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Golf
PILLOLE DI GOLF/345 - CAMPI/29: IL GOLF CLUB PARADISO DEL GARDA

Un percorso tra il lago e il monte Baldo, per giocare nell'"empireo"


PESCHIERA - Progettato dal noto architetto americano Jim Fazio, questo prestigioso circuito golfistico è inserito sull’entroterra gardesano, comodamente adagiato sull’anfiteatro morenico del Basso Garda, costituitosi con i depositi glaciali originati dai residui trasportati due...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/344: A DUBAI LA CORSA AL TITOLO DI RE DEL CIRCUITO 2020

Doppio trionfo inglese: a Fitzpatrick il torneo, a Westwood la "Race"


DUBAI - Sono tanti i milioni in palio al DP World Tour Championship di Dubai, che ha l'onere di laureare il miglior giocatore della stagione. Si sta infatti concludendo al Jumeirah Golf Estates di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, la difficile stagione 2020 dell’European Tour, in sintonia con...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/343: IL DUBAI CHAMPIONSHIP AL PARIGINO ANTOIONE ROZIER

Eccellente secondo posto per Francesco Laporta


DUBAI - Questa settimana l’European Tour era impegnato in due appuntamenti: uno in Sudafrica, il South African Open, terzo evento che si celebra lì quest’anno, l’altro Il Dubai Championship, negli Emirati Arabi. Noi seguiamo questo di Dubai, penultimo appuntamento della...continua

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Ad accompagnarlo un team condotto dalla guida alpina trevigiana Alessio Nardellotto

IN CIMA ALLA MARMOLADA SFIDANDO LA DISABILITĄ

L'impresa del 14enne brasiliano Getulio Da Silva


TREVISO - «L’impossibile non esiste». Queste le parole di un ragazzino brasiliano di 14 anni con paralisi celebrale che il giorno di Pasqua ha scalato la Marmolada. Getúlio Felipe Da Silva, insieme alla guida alpina trevigiana Alessio Nardellotto, all’amico Pedro McCardell – che ha organizzato la spedizione – e all’alpinista Alberto Benchimol di Sportfund Fondazione per lo sport onlus, è riuscito a raggiungere Punta Penia, con i suoi 3.343 metri, scalando la via normale. 
In seguito alla grave patologia che l'ha colpito, i medici avevano previsto che Getulio non avrebbe mai potuto camminare. A sette anni, invece, riesce a muovere miracolosamente i suoi primi passi e poi impara presto a giocare a calcio come il suo mito Neymar e perfino a correre nonostante le notevoli difficoltà motorie.
"Oggi corro dietro ai miei sogni e spingo le altre persone a rincorrere i propri, perché non possiamo aver paura di sognare. Prima o poi le cose che immaginiamo accadranno" , scrive su suoi canali social. E' stata proprio questa incredibile determinazione e forza d'animo a spingere nel 2015 l'amico Pedro McCardell a proporgli una grande ascensione in montagna che fosse una grande avventura personale per un ragazzo così giovane, ma anche l'ennesima dimostrazionedi come la forza di volontà possa essere più forte dei limiti fisici.
Dopo quattro anni di preparazione e dopo il benestare ricevuto dai medici, Getulio è finalmente arrivato nelle dolomiti per tentare questa grande sfida.
Con pochi giorni a disposizione e una piccolissima finestra di bel tempo, il team,seguito anche dal fotografo Stefano Fabris, alle sei del mattino del 21 aprile ha lasciato l'ospitalità del Rifugio Pian deiFiacconi per tentare la salita alla montagna che si trovava in condizioni prettamente invernali.
Dopo 5 ore di camminata nella neve profonda e dopo avere attraversato il ghiacciaio della Marmolada, Getulio ed i suoi compagni sono arrivati alla base del tratto chiave della salita. Un muro di neve e ghiaccio da scalare con piccozza e ramponi li separava dalla cresta finale che li avrebbe poi portati fin sulla cima a Punta Penia a 3343 metri. "Mi sento bene, sono felice e voglio continuare", è sempre stata la sua risposta quando i compagni, preoccupati per il grande sforzo che gli vedavano compiere, gli suggerivano di tornare indietro. Ma anche quell'ultimo difficile ostacolo viene superato un passo alla volta e dopo quasi nove ore dalla partenza il team condotto dalla guida Alessio Nardellotto si avvicina alla croce posta sulla cima.

"Che bella vita" , esclama infine Getulio dal tetto delle Dolomiti, rompendo così il silenzio dovuto alla commozione che aveva colto i suoi compagni di avventura.

Un sogno diventato realtà ma anche un'ispirazione per tutti, insegnando che tutto è possibile e che la forza d'anima e l'amicizia possono portare a raggiungere traguardi inaspettati.
L'impresa di questo giovane ragazzo Brasiliano ci ricorda come l'accessibilità sia un valore imprescindibile per le nostre montagne che proprio quest' anno festeggiano i dieci anni dall'iscrizione delle Dolomiti tra i Patrimoni naturali dell'umanità.