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Golf
PILLOLE DI GOLF/261: IL RITORNO DELLA TIGRE

Tiger Woods trionfa nel Mastersdi Augusta


AUGUSTA - Questo è il primo Major stagionale, il più ambito. Ha luogo nella consueta cornice dell’Augusta National, in Georgia, quel percorso tanto voluto dal mitico campione Bobby Jones. In Campo è presentela crema dei professionisti,i migliori giocatori del mondo, e tra...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/260: WGC, L'ÉLITE MONDIALE SI SFIDA IN MATCH PLAY

Vittoria a Kisner, ottimo terzo Francesco Molinari


AUSTIN (TEXAS) - È il secondo dei quattro eventi stagionali del World Golf Championship, le cui gare sono di livello inferiore solo ai major. Il WGC -Dell Technologies Match Play che si gioca in Texas sul percorso dell’Austin CC, è di spessore assoluto: nel field sono stati...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/259: AL VIA LA NUOVA STAGIONE DEI GIORNALISTI GOLFISTI

Come di consueto l'Aigg apre il campionato 2019 al Marco Simone


ROMA - La primavera era già esplosa, quando siamo andati a Roma per l’avvio del tour dei giornalisti golfisti. Alla prima giornata di tappa, però, abbiamo preso la pioggia. Come di consueto, il primo incontro era al Marco Simone Golf & Country Club, alle porte di Roma, che...continua

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A Padova la manifestazione di Libera e Avviso Pubblico

CORTEO PER LE VITTIME DELLA MAFIA: "SIAMO IN 50 MILA"

Messaggio di Mattarella. Don Ciotti ai politici: "Spacciatori di illusioni"


PADOVA. "La riforma più urgente è quella delle coscienze, il nemico non sono gli immigrati ma le mafie, la corruzione, l'insufficienza delle politiche sociali". Don Luigi Ciotti ha chiuso la XXIV edizione della Giornata in ricordo di tutte le vittime innocenti di mafia con un discorso durato quaranta minuti. Il fondatore di Libera ha affrontato i temi di stretta attualità ed in particolare il caso della nave "Mare Jonio" sequestrata a Lampedusa dopo aver salvato 49 migranti. "Io sto con quella nave – ha detto -. Io sono con loro che salvano le vite umane e sto anche con tutti quei movimenti e quei gruppi che ci mettono la faccia". Dal palco di Prato della Valle ha anche sferrato un duro attacco all'Italia e all'Europa che stanno attuando una gestione repressiva dei migranti: "Gli stranieri sono rappresentati di fatto come nemici, come usurpatori fingendo di non sapere che a costringere migliaia di persone ad abbandonare le loro terre è il sistema economico che ha depredato e derubato intere aree del pianeta senza alcun riguardo". Il sacerdote ha anche parlato di falsificazione della realtà sulle vicende riguardanti i migranti. "Loro sono vittime – ha detto - . Qualcuno li rappresenta come colpevoli ma verrà un giorno in cui bisognerà rendere conto a Dio e alla storia". Don Ciotti è anche intervenuto sulla polemica tra il ministro Matteo Salvini e Roberto Saviano dopo il voto al Senato che ha negato l'autirizzazione a procedere per l'esponente del Governo sul caso Diciotti e si è schierato dalla parte dello scrittore simbolo dell'antimafia: "Io sto anche con l'amico Saviano che scrive parole per graffiare le coscienze". Riferendosi alla politica ha parlato di "spacciatori di illusioni" nei confronti dei due milioni di giovani che in Italia non trovano un lavoro dopo aver terminato gli studi: "Servono leggi che tutelino i diritti non il potere". Sul palco assieme a lui i famigliari delle vittime della mafia, amministratori e rappresentanti delle forze dell'ordine ma anche il vescovo di Padova Monsignr Claudio Cipolla e il Patriarca di Venezia Francesco Moraglia. Il prefetto di Padova ha letto il messaggio fatto arrivare dal Capo dello Stato Sergio Mattarella: " "Vogliamo liberare la società dalle mafie. È un traguardo doveroso e possibile, che richiede a tutti impegno, coerenza, piena coscienza delle nostre responsabilità di cittadini". La giornata veneta è iniziata con un lungo corteo che si è mosso per le strade di Padova. Cinquanta mila persone secondo gli organizzatori alle quali van ad aggiungersi il milione di manifestanti che contemporaneamente hanno marciato in molte città d'Italia. In testa al corteo i familiari delle vittime di mafia, con le loro foto in mano e don Luigi Ciotti. Dietro di loro il prefetto di Padova Renato Franceschelli, il sindaco Sergio Giordani ed il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho.Tra i partecipanti, anche l'ex presidente della Commissione parlamentare antimafia Rosy Bindi e Maurizio Landini, segretario della Cgil. La giornata è stata scandita dalla lettura dei nomi delle vittime innocenti della mafia, un elenco lunghissimo di 1011 persone iniziato con Giorgio Verdura il sindaco di un paesino dell'entroterra palermitano assassinato il 7 maggio del 1879 e terminato con la lettura dei nomi dei dodici immigrati morti nello scontro del pulmino che li stava accompagnando a casa dopo una giornata di lavoro e sfruttamento nelle campagne di Foggia. Era il 6 agosto dello scorso anno. "Un elenco che ogni anno diventa sempre più lungo e che ultimamente vede tanti nomi di stranieri" ha spiegato il presidente di Avviso Pubblico, Roberto Montà.


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