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Golf
PILLOLE DI GOLF/331: A VILLA CONDULMER L'OPEN D'ITALIA DEGLI HICKORY PLAYERS

Il nostro inviato al torneo con i bastoni come un secolo fa


MOGLIANO VENETO - Nel Campo da Golf di Villa Condulmer si è giocato, dal 10 al 12 settembre, il secondo Open Italia degli hickory players. Si è scelto di far concludere il secondo Open Internazionale nella giornata del 12, coincidente con il 12 settembre 1925, giorno conclusivo del...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/330: LO SPAGNOLO DE MORAL TRIONFA NEL TORNEO PIÙ ALTO D'ITALIA

Al Gc Cervino la seconda tappa dell'Italian Tour


BREUIL - Sul percorso del Golf Club Cervino, il campo più alto d’Italia a 2.050 metri di quota, si gioca il Cervino Alps Open, secondo appuntamento stagionale dell’Italian Pro Tour, circuito di gare organizzato dalla Federazione Italiana Golf. La serie di tornei è...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/329: BRILLA SEMPRE PIÙ LA GIOVANE STELLA DI RASMUS HOJGAARD

Il 19enne danese trionfa all'Isps Handa Uk Championship


SUTTON COLDFIELD (GBR) - Con l'Isps Handa Uk Championship, eccoci alla conclusione dell’”UK Swing”, con due azzurri in campo: Edoardo Molinari e Lorenzo Scalise, unici due italiani presenti al torneo che conclude il ciclo di sei gare denominate “UK Swing”, e che...continua

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Le Ferrovie annunciano che l'alta velocità a Padova e Vicenza non è finanziata

VENETO SENZA TAV: "SCHIAFFO AL NORD CHE PRODUCE"

Gli industriali chiamano a raccolta Regione, comuni e province


Il presidente di Assindustria Venetocentro Massimo Finco PADOVA. «L’annuncio dato da Ferrovie dello Stato del piano industriale 2019-2023 certifica che l’Alta Velocità a est di Verona è in grave ritardo, quella da Vicenza a Padova non è finanziata né progettata. La conferma di un quarto di secolo di inconcludenza su un nodo decisivo per lo sviluppo e la competitività su cui non solo Padova e il Veneto centrale ma tutta la regione rischia esiti marginali inaccettabili rispetto alla densità produttiva e di flussi internazionali a cui si deve il 13,7% delle esportazioni italiane (63,3 miliardi). È solo l’ultima di una serie di scelte, indifferente alle ragioni delle istituzioni locali, inaffidabile rispetto ad impegni già assunti dalle stesse Fs, mortificante nei confronti di migliaia di imprese di quest’area che produce il 40% del valore aggiunto manifatturiero del Veneto. Scelte come i 9 anni (almeno) necessari per l’AV fino a Vicenza, come l’inopinato voltafaccia sul raddoppio del binario di Interporto verso la stazione, già iscritto in un precedente accordo con Rete Ferroviaria Italiana, indispensabile per supportare la crescita dei traffici e valorizzare l’investimento milionario nelle nuove gru a portale, o quello sul potenziamento dell’attuale stazione Padova centrale, derubricato a nulla di fatto. Un colpo mortale alle possibilità di sviluppo del Veneto centrale, delle sue imprese, dei suoi occupati».

«Se da un lato, abbiamo il dovere di una forte pressione su Fs perchè riveda i propri piani e allocazione di risorse, dall’altro dobbiamo anche interrogarci sulla nostra debole capacità politica di incidere sulle scelte e se l’approccio usato sia stato giusto e producente. Per troppo tempo tante opere sono state bloccate o ritardate e ad oggi non sono nemmeno cantierate, per la cronica frammentazione del Veneto e la mancanza di condivisione su scelte importanti (per esempio, nodo AV di Vicenza, tracciato oltre Venezia). Dobbiamo prenderne atto e cambiare passo, abbandonare particolarismi controproducenti, dare prova di unità di intenti per essere credibili, avere forza negoziale e attrarre investimenti. Capacità di progettare in una dimensione di area vasta, che va oltre il campanile, e stringere alleanze per liberare le energie del Nord industriale. È su questo terreno che è chiamata a cimentarsi la classe dirigente di questo territorio».

«Nell’immediato, e nel rispetto di prerogative e ruoli, siamo pronti a chiedere un’interlocuzione con Fs per comprendere le ragioni di queste scelte e sollecitare ogni possibile soluzione e riallocazione di risorse. Alla Regione del Veneto, al Comune e Provincia di Padova e al sistema camerale, che proprio domani terrà a Padova un importante momento di confronto sulle infrastrutture per la competitività, chiedo di sostenere con forza queste ragioni e di assumere un’iniziativa unitaria e ufficiale di confronto a Roma». Così Massimo Finco, Presidente di Assindustria Venetocentro, dopo la presentazione del piano industriale 2019-2023 da parte del gruppo Fs e le ultime decisioni sul sistema ferroviario e logistico.

«La dotazione infrastrutturale e logistica - continua Finco - è una condizione imprescindibile per la crescita di un’area a vocazione manifatturiera come la nostra, che è posizionata in un punto nevralgico dei flussi economici verso gli altri paesi europei, verso i quali è indirizzato il 63% delle nostre esportazioni. Crediamo che investire in infrastrutture e logistica sia un’assicurazione per il futuro del Veneto e una delle chiavi di volta per il rilancio dell’economia nazionale e locale nell’attuale congiuntura economica. Ma deve essere fatto con un’azione determinata e continuativa, investimenti e tempi certi, coinvolgendo i territori, a cominciare da quelli trainanti il resto del Paese, accelerando procedure e finanziamenti e monitorando i lavori avviati».