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Golf
PILLOLE DI GOLF/331: A VILLA CONDULMER L'OPEN D'ITALIA DEGLI HICKORY PLAYERS

Il nostro inviato al torneo con i bastoni come un secolo fa


MOGLIANO VENETO - Nel Campo da Golf di Villa Condulmer si è giocato, dal 10 al 12 settembre, il secondo Open Italia degli hickory players. Si è scelto di far concludere il secondo Open Internazionale nella giornata del 12, coincidente con il 12 settembre 1925, giorno conclusivo del...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/330: LO SPAGNOLO DE MORAL TRIONFA NEL TORNEO PIÙ ALTO D'ITALIA

Al Gc Cervino la seconda tappa dell'Italian Tour


BREUIL - Sul percorso del Golf Club Cervino, il campo più alto d’Italia a 2.050 metri di quota, si gioca il Cervino Alps Open, secondo appuntamento stagionale dell’Italian Pro Tour, circuito di gare organizzato dalla Federazione Italiana Golf. La serie di tornei è...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/329: BRILLA SEMPRE PIÙ LA GIOVANE STELLA DI RASMUS HOJGAARD

Il 19enne danese trionfa all'Isps Handa Uk Championship


SUTTON COLDFIELD (GBR) - Con l'Isps Handa Uk Championship, eccoci alla conclusione dell’”UK Swing”, con due azzurri in campo: Edoardo Molinari e Lorenzo Scalise, unici due italiani presenti al torneo che conclude il ciclo di sei gare denominate “UK Swing”, e che...continua

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Al via a Pieve di Soligo la nona edizione del festival di fotografia contemporanea

OLTRE VAIA, LA CALAMITÀ DEL BELLUNESE RACCONTATA PER IMMAGINI

I fotografi italiani rileggono il tema del disatro ambientale


PIEVE DI SOLIGO - Sarà dedicata alle catastrofi naturali la la nona edizione del Festival F4/ un'idea di Fotografia promosso dalla Fondazione Francesco Fabbri in collaborazione con il Comune di Pieve di Soligo e la direzione artistica di Carlo Sala. Inaugurazione, il 18 maggio alle 18 a Villa Brandolini a Pieve di Soligo.
A seguito della tempesta 'Vaia' che si è abbattuta con particolare violenza su alcune aree di Veneto e Friuli con 41.000 ettari di bosco colpiti e 8,6 milioni di metri cubi di alberi abbattuti, Fondazione Fabbri ha commissionato al noto fotografo milanese Filippo Romano di indagare i territori colpiti dalla calamità: l'autore ha viaggiato tra le montagne venete. ricostruendo la geografia del disastro nove mesi dopo l'accaduto. Il suo non è stato un censimento dei luoghi colpiti, ma il tentativo di raccontare l'adattamento al cambiamento traumatico, con uno sguardo rivolto al futuro. Gli esiti saranno presentati nella mostra intitolata Oltre Vaia.
Sul tema delle catastrofi, si concentra anche l’esposizione principale, Paesaggi inquieti, con protagonisti tre dei più noti fotografi italiani contemporanei. Olivo Barbieri, documenta ritrae le conseguenze del terremoto in Emilia Romagna, con foto aeree e una tecnica particolare. La serie KA-BOOM che Andrea Botto porta avanti da un decennio ritrae invece una serie di esplosioni civili tra Italia ed Europa. Infine, la serie "La Terza Venezia" di Silvia Camporesi dove l'autrice si è confrontata con la città lagunare, una delle più ritratte al mondo, senza cadere nella cosiddetta visione da cartolina. Le immagini scattate a Venezia senza la presenza di turisti sono messe a confronto con quelle realizzate a Rimini in una riproduzione in scala 1:10 della città, rendendo per lo spettatore quasi impossibile riconoscere quali siano reali e quali finzionr. Tutte le fotografie sono accomunate da un punto di vista dal basso che rende minacciose le onde del mare perché un fattore certo è il pericolo dell'innalzamento delle acque che rende ancor più fragile la città.
La mostra personale di Marina Ceneve "Are They Rocks or Clouds?" è il risultato di un’indagine territoriale che nasce nelle Dolomiti e, attraverso l’interazione tra osservazione, memoria e scienza, mira alla costruzione di una conoscenza del rischio idrogeologico, Il progetto nasce in vista di un evento catastrofico, che secondo studi geologici, accadrà tra 50 anni: le catastrofi naturali hanno tempi di ritorno ciclici. In particolare, secondo alcuni geologi, la catastrofe idrogeologica del 1966 avrà un tempo di ritorno di 100 anni, 50 da oggi con dei danni stimati che saranno 2 o 3 volte superiori.
La montagna in rapporto con l'uomo è al centro anche dell'intervento del vincitore della settima edizione del Premio Fabbri, Mimì Enna, che presenta la serie fotografica "To get some air" nata durante una residenza al Villaggio Eni di Borca di Cadore (BL), un grande complesso situato nel bosco ai piedi del Monte Antelao realizzato tra gli anni ’50 e ’60. Voluto da Enrico Mattei per i suoi dipendenti, l’edificio rappresenta un esperimento d’utopia sociale in ambiente unico in Italia.
Infine il festival presenta la mostra Atlante del Master composta da oltre trenta fotolibri che gli studenti delle prime tre edizioni del Master IUAV in Photography hanno prodotto confrontandosi con una pluralità di declinazioni della fotografia, dalle ricerche sul paesaggio alle tendenze neodocumentarie fino agli esiti sperimentali dimostrando come la dimensione libro sia uno dei terreni privilegiati della ricerca in campo fotografico.
Le mostre del Festival F4 / un'idea di Fotografia rimarranno aperte fino al 30 giugno 2019.