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Golf
PILLOLE DI GOLF/268: L'U. S. OPEN METTE IN PALIO LA LEADERSHIP MONDIALE

Trionfa Gary Woodland, a Molinari non riesce la rimonta


PEBBLE BEACH (USA) - È il terzo major stagionale americano, ha luogo a Pebble Beach Golf Links in California, una delle maggiori sedi di Golf nel mondo. Sono due gli azzurri a disputare questo importante torneo. Francesco Molinari è affiancato da Renato Paratore, il giovane romano che...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/267: OTTO AZZURRI AL BRITISH MASTERS

Il titolo, primo in carriera, va però allo svedese Kinhult


SOUTHPORT (GB) - È uno dei tornei di più lunga tradizione nel calendario, il Betfred British Masters, che si gioca sul percorso dell’Hillside Golf Club, a Southport, bella località sulla costa occidentale della Gran Bretagna. Sono ben otto i giocatori italiani in gara:...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/266: MANDARE IN BUCA GLI OSTACOLI DELLA VITA

A Sala Baganza, l'open internazionale per disabili


PARMA - Giunto ormai alla 19esima edizione, si è giocato a Parma, nel bel campo da golf del Ducato di Sala Baganza, il torneo internazionale per golfisti paralimpici. Il campo è un parkland, inserito nel Podere d’Ombriano, già antica residenza di caccia dei Duchi...continua

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Sequestro da 12 milioni di euro da parte della Guardia di Finanza di Venezia

IL TESORO DI GALAN IN CROAZIA

Sei indagati, scoperti anche i conti all'estero di alcuni imprenditori veneti. L'ex governatore: "Non sono soldi miei"


VENEZIA. Sei persone indagate, case e conti correnti sequestrati per 12,3 milioni di euro. Sono il risultato di un'indagine della Guardia di Finanza di Venezia sul riciclaggio all'estero delle tangenti incassate dall'ex ministro e presidente del Veneto Giancarlo Galan dopo lo scandalo Mose.

Le fiamme gialle hanno accertato che tra il 2008 e il 2015 due commercialisti padovani avevano fatto da prestanome intestandosi alcune quote di una società veneziana riconducibile a Galan e messo a disposizione alcuni conti correnti svizzeri intestati a società off shore dove far transitare i fondi neri. Il "tesoro" di Galan, di cui l'ex politico aveva sempre negato l'esistenza, sarebbe stato ritrovato in un conto corrente aperto in una banca a Zagabria in Croazia intestato alla moglie di un terzo commercialista padovano. Galan di difende e spiega non sono soldi suoi e arriva anche a minacciare un'azione legale nei confronti di chi sostiene il contrario. 
A seguito di una rogatoria in Svizzera i finanzieri hanno scoperto che i registi di tutta l'operazione erano due intermediari elvetici, con studio a Friburgo. Durante la perquisizione in Svizzera le fiamme gialle veneziane hanno rinvenuto una lista con i nomi di una quindicina di imprenditori veneti che si erano rivolti a loro per portare all'estero decine di milioni di euro, soldi derivati in gran parte da evasione fiscale. I capitali venivano fatti transitare su conti in banche straniere intestati a società olandesi, svizzere e panamensi per poi tornare nelle disponibilità degli imprenditori e utilizzati anche per comprare case e ville a Dubai o capannoni industriali nel Nord Est. Una delle società era stata aperta tramite lo studio Mossak Fonseca, diventato famoso in tutto il mondo nel 2016 quando scoppiò lo scandalo dei "Panama Papers". Per occultare il tesoro di Galan e quello degli imprenditori veneti i commercialisti padovani e gli intermediari svizzeri avrebbero intascato, secondo la Guardia di Finanza, 12,3 milioni di euro. Tutti sono indagati per riciclaggio internazionale, i due svizzeri anche di esercizio abusivo dell'attività finanziaria in quanto non erano autorizzati dalla Consob a svolgere attività in Italia. Gli imprenditori non sono indagati perchè il reato è caduto in prescrizione e parte di quei capitali sono rientrati con lo scudo fiscale. Nei confronti dei sei indagati sono scattati il sequestrati beni per oltre 12 milioni di euro: due auto di grossa cilindrata, conti correnti in banche italiane, case e appartamenti in Veneto e in Sardegna.

 

Danilo Guerretta