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Golf
PILLOLE DI GOLF/299: AD ABU DHABI WESTWOOD SI IMPONE SU UN SORPRENDENTE LAPORTA

Nel torneo in vigore le norma anti-gioco lento


ABU DHABI - Sono sette gli azzurri che partecipano al Championship di Abu Dhabi, il primo degli otto tornei sponsorizzati dalla Rolex nell’ambito dell’Eurotour. Sono numerosi, i campioni che iniziano l’anno 2020 negli Emirati Arabi Uniti all’Abu Dhabi GC, con lo statunitense...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/298: DOPO LE PROTESTE POLITICHE, AD HONG KONG TORNA IL GOLF

Successo per Wade Ormsby, Andrea Pavan unico azzurro


HONG KONG - Era stato rinviato per problemi di sicurezza l'Hong Kong Open. Avrebbe dovuto prendere avvio il 28 novembre, ma i disordini legati alla difficile situazione sociale, riordiamo i continui scontri nel Paese, aveva indotto gli organizzatori ad annullare la gara. Ora questo torneo...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/297: L'ALTRA META' DEL CIELO, IL GOLF AL FEMMINILE

Ad Evian, in Francia, l'unico major "rosa" d'Europa


EVIAN  - Nel doveroso ricordo del record assoluto di vittorie in campo internazionale conquistate dagli azzurri Bertasio, Gagli, Laporta, Migliozzi, i Molinari, Paratore, Pavan nel 2019, cominciamo il 2020 dando l'onore al Golf femminile, seppur in assenza delle atlete italiane.Il Ladies...continua

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Le api non escono dagli alveari per raccogliere il nettare

MIELE DEL MONTELLO, IL FREDDO AZZERA LA PRODUZIONE

Confagricoltura: "Danni per milioni, si venderanno solo le scorte"


TREVISO - La produzione del miele d’acacia del Montello quest’anno sarà praticamente azzerata a causa dell’andamento meteo sfavorevole, con le piogge e il freddo che hanno impedito alle api di raccogliere il nettare da portare negli alveari. In fumo milioni di fatturato: la produzione di miele dalle profumate acacie trevigiane può arrivare a sfiorare nelle stagioni migliori quota 400 tonnellate.
“È un disastro, tutta la stagione delle acacie è da buttare – dice Francesco Bortot, della sezione apicoltori di Confagricoltura Treviso -. L’annata era partita con il piede giusto, con le api che stavano bene e gli alveari in perfette condizioni. Poi, dopo Pasqua, è cambiato tutto, con le piogge continue e il freddo che hanno impedito alle api di compiere il loro lavoro di bottinatrici, cioè raccogliere all’esterno dell’alveare tutto il necessario per la sopravvivenza delle colonie: polline, nettare e propoli. Il poco miele che sono riuscite a produrre lo mangiano loro. Ora, chi ne ha in magazzino, può solo limitarsi a vendere le scorte di miele dell’anno scorso, perché di miele d’acacia quest’anno non se ne parla”.
Gli apicoltori trevigiani sperano in un miglioramento del tempo, per tentare un recupero e salvare il resto della stagione: “Per gli apicoltori stanziali, se torna il sole, può venire fuori un po’ di miele di millefiori e qualcosa d’altro. Gli altri invece si sposteranno in giugno nella Pedemontana per il castagno, quindi nel Bellunese per la fioritura del tiglio e infine in alta quota per il rododendro e le varie melate. Il nomadismo degli alveari è indispensabile sia per l’impollinazione e lo sviluppo degli alveari, sia per garantire tipologie variegate di prodotto. E quest’anno sarà importantissimo per salvare l’annata”.
Nonostante la stagione non sia partita con il piede giusto, Bortot raccomanda comunque di non buttarsi sul miele straniero: “I grossisti hanno ancora molto miele nostrano nei magazzini, compresi quelli meno gettonati come il castagno, tiglio, arancio. Noi invitiamo i consumatori a cercare sempre il miele con la dicitura “italiano”, evitando di acquistare quello genericamente dell’Ue o quello cinese. La dicitura “vero miele italiano” è una garanzia per noi produttori e per i consumatori che il prodotto sia genuino: chiaro, profumato e dolcissimo”.
Lo scorso anno in Italia la produzione è stata di 22.000 tonnellate grazie a una buona annata. Nel Montello, in due settimane di fioritura, il numero degli alveari raggiunge quota 20.000. Ogni alveare è abitato nel massimo sviluppo da circa 50.000 api operaie e produce dai 20 ai 30 chili di miele. Il prezzo di mercato attualmente va dai 7-8 euro al chilo, che può raddoppiare se il prodotto è biologico.