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Golf
PILLOLE DI GOLF/310: MOLINARI INTERVISTA MOLINARI

Edoardo interroga il fratello Francesco (svelando qualche segreto)


TORINO - Anzitutto una premessa: Edoardo Molinari, che ha conosciuto e lavorato con i maestri più famosi, ha aperto al “Royal Park i Roveri”, un’accademia dedicata al mondo del golf, la più importante in Italia. In essa Dodo, con il suo staff, intende...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/309: NEL "BARRACUDA", A MORDERE È L'AMERICANO MORIKAWA

Il torneo in Nevada uno degli ultimi giocati prima dello stop


RENO (USA) - Il torneo ha avuto luogo in un momento in cui i big mondiali erano impegnati a Memphis, nel Tennessee, ad affrontarsi nel WGC-FedEx St. Jude, mentre gli appassionati di Golf erano attratti a seguire questo campionato, il Barracuda, ufficialmente denominato Reno-Tahoe Open. Si tratta di...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/308- CAMPI/23: GOLF CLUB COLLI BERICI

Bel gioco e non solo nella pedemontana vicentina


BRENDOLA - La terra berica è territorio che ha del mistero, un Veneto che affascina: incantano le sue rocce, le sue grotte carsiche, i suoi mulini ad acqua, le numerose antiche fontane al servizio dei lavatoi. Tutto da scoprire è il fascino di villa Giulia, i cui dintorni, chiamati...continua

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I manifesti di un pioniere della pubblicità

LEOPOLDO METLICOVITZ. L'ARTE DEL DESIDERIO

Una nuova mostra al Museo Salce dal 16 maggio al 13 ottobre 2019


Da 5 a 10 lire. Questo è quanto Giovanni Ricordi offriva al ragionier Nando Salce, suo attento collezionista, nel febbraio 1904 per cedergli le ultime novità create da Leopoldo Metlicovitz. E nonostante un prezzo non così trascurabile, al termine di una trattativa epistolare, Salce aderiva alle richieste dell’editore milanese, proprio perché sapeva apprezzare l’opera dell’incisore triestino, ben valutando la capacità di fascinazione e la forza grafica delle sue creazioni per Casa Ricordi. Il collezionista trevigiano era perfettamente consapevole di essere di fronte ad uno dei maestri assoluti del cartellonismo italiano.
Ed è proprio da queste lettere manoscritte e da altri preziosi documenti sino ad oggi mai esposti che prende idealmente avvio la retrospettiva che il Museo Nazionale Collezione Salce dedica, dal 16 maggio a 13 ottobre, a Leopoldo Metlicovitz.
La mostra trevigiana fa seguito a quella che Trieste, città natale dell’artista, gli ha dedicato nel centocinquantenario della sua nascita al Museo Revoltella e al Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”. Riprendendone naturalmente tutti i capolavori fondamentali, ma scegliendo di indagare Metlicovitz sotto nuovi punti di vista. Soffermandosi appunto sul suo rapporto con la Ricordi, ma esplorando anche aspetti diversi e poco noti della sua amplissima produzione grafica, dai calendari alle piccole locandine. “Creazioni” che nella loro specificità mostrano il “marchio Metlicovitz”, inconfondibile e potente.
Un ulteriore approfondimento è riservato al tema del paesaggio, per nulla scontato in un artista che era maestro della figura e della teatralizzazione e di cui, invece, si mostra attentissimo lettore.Sono manifesti turistici e dedicati a prodotti per l'agricoltura che mettono in piena evidenza il paesaggio e manifesti che promuovono l'uso dell'automobile, per i quali l'ambiente funge da sfondo. Di Leopoldo Metlicovitz saranno in mostra molti dei suoi lavori più  rappresentativi dedicati a prodotti commerciali e industriali, ma anche a grandi eventi come l'Esposizione internazionale di Milano del 1906, a famose opere liriche, da Madama Butterfly a Turandot.
Nella ricca “Linea del tempo” che accompagna la mostra, si ricorda che Metlicovitz, dopo un apprendistato tra Trieste ed Udine, nel 1888 approdò a Milano. E lì fu proprio grazie all'intuito di Giulio Ricordi che Metlicovitz poté esplicare tutte le proprie potenzialità espressive, non solo come grande esperto dell'arte cromolitografica, ma pure come disegnatore e inventore di quegli "avvisi figurati" (così chiamati allora) che segnarono anche in Italia la nascita dell'arte del cartellonismo in sitonia con quanto il "modernismo" internazionale andava proponendo nelle arti applicate sotto i vari nomi di Jugendstil, Modern Style, Art Nouveau, Liberty.
“L’esigenza – sottolinea il Direttore del Polo Museale del Veneto Daniele Ferrara - di attrarre l’attenzione del pubblico su questo o su quel prodotto ha sollecitato gli artisti impegnati nella grafica pubblicitaria a progettare immagini che, tramite l’eleganza del disegno, l’impatto del colore, l’espressione dei sentimenti, la forza iconografica, risultassero penetranti e persuasive nell’immaginario collettivo. Le venature più intime e individuali di un artista vengono a scoprirsi nel confronto a viso aperto con lo spettatore ed è questo uno degli elementi più interessanti dell’arte della pubblicità. Metlicovitz fu un maestro in questo ambito della produzione artistica. A distanza di oltre un secolo alcune sue opere costituiscono ancora delle vere e proprie “icone”: penso ai manifesti per la Turandot e per Madama Butterfly realizzati per le Officine d’Arti Grafiche Ricordi, la storica casa editrice musicale con cui Metlicovitz lavorò. Il “riuso” di quelle immagini, anche al solo scopo di ornamento – di una stanza, di una scatola, di un segnalibro – testimonia la loro incisività, in altra epoca e in altro modo. Così leggiadre e al tempo stesso così dense di significato e capaci sempre di commuovere”.


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