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Golf
PILLOLE DI GOLF/332: MATTEO MANASSERO TORNA ALLA VITTORIA DOPO SETTE ANNI

Il veronese si impone al Toscana Alps Open


GAVORRANO (GR) - Centoventisei concorrenti, di cui 51 italiani, erano questa settimana al Pelagone di Gavorrano (Grosseto), a disputare la 14ª edizione del Toscana Alps Open, la terza tappa stagionale dell’Italian Pro Tour. A rendere spettacolari le diciotto buche par 71 del percorso di...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/331: A VILLA CONDULMER L'OPEN D'ITALIA DEGLI HICKORY PLAYERS

Il nostro inviato al torneo con i bastoni come un secolo fa


MOGLIANO VENETO - Nel Campo da Golf di Villa Condulmer si è giocato, dal 10 al 12 settembre, il secondo Open Italia degli hickory players. Si è scelto di far concludere il secondo Open Internazionale nella giornata del 12, coincidente con il 12 settembre 1925, giorno conclusivo del...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/330: LO SPAGNOLO DE MORAL TRIONFA NEL TORNEO PIÙ ALTO D'ITALIA

Al Gc Cervino la seconda tappa dell'Italian Tour


BREUIL - Sul percorso del Golf Club Cervino, il campo più alto d’Italia a 2.050 metri di quota, si gioca il Cervino Alps Open, secondo appuntamento stagionale dell’Italian Pro Tour, circuito di gare organizzato dalla Federazione Italiana Golf. La serie di tornei è...continua

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Ferdinando Valmaggia ha festaggiato il secolo di vita

UNA VIA IN FESTA PER NONNO FERDINANDO

Alla festa anche il sindaco Alberto Cappelletto


SAN BIAGIO DI CALLALTA. Grande festa in via Bologna ad Olmi per i 100 anni di Ferdinando Valmaggia. Lunedì 27 maggio attorno a lui si sono riuniti in tanti, parenti e amici, per festeggiare l’ambito traguardo. Presente anche il sindaco Alberto Cappelletto che ha portato il saluto dell’Amministrazione comunale e dell’intera comunità sanbiagiese.

Ferdinando Valmaggia, quarto di cinque figli, è nato il 27/5/1919 a Cuvio (Varese) da parto gemellare. Il padre, muratore, per lunghi periodi lavorava all’estero, per cui l’intera responsabilità della famiglia ricadeva sulla madre, una casalinga dalle mani d’oro, che riadattava per i figli gli abiti ricevuti dalle famiglie benestanti del luogo. A 15 anni, proprio la madre lo ha mandato a Milano, come garzone dello zio imbianchino. Qualche tempo dopo, mentre stava prestando servizio militare sotto l’Aeronautica, è scoppiata la Seconda guerra mondiale e Nando si è così ritrovato, prima a combattere e poi, nel 1943, internato in un campo presso Dussendorff, dove è rimasto fino alla Liberazione. E’ tornato quindi a vivere ed a lavorare a Milano, stavolta come imbianchino.

Da lì, nel 1948, rispondendo ad una precisa richiesta di operai da parte della Svizzera, si è trasferito nel paese elvetico di Arbon, come verniciatore di camion e pullman.

Sono iniziati così i 33 anni più belli della sua vita: aveva un lavoro che gli piaceva e che gli ha meritato riconoscimenti ufficiali, aveva conosciuto e sposato l’amata Adelia, era sempre in compagnia, nel tempo libero girava l’Europa sulla sua Seicento blu, ma rigorosamente e puntualmente trascorreva le vacanze al mare, in Italia.

Nel 1981 ha lasciato la Svizzera e si è stabilito ad Olmi, dove tuttora risiede. Da alcuni anni ha perso la sua compagna di vita, ma ora ci pensa Paola ad accudirlo, il caro Alfiero a portargli e commentare insieme il giornale della domenica, i parenti e “la buona compagnia di via Bologna” a circondarlo d’affetto e simpatia.


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