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Golf
PILLOLE DI GOLF/278: IL "GIGANTE" BELGA PIETERS TRIONFA AL CZECH MASTERS

Ultimo giro record, Andrea Pavan conquista il terzo posto


PRAGA (REP. CECA) - Lasciamo per il momento tranquilli i 70 più grandi giocatori del mondo, a darsi battaglia nel BMW Championship, la seconda delle tre tappe della FedEx Cup in corso a Medinah nell’Illinois. Il primo torneo, il Northern Trust giocato nel New Jersey, l’abbiamo...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/277: A PADOVA IL GOLF GIOVANILE INTERNAZIONALE

L'U.S. Kids Venice Open ospitato tra Galzignano, Montecchia e Frassenelle


PADOVA - È ancora una volta a Padova l’International U.S. Kids Venice Open, affollata da centinaia di atleti, provenienti da ogni parte del mondo. L’U.S. Kids è istituzione americana con 27 circoli affiliati in Italia, che ha il fine di aprire il Golf ai più...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/276: LA CALMA DI PATRICK REED È VINCENTE AL NORTHERN TRUST

Lo statunitense bissa il successo del 2016 nel primo torneo della FedEx Cup


NEW JERSEY (USA) - È questa la prima delle tre gare valide per la FedEx Cup, inserita nel corso della stagione PGA Tour: tre tornei a eliminazione, giocati nel mese di agosto, che portano all’assegnazione di una grossa somma di denaro: 15 milioni di dollari del Jackpot al vincitore di...continua

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Le api non escono dagli alveari per raccogliere il nettare

MIELE DEL MONTELLO, IL FREDDO AZZERA LA PRODUZIONE

Confagricoltura: "Danni per milioni, si venderanno solo le scorte"


TREVISO - La produzione del miele d’acacia del Montello quest’anno sarà praticamente azzerata a causa dell’andamento meteo sfavorevole, con le piogge e il freddo che hanno impedito alle api di raccogliere il nettare da portare negli alveari. In fumo milioni di fatturato: la produzione di miele dalle profumate acacie trevigiane può arrivare a sfiorare nelle stagioni migliori quota 400 tonnellate.
“È un disastro, tutta la stagione delle acacie è da buttare – dice Francesco Bortot, della sezione apicoltori di Confagricoltura Treviso -. L’annata era partita con il piede giusto, con le api che stavano bene e gli alveari in perfette condizioni. Poi, dopo Pasqua, è cambiato tutto, con le piogge continue e il freddo che hanno impedito alle api di compiere il loro lavoro di bottinatrici, cioè raccogliere all’esterno dell’alveare tutto il necessario per la sopravvivenza delle colonie: polline, nettare e propoli. Il poco miele che sono riuscite a produrre lo mangiano loro. Ora, chi ne ha in magazzino, può solo limitarsi a vendere le scorte di miele dell’anno scorso, perché di miele d’acacia quest’anno non se ne parla”.
Gli apicoltori trevigiani sperano in un miglioramento del tempo, per tentare un recupero e salvare il resto della stagione: “Per gli apicoltori stanziali, se torna il sole, può venire fuori un po’ di miele di millefiori e qualcosa d’altro. Gli altri invece si sposteranno in giugno nella Pedemontana per il castagno, quindi nel Bellunese per la fioritura del tiglio e infine in alta quota per il rododendro e le varie melate. Il nomadismo degli alveari è indispensabile sia per l’impollinazione e lo sviluppo degli alveari, sia per garantire tipologie variegate di prodotto. E quest’anno sarà importantissimo per salvare l’annata”.
Nonostante la stagione non sia partita con il piede giusto, Bortot raccomanda comunque di non buttarsi sul miele straniero: “I grossisti hanno ancora molto miele nostrano nei magazzini, compresi quelli meno gettonati come il castagno, tiglio, arancio. Noi invitiamo i consumatori a cercare sempre il miele con la dicitura “italiano”, evitando di acquistare quello genericamente dell’Ue o quello cinese. La dicitura “vero miele italiano” è una garanzia per noi produttori e per i consumatori che il prodotto sia genuino: chiaro, profumato e dolcissimo”.
Lo scorso anno in Italia la produzione è stata di 22.000 tonnellate grazie a una buona annata. Nel Montello, in due settimane di fioritura, il numero degli alveari raggiunge quota 20.000. Ogni alveare è abitato nel massimo sviluppo da circa 50.000 api operaie e produce dai 20 ai 30 chili di miele. Il prezzo di mercato attualmente va dai 7-8 euro al chilo, che può raddoppiare se il prodotto è biologico.