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Golf
PILLOLE DI GOLF/277: A PADOVA IL GOLF GIOVANILE INTERNAZIONALE

L'U.S. Kids Venice Open ospitato tra Galzignano, Montecchia e Frassenelle


PADOVA - È ancora una volta a Padova l’International U.S. Kids Venice Open, affollata da centinaia di atleti, provenienti da ogni parte del mondo. L’U.S. Kids è istituzione americana con 27 circoli affiliati in Italia, che ha il fine di aprire il Golf ai più...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/276: LA CALMA DI PATRICK REED È VINCENTE AL NORTHERN TRUST

Lo statunitense bissa il successo del 2016 nel primo torneo della FedEx Cup


NEW JERSEY (USA) - È questa la prima delle tre gare valide per la FedEx Cup, inserita nel corso della stagione PGA Tour: tre tornei a eliminazione, giocati nel mese di agosto, che portano all’assegnazione di una grossa somma di denaro: 15 milioni di dollari del Jackpot al vincitore di...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/275: LA FAVOLA DI "CENERENTOLA" SHIBUNO DIVENTA REALTÀ

La giapponese regina del British Open femminile


LITTE BRICKHILL (GBR) - È tempo di dare visibilità al Golf femminile, a “quell’altra metà del cielo”, che rende più brioso il Campo da Golf. L’organizzatore del torneo, il Royal & Ancient Golf Club di St. Andrews, la massima autorità...continua

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Messaggio del Capo dello Stato alle famiglie delle vittime

63 ANNI FA LA TRAGEDIA DELLA MINIERA DI MARCINELLE

Tra i 136 italiani morti anche cinque veneti


ROMA. 262 vittime, 136 italiani. L'otto agosto del 1956 a Marcinelle in Belgio un'incendio scoppiò all'interno di una delle più grandi miniere. Le fiamme e il gas si propagarono nei cunicoli e nell'immenso alveare di gallerie dove stavano lavorando i minatori, a una profondità di centinaia di metri. Una trappola dove nessuno riusci a scampare. Una tragedia che ha fatto registare anche cinque vittime venete:

Giuseppe Corso da Montorio Veronese, Dino Dalla Vecchia da Sedico, Giuseppe Polese da Cimadolmo, Mario Piccin da Codognè, Guerrino Casanova da Montebelluna.

A Marcinelle nel 63esimo anniversario della tragedia è una giornata di celebrazioni per non dimenticare la tragedia ma anche per ricordare che cosa significava lavorare in mniniera. Una vita fatta di sacrifici, sofferenze e tragedi oggi non più immaginabile. Alle cerimonie per la prima volta anche l'eurodeputato trevigiano Gianantonio da Re. Una visita istitutzinale ma anche un momento di dolore intimo e personae. A marcinelle per due anni aveva lavorato anche il padre, morto poi per silicosi. Erano gli anni del Dopoguerra, quelli dove dal Veneto in tanti emigrarono in cerca di fortuna. Alcuni la fecero, altri trovarono le risorse per sopravvivere e per poi tornare e creare il miracole del Nordest, altri ancora trovarono la morte. Storie di qualche decennio fa, ma che ai più giovani potrebbero sembrare lontanissime. Anche per questo è necessaario tenere alta la memoria. "Se noi abbiamo la fortuna di vivere in un territorio ricco, lo dobbiamo anche ai nostri padri e nonni che sono emigrati perchè nei loro paesi non c'era nulla e si faceva la fame - ricorda Gianantonio da Re - Le loro sono state vite di estrema sofferenza. Non era mai stato a Marcinelle, coi i mieri occhi ho capito cosa significasse fare quello che ha fatto mio padre. Gran parte della giornata in miniera anche a 900-1000 metri sotto terra e poi dormire nelle baracche senza nulla. Vorrei che tanti giovani potessero vedere questi luoghi con i loro occhi". Nell'anniversario della tragedia è intervenuto anche il Capo dello Stato Sergio Matterella con un lungo messaggio:  "Nel giorno in cui si commemora il sacrificio del lavoro italiano nel mondo desidero riaffermare la più partecipe vicinanza ai familiari delle vittime di Marcinelle e degli altri tragici eventi che hanno coinvolto i nostri connazionali all’estero, morti o feriti sul lavoro, prestato in condizioni difficili, per un futuro migliore per le proprie famiglie.

La tragedia di Marcinelle, in particolare, è parte della memoria collettiva dell’Italia e dei Paesi che ne furono colpiti. Il sacrificio di duecentosessantadue lavoratori, di cui centotrentasei connazionali, ci esorta a promuovere, oggi come in passato, migliori opportunità di lavoro e massime garanzie di sicurezza per tutti i lavoratori, in Italia, in Europa e nel mondo.

La tutela di tutti i lavoratori e la incessante promozione dei loro diritti costituiscono principi di civiltà irrinunciabili per ogni Paese e sono un obiettivo fondamentale nel processo di consolidamento della comune casa europea e dell’intera comunità internazionale".

 


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