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Golf
PILLOLE DI GOLF/345 - CAMPI/29: IL GOLF CLUB PARADISO DEL GARDA

Un percorso tra il lago e il monte Baldo, per giocare nell'"empireo"


PESCHIERA - Progettato dal noto architetto americano Jim Fazio, questo prestigioso circuito golfistico è inserito sull’entroterra gardesano, comodamente adagiato sull’anfiteatro morenico del Basso Garda, costituitosi con i depositi glaciali originati dai residui trasportati due...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/344: A DUBAI LA CORSA AL TITOLO DI RE DEL CIRCUITO 2020

Doppio trionfo inglese: a Fitzpatrick il torneo, a Westwood la "Race"


DUBAI - Sono tanti i milioni in palio al DP World Tour Championship di Dubai, che ha l'onere di laureare il miglior giocatore della stagione. Si sta infatti concludendo al Jumeirah Golf Estates di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, la difficile stagione 2020 dell’European Tour, in sintonia con...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/343: IL DUBAI CHAMPIONSHIP AL PARIGINO ANTOIONE ROZIER

Eccellente secondo posto per Francesco Laporta


DUBAI - Questa settimana l’European Tour era impegnato in due appuntamenti: uno in Sudafrica, il South African Open, terzo evento che si celebra lì quest’anno, l’altro Il Dubai Championship, negli Emirati Arabi. Noi seguiamo questo di Dubai, penultimo appuntamento della...continua

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Ferdinando Valmaggia ha festaggiato il secolo di vita

UNA VIA IN FESTA PER NONNO FERDINANDO

Alla festa anche il sindaco Alberto Cappelletto


SAN BIAGIO DI CALLALTA. Grande festa in via Bologna ad Olmi per i 100 anni di Ferdinando Valmaggia. Lunedì 27 maggio attorno a lui si sono riuniti in tanti, parenti e amici, per festeggiare l’ambito traguardo. Presente anche il sindaco Alberto Cappelletto che ha portato il saluto dell’Amministrazione comunale e dell’intera comunità sanbiagiese.

Ferdinando Valmaggia, quarto di cinque figli, è nato il 27/5/1919 a Cuvio (Varese) da parto gemellare. Il padre, muratore, per lunghi periodi lavorava all’estero, per cui l’intera responsabilità della famiglia ricadeva sulla madre, una casalinga dalle mani d’oro, che riadattava per i figli gli abiti ricevuti dalle famiglie benestanti del luogo. A 15 anni, proprio la madre lo ha mandato a Milano, come garzone dello zio imbianchino. Qualche tempo dopo, mentre stava prestando servizio militare sotto l’Aeronautica, è scoppiata la Seconda guerra mondiale e Nando si è così ritrovato, prima a combattere e poi, nel 1943, internato in un campo presso Dussendorff, dove è rimasto fino alla Liberazione. E’ tornato quindi a vivere ed a lavorare a Milano, stavolta come imbianchino.

Da lì, nel 1948, rispondendo ad una precisa richiesta di operai da parte della Svizzera, si è trasferito nel paese elvetico di Arbon, come verniciatore di camion e pullman.

Sono iniziati così i 33 anni più belli della sua vita: aveva un lavoro che gli piaceva e che gli ha meritato riconoscimenti ufficiali, aveva conosciuto e sposato l’amata Adelia, era sempre in compagnia, nel tempo libero girava l’Europa sulla sua Seicento blu, ma rigorosamente e puntualmente trascorreva le vacanze al mare, in Italia.

Nel 1981 ha lasciato la Svizzera e si è stabilito ad Olmi, dove tuttora risiede. Da alcuni anni ha perso la sua compagna di vita, ma ora ci pensa Paola ad accudirlo, il caro Alfiero a portargli e commentare insieme il giornale della domenica, i parenti e “la buona compagnia di via Bologna” a circondarlo d’affetto e simpatia.


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