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Golf
PILLOLE DI GOLF/268: L'U. S. OPEN METTE IN PALIO LA LEADERSHIP MONDIALE

Trionfa Gary Woodland, a Molinari non riesce la rimonta


PEBBLE BEACH (USA) - È il terzo major stagionale americano, ha luogo a Pebble Beach Golf Links in California, una delle maggiori sedi di Golf nel mondo. Sono due gli azzurri a disputare questo importante torneo. Francesco Molinari è affiancato da Renato Paratore, il giovane romano che...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/267: OTTO AZZURRI AL BRITISH MASTERS

Il titolo, primo in carriera, va però allo svedese Kinhult


SOUTHPORT (GB) - È uno dei tornei di più lunga tradizione nel calendario, il Betfred British Masters, che si gioca sul percorso dell’Hillside Golf Club, a Southport, bella località sulla costa occidentale della Gran Bretagna. Sono ben otto i giocatori italiani in gara:...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/266: MANDARE IN BUCA GLI OSTACOLI DELLA VITA

A Sala Baganza, l'open internazionale per disabili


PARMA - Giunto ormai alla 19esima edizione, si è giocato a Parma, nel bel campo da golf del Ducato di Sala Baganza, il torneo internazionale per golfisti paralimpici. Il campo è un parkland, inserito nel Podere d’Ombriano, già antica residenza di caccia dei Duchi...continua

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Veneziani e comitati cittadini dicono stop ai giganti del mare in Laguna

"BASTA MOSTRI IN LAGUNA"

Sabato pomeriggio manifestazione e corteo in città


VENEZIA. “Basta mostri in Laguna”, “prima o poi doveva accadere”, “e’ stata una fortuna che non ci siano stati morti”. I Veneziani sono sotto choc dopo l’incidente di ieri mattina, ma hanno tirato anche un sospiro di sollievo perché non ci sono state vittime ed ora tutto il mondo sa quanto pericolose siano le grandi navi che transitano in Bacino San Marco. Le immagini dell’incidente, con le grida dei turisti in fuga lungo la banchina hanno fatto il giro del mondo, sui social si è scatenato un tam- tam mediatico senza precedenti: c’è chi attacca i politici, immobili nel prendere decisioni, chi crede che solo il caso abbia impedito una tragedia e chi racconta che altre volte una grande nave ha sfiorato un lancione carico di turisti. Qualcuno ricorda il blitz “premonitore” di quattro giorni fa alla sede veneziana dell’Unesco quando alcuni attivisti mascherati da Anonymous hanno tappezzato i muri esterni con foto e gigantografie di incidenti e disastri navali contro la decisione dell’ente di rimandare al 2020 le scelte sulla navigazione in Laguna. In tanti a Venezia si aspettavano che prima o poi un incidente del genere potesse accadere: “Per fortuna non ci sono state vittime”, è il coro unanime, tutti adesso si aspettano che le cose possano cambiare. “E’ quasi una fortuna che sia accaduto e che non ci siano state vittime, ora tutto il mondo è cosciente che la grandi navi devono andarsene da San Marco, subito” - spiega Marco Gasparinetti portavoce del Comitato 25 aprile, piattaforma civica contraria alle grandi navi – . Siamo l’unica città al mondo un cui i giganti possono passare in centro. Far transitare una nave lungo il Canale della Giudecca è come permettere a un tir di passare per i Fori imperiali o attraversare Piazza San Pietro”. Anche il sindaco Luigi Brugnaro si sente “sollevato”, dopo essersi accertato delle condizioni dei feriti ha telefonato al ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Danilo Toninelli: “Le navi non devono più passare per San Marco, ora decida lei come fare”, gli ha detto. “Siamo tutti concordi nel fermare le navi, lo diciamo da otto anni - spiega il primo cittadino - . Dopo quello che è successo questa mattina chiediamo una soluzione immediata”. Chi non ha più intenzione di aspettare è il “Comitato no grandi navi”, i cui sostenitori si sono ritrovati poche ore dopo l’incidente. Al termine di una confronto interno hanno annunciato una grande manifestazione di protesta per sabato prossimo. Per Tommaso Cacciari, portavoce del comitato si è trattato di una tragedia “sfiorata e annunciata” e ora i veneziani sono pronti alla mobilitazione: “Il corteo di sabato prossimo attraverserà tutta Venezia e sarà una manifestazioni di cittadini a difesa della sicurezza di turisti e veneziani”. Anche per Cacciati quella di ieri è stata una mattinata fortunata: si sono evitate vittime e ora tutti sanno che a Venezia il rischio zero non esiste e le grandi navi vanno tolte dalla Laguna, subito. L’incidente di ieri ha rischiato di far annullare la festa della “Sensa”, cerimonia millenaria in cui viene celebrato lo sposalizio della città con il mare. Il sindaco, dopo aver annunciato la cancellazione della regata e del corteo acqueo per lasciare libero il Canale della Giudecca alle barche dei soccorsi è riuscito a “salvare” solo la cerimonia dello sposalizio che prevede il lancio in acqua di un anello da parte del primo cittadino. Annullare lo sposalizio per i veneziani è sinonimo di sventura: andando indietro con gli anni accadde solamente una volta nel 1797 per decisione di Napoleone, e coincise con la fine della Repubblica Serenissima.

Danilo Guerretta




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