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Golf
PILLOLE DI GOLF/310: MOLINARI INTERVISTA MOLINARI

Edoardo interroga il fratello Francesco (svelando qualche segreto)


TORINO - Anzitutto una premessa: Edoardo Molinari, che ha conosciuto e lavorato con i maestri più famosi, ha aperto al “Royal Park i Roveri”, un’accademia dedicata al mondo del golf, la più importante in Italia. In essa Dodo, con il suo staff, intende...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/309: NEL "BARRACUDA", A MORDERE È L'AMERICANO MORIKAWA

Il torneo in Nevada uno degli ultimi giocati prima dello stop


RENO (USA) - Il torneo ha avuto luogo in un momento in cui i big mondiali erano impegnati a Memphis, nel Tennessee, ad affrontarsi nel WGC-FedEx St. Jude, mentre gli appassionati di Golf erano attratti a seguire questo campionato, il Barracuda, ufficialmente denominato Reno-Tahoe Open. Si tratta di...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/308- CAMPI/23: GOLF CLUB COLLI BERICI

Bel gioco e non solo nella pedemontana vicentina


BRENDOLA - La terra berica è territorio che ha del mistero, un Veneto che affascina: incantano le sue rocce, le sue grotte carsiche, i suoi mulini ad acqua, le numerose antiche fontane al servizio dei lavatoi. Tutto da scoprire è il fascino di villa Giulia, i cui dintorni, chiamati...continua

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Ferdinando Valmaggia ha festaggiato il secolo di vita

UNA VIA IN FESTA PER NONNO FERDINANDO

Alla festa anche il sindaco Alberto Cappelletto


SAN BIAGIO DI CALLALTA. Grande festa in via Bologna ad Olmi per i 100 anni di Ferdinando Valmaggia. Lunedì 27 maggio attorno a lui si sono riuniti in tanti, parenti e amici, per festeggiare l’ambito traguardo. Presente anche il sindaco Alberto Cappelletto che ha portato il saluto dell’Amministrazione comunale e dell’intera comunità sanbiagiese.

Ferdinando Valmaggia, quarto di cinque figli, è nato il 27/5/1919 a Cuvio (Varese) da parto gemellare. Il padre, muratore, per lunghi periodi lavorava all’estero, per cui l’intera responsabilità della famiglia ricadeva sulla madre, una casalinga dalle mani d’oro, che riadattava per i figli gli abiti ricevuti dalle famiglie benestanti del luogo. A 15 anni, proprio la madre lo ha mandato a Milano, come garzone dello zio imbianchino. Qualche tempo dopo, mentre stava prestando servizio militare sotto l’Aeronautica, è scoppiata la Seconda guerra mondiale e Nando si è così ritrovato, prima a combattere e poi, nel 1943, internato in un campo presso Dussendorff, dove è rimasto fino alla Liberazione. E’ tornato quindi a vivere ed a lavorare a Milano, stavolta come imbianchino.

Da lì, nel 1948, rispondendo ad una precisa richiesta di operai da parte della Svizzera, si è trasferito nel paese elvetico di Arbon, come verniciatore di camion e pullman.

Sono iniziati così i 33 anni più belli della sua vita: aveva un lavoro che gli piaceva e che gli ha meritato riconoscimenti ufficiali, aveva conosciuto e sposato l’amata Adelia, era sempre in compagnia, nel tempo libero girava l’Europa sulla sua Seicento blu, ma rigorosamente e puntualmente trascorreva le vacanze al mare, in Italia.

Nel 1981 ha lasciato la Svizzera e si è stabilito ad Olmi, dove tuttora risiede. Da alcuni anni ha perso la sua compagna di vita, ma ora ci pensa Paola ad accudirlo, il caro Alfiero a portargli e commentare insieme il giornale della domenica, i parenti e “la buona compagnia di via Bologna” a circondarlo d’affetto e simpatia.


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