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Golf
PILLOLE DI GOLF/298: DOPO LE PROTESTE POLITICHE, AD HONG KONG TORNA IL GOLF

Successo per Wade Ormsby, Andrea Pavan unico azzurro


HONG KONG - Era stato rinviato per problemi di sicurezza l'Hong Kong Open. Avrebbe dovuto prendere avvio il 28 novembre, ma i disordini legati alla difficile situazione sociale, riordiamo i continui scontri nel Paese, aveva indotto gli organizzatori ad annullare la gara. Ora questo torneo...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/297: L'ALTRA META' DEL GOLF AL FEMMINILE

Ad Evian, in Francia, l'unico major "rosa" d'Europa


EVIAN  - Nel doveroso ricordo del record assoluto di vittorie in campo internazionale conquistate dagli azzurri Bertasio, Gagli, Laporta, Migliozzi, i Molinari, Paratore, Pavan nel 2019, cominciamo il 2020 dando l'onore al Golf femminile, seppur in assenza delle atlete italiane.Il Ladies...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/296 - CAMPI/22: GOLF CLUB ACQUASANTA

Alle porte di Roma, il più antico "green" d'Italia


ROMA - Ha oltre un secolo il Golf Acquasanta, è il più antico d’Italia, è prestigioso, ha segnato l'inizio del golf in Italia. Siamo nel 1885 quando alcuni amici inglesi pensano di realizzarlo. Trovano quella posizione superba che odora di eucalipto e di pino marittimo ai...continua

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Messaggio del Capo dello Stato alle famiglie delle vittime

63 ANNI FA LA TRAGEDIA DELLA MINIERA DI MARCINELLE

Tra i 136 italiani morti anche cinque veneti


ROMA. 262 vittime, 136 italiani. L'otto agosto del 1956 a Marcinelle in Belgio un'incendio scoppiò all'interno di una delle più grandi miniere. Le fiamme e il gas si propagarono nei cunicoli e nell'immenso alveare di gallerie dove stavano lavorando i minatori, a una profondità di centinaia di metri. Una trappola dove nessuno riusci a scampare. Una tragedia che ha fatto registare anche cinque vittime venete:

Giuseppe Corso da Montorio Veronese, Dino Dalla Vecchia da Sedico, Giuseppe Polese da Cimadolmo, Mario Piccin da Codognè, Guerrino Casanova da Montebelluna.

A Marcinelle nel 63esimo anniversario della tragedia è una giornata di celebrazioni per non dimenticare la tragedia ma anche per ricordare che cosa significava lavorare in mniniera. Una vita fatta di sacrifici, sofferenze e tragedi oggi non più immaginabile. Alle cerimonie per la prima volta anche l'eurodeputato trevigiano Gianantonio da Re. Una visita istitutzinale ma anche un momento di dolore intimo e personae. A marcinelle per due anni aveva lavorato anche il padre, morto poi per silicosi. Erano gli anni del Dopoguerra, quelli dove dal Veneto in tanti emigrarono in cerca di fortuna. Alcuni la fecero, altri trovarono le risorse per sopravvivere e per poi tornare e creare il miracole del Nordest, altri ancora trovarono la morte. Storie di qualche decennio fa, ma che ai più giovani potrebbero sembrare lontanissime. Anche per questo è necessaario tenere alta la memoria. "Se noi abbiamo la fortuna di vivere in un territorio ricco, lo dobbiamo anche ai nostri padri e nonni che sono emigrati perchè nei loro paesi non c'era nulla e si faceva la fame - ricorda Gianantonio da Re - Le loro sono state vite di estrema sofferenza. Non era mai stato a Marcinelle, coi i mieri occhi ho capito cosa significasse fare quello che ha fatto mio padre. Gran parte della giornata in miniera anche a 900-1000 metri sotto terra e poi dormire nelle baracche senza nulla. Vorrei che tanti giovani potessero vedere questi luoghi con i loro occhi". Nell'anniversario della tragedia è intervenuto anche il Capo dello Stato Sergio Matterella con un lungo messaggio:  "Nel giorno in cui si commemora il sacrificio del lavoro italiano nel mondo desidero riaffermare la più partecipe vicinanza ai familiari delle vittime di Marcinelle e degli altri tragici eventi che hanno coinvolto i nostri connazionali all’estero, morti o feriti sul lavoro, prestato in condizioni difficili, per un futuro migliore per le proprie famiglie.

La tragedia di Marcinelle, in particolare, è parte della memoria collettiva dell’Italia e dei Paesi che ne furono colpiti. Il sacrificio di duecentosessantadue lavoratori, di cui centotrentasei connazionali, ci esorta a promuovere, oggi come in passato, migliori opportunità di lavoro e massime garanzie di sicurezza per tutti i lavoratori, in Italia, in Europa e nel mondo.

La tutela di tutti i lavoratori e la incessante promozione dei loro diritti costituiscono principi di civiltà irrinunciabili per ogni Paese e sono un obiettivo fondamentale nel processo di consolidamento della comune casa europea e dell’intera comunità internazionale".

 


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