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Golf
PILLOLE DI GOLF/333: CON UN ULTIMO GIRO MONSTRE, JOHN CATLIN CONQUISTA L'IRISH OPEN

Out al taglio l'eroe di casa Harrington e gli italiani


IRLANDA DEL NORD - Dopo le tappe di Spagna, l’European Tour torna a nord, per la disputa del “Irish Open”, sponsorizzato da Dubai Duty Free. Si gioca nell’Irlanda del Nord, sul tracciato del Galgorm Castle Golf Club, a Ballymena. Sono tanti i professionisti di spessore, tra...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/332: MATTEO MANASSERO TORNA ALLA VITTORIA DOPO SETTE ANNI

Il veronese si impone al Toscana Alps Open


GAVORRANO (GR) - Centoventisei concorrenti, di cui 51 italiani, erano questa settimana al Pelagone di Gavorrano (Grosseto), a disputare la 14ª edizione del Toscana Alps Open, la terza tappa stagionale dell’Italian Pro Tour. A rendere spettacolari le diciotto buche par 71 del percorso di...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/331: A VILLA CONDULMER L'OPEN D'ITALIA DEGLI HICKORY PLAYERS

Il nostro inviato al torneo con i bastoni come un secolo fa


MOGLIANO VENETO - Nel Campo da Golf di Villa Condulmer si è giocato, dal 10 al 12 settembre, il secondo Open Italia degli hickory players. Si è scelto di far concludere il secondo Open Internazionale nella giornata del 12, coincidente con il 12 settembre 1925, giorno conclusivo del...continua

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Ad accompagnarlo un team condotto dalla guida alpina trevigiana Alessio Nardellotto

IN CIMA ALLA MARMOLADA SFIDANDO LA DISABILITĀ

L'impresa del 14enne brasiliano Getulio Da Silva


TREVISO - «L’impossibile non esiste». Queste le parole di un ragazzino brasiliano di 14 anni con paralisi celebrale che il giorno di Pasqua ha scalato la Marmolada. Getúlio Felipe Da Silva, insieme alla guida alpina trevigiana Alessio Nardellotto, all’amico Pedro McCardell – che ha organizzato la spedizione – e all’alpinista Alberto Benchimol di Sportfund Fondazione per lo sport onlus, è riuscito a raggiungere Punta Penia, con i suoi 3.343 metri, scalando la via normale. 
In seguito alla grave patologia che l'ha colpito, i medici avevano previsto che Getulio non avrebbe mai potuto camminare. A sette anni, invece, riesce a muovere miracolosamente i suoi primi passi e poi impara presto a giocare a calcio come il suo mito Neymar e perfino a correre nonostante le notevoli difficoltà motorie.
"Oggi corro dietro ai miei sogni e spingo le altre persone a rincorrere i propri, perché non possiamo aver paura di sognare. Prima o poi le cose che immaginiamo accadranno" , scrive su suoi canali social. E' stata proprio questa incredibile determinazione e forza d'animo a spingere nel 2015 l'amico Pedro McCardell a proporgli una grande ascensione in montagna che fosse una grande avventura personale per un ragazzo così giovane, ma anche l'ennesima dimostrazionedi come la forza di volontà possa essere più forte dei limiti fisici.
Dopo quattro anni di preparazione e dopo il benestare ricevuto dai medici, Getulio è finalmente arrivato nelle dolomiti per tentare questa grande sfida.
Con pochi giorni a disposizione e una piccolissima finestra di bel tempo, il team,seguito anche dal fotografo Stefano Fabris, alle sei del mattino del 21 aprile ha lasciato l'ospitalità del Rifugio Pian deiFiacconi per tentare la salita alla montagna che si trovava in condizioni prettamente invernali.
Dopo 5 ore di camminata nella neve profonda e dopo avere attraversato il ghiacciaio della Marmolada, Getulio ed i suoi compagni sono arrivati alla base del tratto chiave della salita. Un muro di neve e ghiaccio da scalare con piccozza e ramponi li separava dalla cresta finale che li avrebbe poi portati fin sulla cima a Punta Penia a 3343 metri. "Mi sento bene, sono felice e voglio continuare", è sempre stata la sua risposta quando i compagni, preoccupati per il grande sforzo che gli vedavano compiere, gli suggerivano di tornare indietro. Ma anche quell'ultimo difficile ostacolo viene superato un passo alla volta e dopo quasi nove ore dalla partenza il team condotto dalla guida Alessio Nardellotto si avvicina alla croce posta sulla cima.

"Che bella vita" , esclama infine Getulio dal tetto delle Dolomiti, rompendo così il silenzio dovuto alla commozione che aveva colto i suoi compagni di avventura.

Un sogno diventato realtà ma anche un'ispirazione per tutti, insegnando che tutto è possibile e che la forza d'anima e l'amicizia possono portare a raggiungere traguardi inaspettati.
L'impresa di questo giovane ragazzo Brasiliano ci ricorda come l'accessibilità sia un valore imprescindibile per le nostre montagne che proprio quest' anno festeggiano i dieci anni dall'iscrizione delle Dolomiti tra i Patrimoni naturali dell'umanità.