagli azzurri Bertasio, Gagli, Laporta, Migliozzi, i Molinari, Paratore, Pavan nel 2019, cominciamo il 2020 dando l'onore al Golf femminile, seppur in assenza delle atlete italiane.Il Ladies...continua

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Alessio Morosin: "Il 25 aprile una manifestazione identitaria e politica"

IN PIAZZA PER L'AUTONOMIA, "CINQUANTAMILA A SAN MARCO"

Oggi vertice tra Zaia ed il ministro Erika Stefani


VENEZIA. Il Veneto non può aspettare oltre, sono trascorsi più di sedici mesi dal referendum sull'autonomia che portò alle urne oltre due milioni e trecentomila elettori ma l'intesa sulle 23 competenze da trasferire alla Regione è lontana. La galassia dei movimenti venetisti è pronta a scendere in piazza per dare la "sveglia" al governo. L'appuntamento è per il 25 aprile in piazza San Marco, una data e un luogo simbolo dal momento che si festeggia il santo patrono di Venezia in un posto dove ogni anno qualche migliaio di veneti si ritrova per una manifestazione soprattutto identitaria. Ma questa volta le cose saranno diverse perchè si tratterà di una manifestazione anche politica. Anche i numeri saranno diversi perchè gli organizzatori parlano di almeno cinquatamila persone in marcia. "Sarà un 25 aprile roboante perchè ci saranno gli indipendentisti di ogni area e ci sarà anche una fetta della Lega" spiega l'avvocato Alessio Morosin, anima del movimento "Indipendenza Veneta" e candidato alle ultime elezioni regionali. Morosin nel 2013 era stato tra i promotori della Legge 342 sull'indipendenza del Veneto, aveva raccolto oltre centomila firme, cinque consigli provinciali e quasi 400 comuni avevano votato un ordine del giorno a favore della sua proposta di legge. Poi è arrivato il referendum sull'autonomia che di fatto ha relegato tutto nel dimenticatoio. A metà febbraio ha scritto una lettera al governatore Luca Zaia invitandolo a scendere in piazza a fianco di tutti i veneti ma non ha avuto risposta. "Non sia politicamente timido, è necessario fare qualcosa di forte e unitario, portando tutto il Veneto in piazza" c'era scritto. La missima si concludeva con una domanda: "Lei da che parte sta, da quella del 98,1 per cento dei veneti o da quella delle consorterie delle maggioranze di governo di cui fa parte anche il suo partito?"

L'ipotesi iniziale, sostenuta anche da qualche ex assessore regionale leghista era quella di una manifestazione unitaria con Lega e moviventi venetisti assieme per lunedi 25 marzo, giorno in cui si festeggia la nascita di Venezia, ma i tempi ristretti e il silenzio del governatore ha bloccato l'iniziativa, nonostante le tante adesioni raccolte via social tra rappresentanti delle categorie economiche e amministratori locali. "L'idea della manifestazione unitaria è tramontata – spiega Morosin – Perchè la Lega ha dato forfait, forse preoccupata che potesse essere letta come una protesta contro il governo. La nostra intenzione era quella di scendere in piazza a fianco e non contro Zaia". Ora però le cose sono cambiate e nonostante il silenzio della Lega la manifestazione ci sarà. E poco importa se le nuove disposizioni in materia di sicurezza pubblica impongono il limite massimo di ventimila presenze in Piazza San Marco. "Ci spalmeremo tra le calli, occuperemo anche tutti i campielli ma nessuno ci può vietare di andare in Piazza il 25 aprile" - afferma Morosin – "La fiumana di persone, il colpo d'occhio sarà come il giorno del concerto dei Pink Floyd".

Intanto sul ritardo dell'intesa con lo Stato in tema di autonomia, il presidente del Veneto Zaia, durante la riunione della Consulta creata ad hoc per sostenere il progetto, ha lanciato l'idea di un passaggio immediato del progetto di legge in Parlamento. Al momento l'accordo totale non c'è, manca l'intesa su alcune materie come le concessioni autostradali, la scuola, i beni culturali e la savaguardia del territorio. Un dibattito in aula potrebbe portare alcune modifiche migliorative e consentire la firma definitiva su tutte le 23 materie. "Solo i mone non cambiano idea", Zaia ha usato un'espressione dialettale per far capire che la bozza di accordo può essere migliorata e che lui è disposto a discutere. Il problema per il governatore non è il dibattito in aula tra favorevoli e contrari ma i tempi. Lui ha fretta di chiudere la partita prima delle elezioni europee. Concetto che ribadirà anche oggi in occasione del vertice convocato dalla ministro delle Autonomie Erika Stefani. Al governo chiederà la firma immediata di una pre intesa e poi l'invio in Parlamento, al Veneto compattezza: "Chi vuole chiamarsi fuori lo faccia pure, noi andiamo avanti lo stesso".

 

Danilo Guerretta