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Golf
PILLOLE DI GOLF/264: PIERO TARUFFI, L'"UOMO FRECCIA"

Un evento alla Montecchia celebra l'ingegnere- pilota


PADOVA - Atleti, piloti, e Vip al Golf della Montecchia, sabato 25 maggio, a celebrare Piero Taruffi, la “Volpe argentata”. L’evento, nella sua terza edizione, intende essere una giornata di celebrazione dell’indimenticabile pilota. Ci sarà il concorso di eleganza...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/263: IL VICENTINO MIGLIOZZI MIGLIOR AZZURRO AL CHINA OPEN

A Shenzen il finlandese Korhonen si impone al playoff sul francese Hebert


SHENZEN - Sono ben quattro gli azzurri che partecipano al Volvo China Open, evento dell’Asian Tour e dell’European Tour, in programma a Shenzhen, al Tradition at Wolong Valley, di Chengdu in Cina. È Il venticinquesimo anniversario di questo torneo, che significa scadenza molto...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/20: GOLF CLUB CASTELFALFI

Tra le colline del Chianti, il paesaggio fa dimenticare anche le difficoltà tecniche


CASTELFALFI - Si arriva a Castelfalfi, località ignota ai più, percorrendo le luminose colline del Chiantigiano che riservano splendidi scorci. Siamo a Montaione, nei pressi dei borghi di San Gimignano e di Volterra, e Castelfalfi è un piccolo villaggio medievale arroccato...continua

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Pio X, Carlton e i nuovi cantieri a Treviso

INIZIA LA STAGIONE DEL RINASCIMENTO, NUOVO CORSO PER LA CITTA’

Federico Capraro (ASCOM) : “Treviso attrae, siamo pronti a fare la nostra parte”


Federico Capraro, neo presidente di Ascom Confcommercio

TREVISO. Dopo l’annuncio della vendita e della trasformazione dell’hotel Carlton, la posa della prima pietra della nuova ala del Pio X (ieri), gli annunci sui nuovi grandi investimenti immobiliari, i vari cantieri in corso (ex Provincia, ex Zanotti, ex Intendenza di Finanza, quasi ex Camera di Commercio, ex Israa, ex palazzo Zanon in Borgo Cavour), Federico Capraro, nuovo presidente di Ascom –Confcommercio Treviso non ha dubbi: “la stagione del risiko sta finendo, siamo di fronte ad un nuovo Rinascimento, ed i grandi vuoti creatisi con la delocalizzazione della Provincia al S. Artemio e la nascita dell’Appiani, si stanno colmando. L’importante è che questo Rinascimento sia architettonico (e non solo edilizio) sociale, culturale, economico. Che si parli il linguaggio della modernità, della sostenibilità, del rispetto dei luoghi, ma anche dell’inclusività. Per questo serve il contributo di tutti, categorie economiche, commercio, turismo e servizi in primis. Ogni riqualificazione porta vita, genera consumi, economia ed argina il degrado: noi siamo pronti a fare la nostra parte sostenendo, con la forza propositiva della nostre imprese del commercio e del terziario, il tessuto vitale ed economico della città. A nuovi insediamenti devono seguire nuovi servizi e nuovo commercio.”

“Quello che oggi conta- e di questo vorrei che tutti, Istituzioni, e cittadini, potrebbero assumerne piena consapevolezza- è che Treviso attrae gli investimenti, oltre che i nuovi turisti, ma deve mettere in moto politiche attive per attrarre anche cittadini, inquilini e residenti. Ha un patrimonio imprenditoriale umano di alto livello (ed il contributo di Alessandro Benetton alla cultura ed all’educazione lo dimostra), ma anche famiglie di albergatori lungimiranti capaci di proiettarci in una dimensione internazionale, europea, contemporanea necessaria allo sviluppo. E dagli investimenti nascono le vocazioni, si generano consumi e nuove economie”.

“Per questo motivo”- prosegue Capraro “non posso che ringraziare la famiglia Amadio, ex proprietaria dell’Hotel Carlton e ricordare la figura di Feliciano Amadio pioniere dell’intrattenimento e dell’ospitalità, che ha scritto una pagina importante del turismo e della cultura trevigiani, gestendo il biglietto da visita principale delle città, nel quadrante di ingresso, in anni in cui non c’erano i flussi turistici di oggi, non si parlava neanche dei week-end, ed in cui i cinema erano sale e non multisale. Ora, grazie alla famiglia Trevisanato, possiamo dire che il nostro storico proclama: non nuovi alberghi ma alberghi nuovi, diventa non solo concreto, ma anche risorsa per la città e l’intero territorio, che può guardare a testa alta l’Europa ed il mondo intero. La sensazione è quella – promettente - di ogni nuovo inizio, ora bisogna fare- tutti insieme - la differenza. Tra poco, non parleremo più di “ex” (contenitori), ma dei nuovi “co”: il suffisso del futuro, collaborazioni, coworking, cohousing”.