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Golf
PILLOLE DI GOLF/331: A VILLA CONDULMER L'OPEN D'ITALIA DEGLI HICKORY PLAYERS

Il nostro inviato al torneo con i bastoni come un secolo fa


MOGLIANO VENETO - Nel Campo da Golf di Villa Condulmer si è giocato, dal 10 al 12 settembre, il secondo Open Italia degli hickory players. Si è scelto di far concludere il secondo Open Internazionale nella giornata del 12, coincidente con il 12 settembre 1925, giorno conclusivo del...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/330: LO SPAGNOLO DE MORAL TRIONFA NEL TORNEO PIÙ ALTO D'ITALIA

Al Gc Cervino la seconda tappa dell'Italian Tour


BREUIL - Sul percorso del Golf Club Cervino, il campo più alto d’Italia a 2.050 metri di quota, si gioca il Cervino Alps Open, secondo appuntamento stagionale dell’Italian Pro Tour, circuito di gare organizzato dalla Federazione Italiana Golf. La serie di tornei è...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/329: BRILLA SEMPRE PIÙ LA GIOVANE STELLA DI RASMUS HOJGAARD

Il 19enne danese trionfa all'Isps Handa Uk Championship


SUTTON COLDFIELD (GBR) - Con l'Isps Handa Uk Championship, eccoci alla conclusione dell’”UK Swing”, con due azzurri in campo: Edoardo Molinari e Lorenzo Scalise, unici due italiani presenti al torneo che conclude il ciclo di sei gare denominate “UK Swing”, e che...continua

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Il figlio del macellaio ucciso dai Pac nel 1979 sorpreso dalla decisione dell'ex terrorista

BATTISTI AMMETTE GLI OMICIDI. SABBADIN: "SPERO NON SIA UNA STRATEGIA"

"Troppo tardi per perdonare chi ha ucciso mio padre"


Adriano Sabbadin mostra la foto del padre Lino

VENEZIA. "L’ammissione da parte di Cesare Battisti degli omicidi commessi è un passo avanti, una conferma della sua colpa ma spero non sia una tecnica per ottenere benefici o sconti di pena". Adriano Sabbadin è figlio di Lino, il macellaio di Santa Maria di Sala (Venezia) ucciso dai Pac di Cesare Battisti il 16 febbraio 1979. Aveva 17 anni anni quando il commando fece irruzione nel negozio. Battisti era assieme a una donna e a un terrorista veneziano. Fu quest'ultimo a sparare per primo, Battisti colpì il macellaio quando era già a terra: "Fecero allontanare i clienti e poi spararono ancora. Crivellarono mio padre senza alcuna pietà". Adriano Sabbadin di quei momenti ricorda tutto: la scarica di proiettili, Il grembiule bianco intriso di sangue , le urla disperate della madre e l'auto verde con a bordo i tre terroristi fuggire via. Il padre era stato ucciso perchè due mesi prima aveva reagito ad una "esproprio proletario" sparando e uccidendo un rapinatore.

Si aspettava questa ammissione da parte di Battisti?

"Sinceramente no anche perchè recentemente si era dichiarato innocente".

E' un tassello per arrivare alla verità?

"L'ammissione degli omicidi è una cosa positiva che noi famigliari delle vittime attendavamo da più di 40 anni, credo sia il frutto di una riflessione fatta dopo l'arresto e l'estradizione ed è giusto che sia così".

La considera la resa definitiva o piuttosto una strategia?

"Io credo sia una strategia per ottenere qualche beneficio. E questo è un atteggiamento che non condivido nel modo più assoluto. I magistrati faranno il loro lavoro ma credo sia importante che oltre l'ammissione Cesare Battisti faccia anche i nomi di tutti i complici".

Battisti ha detto: "Pensavo fosse una guerra giusta, anche se ora mi sembra una follia", che effetto le fanno queste parole?

"Guardi, per me è stata una follia da subito, una follia durata 40 anni durante i quali ho cercato di conoscere la verità e di ottenere giustzia. Battisti pensava di essere in guerra ma mio padre non era un soldato e io l'ho perso per sempre".

Dopo questa ammissioni cambia la sua considerazione su Battisti e la sua detenzione?

"Non cambia nulla, Battisti deve scontare la sua pena per intero. In fondo è rinchiuso in cella solamente da pochi mesi".

Riuscirà mai a perdonare chi ha ucciso suo padre?

"No, se Battisti avesse collaborato con la giustizia un pò di tempo fa forse avrei considerato la possibilità di una riconciliazione. Ma adesso no, ormai è troppo tardi, mi dispiace".

 

 

Danilo Guerretta