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Golf
PILLOLE DI GOLF/345 - CAMPI/29: IL GOLF CLUB PARADISO DEL GARDA

Un percorso tra il lago e il monte Baldo, per giocare nell'"empireo"


PESCHIERA - Progettato dal noto architetto americano Jim Fazio, questo prestigioso circuito golfistico è inserito sull’entroterra gardesano, comodamente adagiato sull’anfiteatro morenico del Basso Garda, costituitosi con i depositi glaciali originati dai residui trasportati due...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/344: A DUBAI LA CORSA AL TITOLO DI RE DEL CIRCUITO 2020

Doppio trionfo inglese: a Fitzpatrick il torneo, a Westwood la "Race"


DUBAI - Sono tanti i milioni in palio al DP World Tour Championship di Dubai, che ha l'onere di laureare il miglior giocatore della stagione. Si sta infatti concludendo al Jumeirah Golf Estates di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, la difficile stagione 2020 dell’European Tour, in sintonia con...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/343: IL DUBAI CHAMPIONSHIP AL PARIGINO ANTOIONE ROZIER

Eccellente secondo posto per Francesco Laporta


DUBAI - Questa settimana l’European Tour era impegnato in due appuntamenti: uno in Sudafrica, il South African Open, terzo evento che si celebra lì quest’anno, l’altro Il Dubai Championship, negli Emirati Arabi. Noi seguiamo questo di Dubai, penultimo appuntamento della...continua

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La nostra rubrica sul mondo golfistico a cura di Paolo Pilla

PILLOLE DI GOLF/259: AL VIA LA NUOVA STAGIONE DEI GIORNALISTI GOLFISTI

Come di consueto l'Aigg apre il campionato 2019 al Marco Simone


ROMA - La primavera era già esplosa, quando siamo andati a Roma per l’avvio del tour dei giornalisti golfisti. Alla prima giornata di tappa, però, abbiamo preso la pioggia. Come di consueto, il primo incontro era al Marco Simone Golf & Country Club, alle porte di Roma, che ormai per tradizione ospita la gara d’esordio del circuito. Già conoscevo quel gran bel campo che si adagia su 150 ettari di natura incontaminata. La sua integrità, però, questa volta era violata: architetti, ingegneri e agronomi sono in spasmodica attività, coordinati dall’European Golf Design. Sono intenti a eseguire la prima fase del progetto per la preparazione del percorso, che dovrà essere all’avanguardia, idoneo a ospitare la prossima sede europea della Ryder Cup 2022. Sovraintende i lavori Tom Fazio, figlio dell’architetto Jim Fazio, al cui disegno risale il percorso originale del Marco Simone. Sarà realizzato un percorso di gioco tutto nuovo, che fra tre anni ospiterà il più grande evento di Golf a squadre, che vedrà l’Europa contrapposta all’America. Oltre a ridisegnare le buche, è anche necessario sistemare una viabilità interna scorrevole, ricreare ostacoli d’acqua con la formazione di laghi, un valido sistema d’irrigazione, ampie tribune, strutture di ospitalità idonee ad accogliere i 50.000 spettatori che saranno presenti ogni giorno.
Per ciò, abbiamo giocato su nove buche da campionato e su nove executive, adeguatamente preparate. È ben noto ai golfisti il percorso Championship che più volte ha ospitato circuiti internazionali, nonché un’edizione dell’Open d’Italia nel ’94. Il Club era già di notevole spessore, la dimensione dei lavori sta a dimostrare il livello e l’importanza che assume l’evento Ryder, per l’intero mondo del Golf.
Nonostante i massicci lavori che impegnavano uno dei percorsi, il panorama è comunque sempre straordinario, regala in lontananza la Cupola di San Pietro, la simpatica sagoma del castello di Marco Simone restaurato in collaborazione con le Belle Arti, la sua torre antica risalente all’anno 1000. La sontuosa Club House, poi, nei suoi 7.000 mq. dal taglio severo, esprime la sobrietà della Biagiotti, la raffinata eleganza, che non permette confusione di stili.
Il torneo: Il disturbo creato dalla pioggia a dire il vero non eccessiva, ha generato qualche ritiro a metà percorso, ma per chi l’ha portato a termine la gara è stata comunque goduta. Io ho giocato con un gradevole team: Mauro Giuliani, Benito Lattanzi, e Sergio Masiero. Abbiamo anche giocato bene, ma ci siamo presi una fregatura, per essere caduti tutti e quattro in una distrazione: ultimata la buca 12, un po’ disturbati dalla pioggia, un po’ a causa della segnalazione non chiara, anziché partire dalla 13, abbiamo giocato sulla 14. Completata la buca, cercavamo la partenza della 14, ma ci si presentava la 15. Siamo allora dovuti tornare indietro, trovare la vera 13, giocarla, poi ripetere la 14 già giocata, e assumerci 2 colpi di penalità. È stato un peccato, perché sia per me sia per Masiero quei due colpi han significato rinunciare al podio. Pazienza!
Pioggia o altro, i bravi ci sono sempre, ed ecco come ci siamo classificati:
A vincere il miglior netto in prima categoria sono stati Stefano Balducci, Gianni Piva e Giuseppe Negri, tutti con 39 punti stableford. In seconda i migliori sono stati Ruggiero Palombo, Massimo Colognola, Stefano Spisani. Nel lordo Dario Bartolini.
Un’allegra cena ha coronato la giornata, a Roma c’è il culto del cibo! All’indomani la tappa n° 2 del challenge, al Golf Roma Acquasanta. Qui non avevo giocato mai, devo dire che il Campo, del 1903, mi ha affascinato. Dal 1912, anno in cui furono completate le 18 buche, il percorso non è più stato rimaneggiato. Difficile per me, ma bellissimo, Tanti saliscendi, faticosi, gratificati dalla vista di tratti dell’Acquedotto Claudio, che si fa notare quando la spessa alberatura lo permette. Anche la Club House ha le pietre messe a dimora i primi anni del ‘900. Per molto tempo i soci di quel Club erano soprattutto stranieri, in prevalenza diplomatici inglesi e americani. Era inglese, la lingua usata all’Acquasanta, romani erano i numerosi portabastoni che si guadagnavano la pagnottella. È stata una fortuna che le forze in campo durante la seconda guerra mondiale, da una parte e dall’altra, hanno volutamente risparmiato l’ambiente.
Tornando alla gara, qui gli score sono stati molto più bassi, salvo un’eccezione; per giocare con un po’ di decoro questo percorso bisogna averlo fatto almeno un paio di volte. Solo un giocatore, un romano, si è abbassato di hcp, tutti gli altri si sono alzati, ecco i migliori:
Nel netto di prima categoria si sono distinti Silvia Audisio, Marco Lanza, e Paolo Maggi. In seconda, Ruggiero Palombo, Marco Peschiera, Alberto Carpinetti. Nel lordo non ci può essere storia diversa: è sempre lui il migliore, Dario Bartolini! Nel nuovo regolamento del challenge c’è però una novità: per i punti nella classifica del challenge, si tiene conto del risultato delle due giornate. L’ordine risulterà perciò un po’ diverso.
A premiazioni concluse, Sergio Masiero e io abbiamo rinunciato alla cena, siamo subito partiti, la strada per tornare a casa era lunga. Abbiamo però fatto tappa in Toscana, a consolarci della mancata presenza sul podio, e a gustarci una super Fiorentina, eccellente, lì la sanno far bene!
Paolo Pilla