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Golf
PILLOLE DI GOLF/319: SPETTACOLO CON GRANDI CAMPIONI ALL'RBC HERITAGE

Successo per Webb Simpson e il suo swing particolare


HILTON HEAD  (USA) - Spettacolo con grandi campioni, sul percorso dell’Harbour Town Golf Links, a Hilton Head nel South Carolina, per l'Rbc Heritage. Sono al via i primi sei giocatori del mondo, compreso ovviamente Jon Rahm, che la scorsa settimana è uscito al taglio, e ora...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/318: SI TORNA A GIOCARE AL CHARLES SCHWAB CHALLENGE

Riparte il Pga Tour con un field da grandi occasioni


FORT WORTH (USA) - Era tempo, i professionisti mordevano il freno! Si gioca al Colonial National Invitation Tournament, che per sponsorizzazione dal 2019 si chiama Charles Schwab Challenge. È un torneo di golf del PGA Tour, che ogni anno, a maggio, ha luogo presso il Colonial Country, a Fort...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/317- CAMPI/27: IL GOLF CLUB ANTOGNOLLA

Nella verde Umbria alcune delle 18 buche più impegnative d'Italia


PERUGIA - Oggetto di piani molto ambiziosi, il Golf umbro Antognolla, con il suo resort, è destinato a diventare una perla del Golf in Italia. Avevo avuto il piacere di visitarlo molto tempo fa, era il 2011, e ancora ricordo la competizione cui ho partecipato in quell’ambiente, che nel...continua

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Le api non escono dagli alveari per raccogliere il nettare

MIELE DEL MONTELLO, IL FREDDO AZZERA LA PRODUZIONE

Confagricoltura: "Danni per milioni, si venderanno solo le scorte"


TREVISO - La produzione del miele d’acacia del Montello quest’anno sarà praticamente azzerata a causa dell’andamento meteo sfavorevole, con le piogge e il freddo che hanno impedito alle api di raccogliere il nettare da portare negli alveari. In fumo milioni di fatturato: la produzione di miele dalle profumate acacie trevigiane può arrivare a sfiorare nelle stagioni migliori quota 400 tonnellate.
“È un disastro, tutta la stagione delle acacie è da buttare – dice Francesco Bortot, della sezione apicoltori di Confagricoltura Treviso -. L’annata era partita con il piede giusto, con le api che stavano bene e gli alveari in perfette condizioni. Poi, dopo Pasqua, è cambiato tutto, con le piogge continue e il freddo che hanno impedito alle api di compiere il loro lavoro di bottinatrici, cioè raccogliere all’esterno dell’alveare tutto il necessario per la sopravvivenza delle colonie: polline, nettare e propoli. Il poco miele che sono riuscite a produrre lo mangiano loro. Ora, chi ne ha in magazzino, può solo limitarsi a vendere le scorte di miele dell’anno scorso, perché di miele d’acacia quest’anno non se ne parla”.
Gli apicoltori trevigiani sperano in un miglioramento del tempo, per tentare un recupero e salvare il resto della stagione: “Per gli apicoltori stanziali, se torna il sole, può venire fuori un po’ di miele di millefiori e qualcosa d’altro. Gli altri invece si sposteranno in giugno nella Pedemontana per il castagno, quindi nel Bellunese per la fioritura del tiglio e infine in alta quota per il rododendro e le varie melate. Il nomadismo degli alveari è indispensabile sia per l’impollinazione e lo sviluppo degli alveari, sia per garantire tipologie variegate di prodotto. E quest’anno sarà importantissimo per salvare l’annata”.
Nonostante la stagione non sia partita con il piede giusto, Bortot raccomanda comunque di non buttarsi sul miele straniero: “I grossisti hanno ancora molto miele nostrano nei magazzini, compresi quelli meno gettonati come il castagno, tiglio, arancio. Noi invitiamo i consumatori a cercare sempre il miele con la dicitura “italiano”, evitando di acquistare quello genericamente dell’Ue o quello cinese. La dicitura “vero miele italiano” è una garanzia per noi produttori e per i consumatori che il prodotto sia genuino: chiaro, profumato e dolcissimo”.
Lo scorso anno in Italia la produzione è stata di 22.000 tonnellate grazie a una buona annata. Nel Montello, in due settimane di fioritura, il numero degli alveari raggiunge quota 20.000. Ogni alveare è abitato nel massimo sviluppo da circa 50.000 api operaie e produce dai 20 ai 30 chili di miele. Il prezzo di mercato attualmente va dai 7-8 euro al chilo, che può raddoppiare se il prodotto è biologico.