Questo sito usa i cookies per offrirti una migliore esperienza di navigazione.  Conferma Privacy Policy
Golf
PILLOLE GI GOLF/354: VA A DECHAMBEAU IL TORNEO DEDICATO AD ARNOLD PALMER

Molinarii, vincitore nel 2019, non supera il taglio


FLORIDA (USA) - Continua la corsa in Florida del PGA Tour. Il torneo in atto a Orlando, è l’Arnold Palmer a invito, in cui il nostro Francesco Molinari è il protagonista, tra i più prestigiosi. Una gara che l’azzurro ha già vinto nel 2019, dopo una hole in...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/353: UOMINI & DONNE, SETTIMANA DI GRANDI TORNEI

Si sono giocati Wgc e PortoRico Open e Gainbridge Lpga


STATI UNITI - Questa settimana il PGA si sdoppia, mette in campo il World Golf Championships a Bradenton in Florida, e il Puerto Rico Open a Rio Grande in Porto Rico. Oltre a questi due, ad attrarre l’attenzione c’è il secondo evento stagionale del massimo circuito americano...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/352: FINALE A SORPRESA AL GENESIS, HOMA VINCE AL SUPPLEMENTARE

Il beniamino di casa supera all''ultimo giro Burns, sempre in testa


LOS ANGELES (USA) - Era alla 95esima edizione questo torneo del PGA Tour, a cui hanno partecipato ben otto tra i migliori dieci giocatori al mondo. Si è disputato al Riviera Country Club, nel Temescal Gateway Park, situato entro i confini della città di Los Angeles; un territorio...continua

Invia Invia a un amico | Stampa Stampa notizia |  


 

Le Ferrovie annunciano che l'alta velocità a Padova e Vicenza non è finanziata

VENETO SENZA TAV: "SCHIAFFO AL NORD CHE PRODUCE"

Gli industriali chiamano a raccolta Regione, comuni e province


Il presidente di Assindustria Venetocentro Massimo Finco PADOVA. «L’annuncio dato da Ferrovie dello Stato del piano industriale 2019-2023 certifica che l’Alta Velocità a est di Verona è in grave ritardo, quella da Vicenza a Padova non è finanziata né progettata. La conferma di un quarto di secolo di inconcludenza su un nodo decisivo per lo sviluppo e la competitività su cui non solo Padova e il Veneto centrale ma tutta la regione rischia esiti marginali inaccettabili rispetto alla densità produttiva e di flussi internazionali a cui si deve il 13,7% delle esportazioni italiane (63,3 miliardi). È solo l’ultima di una serie di scelte, indifferente alle ragioni delle istituzioni locali, inaffidabile rispetto ad impegni già assunti dalle stesse Fs, mortificante nei confronti di migliaia di imprese di quest’area che produce il 40% del valore aggiunto manifatturiero del Veneto. Scelte come i 9 anni (almeno) necessari per l’AV fino a Vicenza, come l’inopinato voltafaccia sul raddoppio del binario di Interporto verso la stazione, già iscritto in un precedente accordo con Rete Ferroviaria Italiana, indispensabile per supportare la crescita dei traffici e valorizzare l’investimento milionario nelle nuove gru a portale, o quello sul potenziamento dell’attuale stazione Padova centrale, derubricato a nulla di fatto. Un colpo mortale alle possibilità di sviluppo del Veneto centrale, delle sue imprese, dei suoi occupati».

«Se da un lato, abbiamo il dovere di una forte pressione su Fs perchè riveda i propri piani e allocazione di risorse, dall’altro dobbiamo anche interrogarci sulla nostra debole capacità politica di incidere sulle scelte e se l’approccio usato sia stato giusto e producente. Per troppo tempo tante opere sono state bloccate o ritardate e ad oggi non sono nemmeno cantierate, per la cronica frammentazione del Veneto e la mancanza di condivisione su scelte importanti (per esempio, nodo AV di Vicenza, tracciato oltre Venezia). Dobbiamo prenderne atto e cambiare passo, abbandonare particolarismi controproducenti, dare prova di unità di intenti per essere credibili, avere forza negoziale e attrarre investimenti. Capacità di progettare in una dimensione di area vasta, che va oltre il campanile, e stringere alleanze per liberare le energie del Nord industriale. È su questo terreno che è chiamata a cimentarsi la classe dirigente di questo territorio».

«Nell’immediato, e nel rispetto di prerogative e ruoli, siamo pronti a chiedere un’interlocuzione con Fs per comprendere le ragioni di queste scelte e sollecitare ogni possibile soluzione e riallocazione di risorse. Alla Regione del Veneto, al Comune e Provincia di Padova e al sistema camerale, che proprio domani terrà a Padova un importante momento di confronto sulle infrastrutture per la competitività, chiedo di sostenere con forza queste ragioni e di assumere un’iniziativa unitaria e ufficiale di confronto a Roma». Così Massimo Finco, Presidente di Assindustria Venetocentro, dopo la presentazione del piano industriale 2019-2023 da parte del gruppo Fs e le ultime decisioni sul sistema ferroviario e logistico.

«La dotazione infrastrutturale e logistica - continua Finco - è una condizione imprescindibile per la crescita di un’area a vocazione manifatturiera come la nostra, che è posizionata in un punto nevralgico dei flussi economici verso gli altri paesi europei, verso i quali è indirizzato il 63% delle nostre esportazioni. Crediamo che investire in infrastrutture e logistica sia un’assicurazione per il futuro del Veneto e una delle chiavi di volta per il rilancio dell’economia nazionale e locale nell’attuale congiuntura economica. Ma deve essere fatto con un’azione determinata e continuativa, investimenti e tempi certi, coinvolgendo i territori, a cominciare da quelli trainanti il resto del Paese, accelerando procedure e finanziamenti e monitorando i lavori avviati».