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Golf
PILLOLE DI GOLF/319: SPETTACOLO CON GRANDI CAMPIONI ALL'RBC HERITAGE

Successo per Webb Simpson e il suo swing particolare


HILTON HEAD  (USA) - Spettacolo con grandi campioni, sul percorso dell’Harbour Town Golf Links, a Hilton Head nel South Carolina, per l'Rbc Heritage. Sono al via i primi sei giocatori del mondo, compreso ovviamente Jon Rahm, che la scorsa settimana è uscito al taglio, e ora...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/318: SI TORNA A GIOCARE AL CHARLES SCHWAB CHALLENGE

Riparte il Pga Tour con un field da grandi occasioni


FORT WORTH (USA) - Era tempo, i professionisti mordevano il freno! Si gioca al Colonial National Invitation Tournament, che per sponsorizzazione dal 2019 si chiama Charles Schwab Challenge. È un torneo di golf del PGA Tour, che ogni anno, a maggio, ha luogo presso il Colonial Country, a Fort...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/317- CAMPI/27: IL GOLF CLUB ANTOGNOLLA

Nella verde Umbria alcune delle 18 buche più impegnative d'Italia


PERUGIA - Oggetto di piani molto ambiziosi, il Golf umbro Antognolla, con il suo resort, è destinato a diventare una perla del Golf in Italia. Avevo avuto il piacere di visitarlo molto tempo fa, era il 2011, e ancora ricordo la competizione cui ho partecipato in quell’ambiente, che nel...continua

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Messaggio del Capo dello Stato alle famiglie delle vittime

63 ANNI FA LA TRAGEDIA DELLA MINIERA DI MARCINELLE

Tra i 136 italiani morti anche cinque veneti


ROMA. 262 vittime, 136 italiani. L'otto agosto del 1956 a Marcinelle in Belgio un'incendio scoppiò all'interno di una delle più grandi miniere. Le fiamme e il gas si propagarono nei cunicoli e nell'immenso alveare di gallerie dove stavano lavorando i minatori, a una profondità di centinaia di metri. Una trappola dove nessuno riusci a scampare. Una tragedia che ha fatto registare anche cinque vittime venete:

Giuseppe Corso da Montorio Veronese, Dino Dalla Vecchia da Sedico, Giuseppe Polese da Cimadolmo, Mario Piccin da Codognè, Guerrino Casanova da Montebelluna.

A Marcinelle nel 63esimo anniversario della tragedia è una giornata di celebrazioni per non dimenticare la tragedia ma anche per ricordare che cosa significava lavorare in mniniera. Una vita fatta di sacrifici, sofferenze e tragedi oggi non più immaginabile. Alle cerimonie per la prima volta anche l'eurodeputato trevigiano Gianantonio da Re. Una visita istitutzinale ma anche un momento di dolore intimo e personae. A marcinelle per due anni aveva lavorato anche il padre, morto poi per silicosi. Erano gli anni del Dopoguerra, quelli dove dal Veneto in tanti emigrarono in cerca di fortuna. Alcuni la fecero, altri trovarono le risorse per sopravvivere e per poi tornare e creare il miracole del Nordest, altri ancora trovarono la morte. Storie di qualche decennio fa, ma che ai più giovani potrebbero sembrare lontanissime. Anche per questo è necessaario tenere alta la memoria. "Se noi abbiamo la fortuna di vivere in un territorio ricco, lo dobbiamo anche ai nostri padri e nonni che sono emigrati perchè nei loro paesi non c'era nulla e si faceva la fame - ricorda Gianantonio da Re - Le loro sono state vite di estrema sofferenza. Non era mai stato a Marcinelle, coi i mieri occhi ho capito cosa significasse fare quello che ha fatto mio padre. Gran parte della giornata in miniera anche a 900-1000 metri sotto terra e poi dormire nelle baracche senza nulla. Vorrei che tanti giovani potessero vedere questi luoghi con i loro occhi". Nell'anniversario della tragedia è intervenuto anche il Capo dello Stato Sergio Matterella con un lungo messaggio:  "Nel giorno in cui si commemora il sacrificio del lavoro italiano nel mondo desidero riaffermare la più partecipe vicinanza ai familiari delle vittime di Marcinelle e degli altri tragici eventi che hanno coinvolto i nostri connazionali all’estero, morti o feriti sul lavoro, prestato in condizioni difficili, per un futuro migliore per le proprie famiglie.

La tragedia di Marcinelle, in particolare, è parte della memoria collettiva dell’Italia e dei Paesi che ne furono colpiti. Il sacrificio di duecentosessantadue lavoratori, di cui centotrentasei connazionali, ci esorta a promuovere, oggi come in passato, migliori opportunità di lavoro e massime garanzie di sicurezza per tutti i lavoratori, in Italia, in Europa e nel mondo.

La tutela di tutti i lavoratori e la incessante promozione dei loro diritti costituiscono principi di civiltà irrinunciabili per ogni Paese e sono un obiettivo fondamentale nel processo di consolidamento della comune casa europea e dell’intera comunità internazionale".

 


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