Questo sito usa i cookies per offrirti una migliore esperienza di navigazione.  Conferma Privacy Policy
Golf
PILLOLE DI GOLF/267: OTTO AZZURRI AL BRITISH MASTERS

Il titolo, primo in carriera, va però allo svedese Kinhult


SOUTHPORT (GB) - È uno dei tornei di più lunga tradizione nel calendario, il Betfred British Masters, che si gioca sul percorso dell’Hillside Golf Club, a Southport, bella località sulla costa occidentale della Gran Bretagna. Sono ben otto i giocatori italiani in gara:...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/266: MANDARE IN BUCA GLI OSTACOLI DELLA VITA

A Sala Baganza, l'open internazionale per disabili


PARMA - Giunto ormai alla 19esima edizione, si è giocato a Parma, nel bel campo da golf del Ducato di Sala Baganza, il torneo internazionale per golfisti paralimpici. Il campo è un parkland, inserito nel Podere d’Ombriano, già antica residenza di caccia dei Duchi...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/265: KOEPKA FA SUO IL SECONDO MAJOR DI STAGIONE

Disputato per la prima volta a maggio, il Championship regala spettacolo


FARMINGDALE (USA) - Il secondo major, il Championship, giunto alla 101ª edizione, ha luogo per la prima volta a Farmingdale, nel Long Island, stato di New York, sul difficile percorso del Bethpage Black Course (par 70), che sarà sede della Ryder Cup 2024. È la prima volta che si...continua

Invia Invia a un amico | Stampa Stampa notizia |  


 

Il compagno della donna lancia un appello a Salvini: "Ministro, ci aiuti"

PERMESSO SCADUTO: NON PUO' ASSISTERE LA MADRE DISABILE

La donna è rimasta vittima di un incidente alla vigilia delle nozze


MANSUE'. Una lettera al ministro dell'Interno Matteo Salvini perchè conceda un permesso di soggiorno per motivi umanitari alla figlia della sua compagna, originaria dell'Ucraina che così potrà aiutarlo nell'assistere la donna, rimasta vittima di un grave incidente stradale. A prendere carta e penna e chiedere l'intervento del vice premier è stato Luigi dal Bò, pensionato 71enne di Mansuè. Nella missiva l'uomo spiega la drammatica vicenda che lo vede protagonista, assieme alla compagna di una vita. Tutto è cominciato l'estate scorsa: "Dopo vent'anni trascorsi insieme abbiamo deciso di sposarci civilmente, chiedendo l'autorizzazione al consolato ucraino di Milano. Eravamo convocati per il 6 luglio, giorno in cui dovevano consegnarci la tanto attesa documentazione. Il destino ha voluto che il giorno prima la mia compagna sia rimasta vittima di un terribile incidente stradale. Mentre attraversava le strisce pedonali per recasi a lavoro a Pordenone è stata travolta da un'auto subendo la frattura del bacino e di alcune costole e un trauma cranico encefalico". La donna, Nataliya Vinnytska che oggi ha 56 anni, per mesi ha lottato tra la vita e la morte, dopo un lungo ricovero nel reparto di rianimazione dell'ospedale di Udine è stata trasferita in un centro specializzato nel Trevigiano per la riabilitazione e qui è rimasta per otto mesi. Il trauma cranico e le lesioni al cervello le hanno procurato la perdita totale della memoria tanto che aveva dimenticato completamente la lingua italiana. Fondamentale è stata la presenza della figlia trentaseinne arrivata dall'Ucraina, il pensionato ha accolto anche lei in casa: "La figlia è sempre stata al al capezzale della madre e il suoi aiuto è stato indispensabile sia per l'assistenza quotidiana in ospedale, sia per un sostegno psicologico e morale e non ultimo nell'aiutare i medici a comunicare con la mia compagna che non parlava più l'italiano". La donna è uscita dal centro riabilitativo a fine aprile, ma il percorso per riacquistare le capacità motorie e cognitive è ancora lungo: non riesce a mangiare e vestirsi da sola e riesce a stento a parlare. Nella lettera di dimissioni i medici hanno scritto che la persona addestrata per prendersi cura di lei e assisterla al meglio è la figlia, la cui presenza "risulterebbe indispensabile per garantire il miglior approccio alle attività riabilitative e cognitive proposte". Ma ora il suo permesso di soggiorno è scaduto e non è più rinnovabile: entro un mese dovrà tornare in Ucraina e attendere almeno sei mesi prima di far ritorno in Italia. "Il permesso di soggiorno per cure mediche le è già stato rinnovato per tre volte – precisa Luigi dal Bò – Il funzionario della questura mi ha spiegato che hanno fatto fin troppo e che adesso non possono più concedere alla figlia di restare. Adesso riesco a parlare con la mia compagna ma ha bisogno di assistenza 24 ore su 24 e deve essere accompagnata a fare la riabilitazione ogni tre giorni, senza la figlia non ce la posso fare, sono disperato". La speranza del pensionato trevigiano è che il ministro Salvini possa intervenire concedendo un permesso di soggiorno per ragioni umanitarie illimitato o perlomeno fino a quando la sua compagna avrà acquisito un pò di autonomia e lui potrà accudirla da solo senza il bisogno della figlia. Quel giorno il signor Luigi sarà pronto anche rinnovare l'impegno preso un anno fa con la promessa di matrimonio.


Danilo Guerretta