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Golf
PILLOLE DI GOLF/341: COME FUNZIONA LA QUALYFING SCHOOL?

Alla scoperta dei tornei che promuovono alle competizioni maggiori


TREVISO - Questa settimana andiamo a vedere da vicino come funziona la “Qualifying School”, la serie di tornei dell’Alps Tour che promuovono i talenti mondiali a ottenere la “carta” che permette di partecipare alle competizioni, e come sono regolate le classifiche...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/340: L'AUGUSTA MASTERS INCORONA DUSTIN JOHNSON

Insolita collocazione autunnale per l'ultimo major


AUGUSTA - Un Masters Tournament insolito, giocato a metà novembre anziché ad aprile, non primo, ultimo major. L’autunno propone tutt’altra scenografia rispetto al clima primaverile quando l’Augusta in Georgia ama fare sfoggio di un mare di fiori: distese di...continua

Attualità
PILLOLE DI GOLF/339: FRANCESCO MOLINARI, AL RIETRO, È 15° A HOUSTON

Carlos Ortiz regala al Messico un successo dopo 40 anni


HOUSTON (USA) - Francesco Molinari è tornato in campo per partecipare al Vivint Houston Open, torneo del PGA Tour in programma sul par 70 del Memorial Park Golf Course di Houston in Texas. Qualcuno lo definisce “la gara dei grandi ritorni”. Tra i più attesi, oltre a...continua

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Pubblicati i risultati dello screening su seimila atleti

RISCHIO MORTE IMPROVVISA, FERMATI 18 ATLETI

L'equipe di medicina dello sport ha scoperto patologie cardiovascolari


TREVISO. Diciotto diagnosi di patologie cardiovascolari a rischio di morte improvvisa (con conseguente non idoneità all’attività agonistica per gli aspiranti atleti), 70 diagnosi di patologie cardiovascolari di minore gravità, 31 di patologie non cardiovascolari: questi i risultati, importantissimi in termini di prevenzione e diagnosi precoce, dello screening effettuato nel 2017, su seimila atleti, dall’Unità Operativa complessa di Medicina dello sport di Treviso, diretta dal dottor Patrizio Sarto.

i dati dello screening, analizzati e rielaborati dall’équipe del dottor Sarto in collaborazione con il prof. Domenico Corrado e il dr. Alessandro Zorzi del dipartimento di Cardiologia dell’Università di Padova, sono sati pubblicati sulla più importante rivista al mondo di medicina dello sport, il British Journal of Sports Medicine.

“Il nostro lavoro, che vede come autori principali la dott.ssa Teresina Vessella e il dott. Alessandro Zorzi – sottolinea Sarto – è il primo che analizza costi e benefici della valutazione medico sportiva dall’entrata in vigore della legge nel 1982. I risultati ottenuti con questo screening, e il nostro studio lo conferma, sono inequivocabili. Con un esborso di soli 79 euro per atleta sono state diagnosticate patologie a carattere internistico (tra cui asma da sforzo, scoliosi che hanno richiesto il busto correttivo, glomerulonefriti), patologie cardiovascolari per cui è stata necessaria terapia medica o chirurgica, e patologie cardiovascolari a rischio di morte improvvisa. Queste ultime, oltre che in 18 atleti, sono state diagnosticate anche in tre familiari, assolutamente ignari di averle.

Si tratta di risultati importanti, possibili grazie ad un’équipe composta da professionisti altamente specializzati e formati che è riuscita ad ottenere un numero di diagnosi conforme ai dati internazionali proposti in letteratura a fronte di un attento controllo della spesa sanitaria.

L’obbligatorietà della valutazione medico sportiva per tutti gli atleti agonisti è stata sancita dal decreto Del Ministero della Sanità del febbraio 1982. L’Italia è stato il primo paese al mondo ad attuare questo massivo sistema di prevenzione. Uno studio del 2006 del prof. Corrado ha dimostrato come, dall’entrata in vigore di tale legge, ci sia stata una significativa riduzione degli eventi mortali nella popolazione sportiva. Tale riscontro ha spinto sia la Società Europea di Cardiologia sia il Comitato Olimpico Internazionale a raccomandare e implementare lo screening degli atleti nel mondo. Dal 1982 però, si è anche sollevato un dibattito internazionale sul rapporto costi-benefici di tale screening. L’articolo del gruppo di Treviso nasce proprio dall’esigenza di analizzare, per la prima volta dall’entrata in vigore della legge, gli effetti sulla salute della valutazione medico-sportiva e rapportarlo ai costi sostenuti.