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Golf
PILLOLE DI GOLF/340: L'AUGUSTA MASTERS INCORONA DUSTIN JOHNSON

Insolita collocazione autunnale per l'ultimo major


AUGUSTA - Un Masters Tournament insolito, giocato a metà novembre anziché ad aprile, non primo, ultimo major. L’autunno propone tutt’altra scenografia rispetto al clima primaverile quando l’Augusta in Georgia ama fare sfoggio di un mare di fiori: distese di...continua

Attualità
PILLOLE DI GOLF/339: FRANCESCO MOLINARI, AL RIETRO, È 15° A HOUSTON

Carlos Ortiz regala al Messico un successo dopo 40 anni


HOUSTON (USA) - Francesco Molinari è tornato in campo per partecipare al Vivint Houston Open, torneo del PGA Tour in programma sul par 70 del Memorial Park Golf Course di Houston in Texas. Qualcuno lo definisce “la gara dei grandi ritorni”. Tra i più attesi, oltre a...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/338: ALL'ASOLO GOLF IL TROFEO CA' DEL POGGIO

Evento tra sport, musica e convilità, con star Mal dei Primitives


SAN PIETRO DI FELETTO - Una partita di Golf coronata da una gustosissima serata. Centoquattro hanno partecipato alla gara: musicisti, cantanti o semplicemente amanti della musica, al seguito di Paul Bradley Couling, in arte Mal dei Primitives. Era la tappa finale del Challenge AICMG,...continua

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Studio dello Spi Cgil: "Calo per i dipendenti, più introiti per gli autonomi"

MARCA UN PO' PIÙ RICCA, MA AUMENTANO LE DISUGUAGLIANZE

Reddito medio in flessione: nel 2017 è di 20.621 euro a testa


TREVISO - Quanto guadagnano in media i trevigiani? A dirlo il report realizzato dallo SPI CGIL del Veneto che ha elaborato i dati del Dipartimento Finanza del Ministero sui redditi 2018 (anno d’imposta 2017) nell'ambito della negoziazione sociale, che vede il Sindacato dei pensionati confrontarsi con Sindaci e rappresentanti degli Enti locali per definire politiche in grado di tutelare le fasce deboli della popolazione, in primis gli anziani.
Nella Marca il reddito medio pro-capite del 2017 è stato di 20.610 euro lordi, in leggera crescita rispetto ai 20.520 euro del 2016 e ai 20.201 euro del 2015. Il 12% del reddito complessivo, però, risulta suddiviso fra il 38% dei contribuenti, quelli che dichiarano meno di 15mila euro lordi annui (circa mille euro netti al mese), mentre un altro 15% risulta distribuito al 2% dei cittadini, quelli con redditi superiori ai 75mila euro lordi annui. Una provincia, quella trevigiana, dunque, in cui le diseguaglianze sociali crescono esponenzialmente, creando un divario sempre più preoccupante, e dove la ricchezza trova una distribuzione sempre più iniqua.
Analizzando i dati, queste differenze emergono nette. Da una parte, infatti, i lavoratori dipendenti hanno visto diminuire il reddito e quindi anche il proprio potere d'acquisto: nel 2015 dichiaravano in media 21.756 euro lordi annui, 21.854 euro nel 2016 e 21.639 euro nel 2017. Dall'altra, i lavoratori autonomi che hanno visto crescere il loro reddito medio di oltre 6mila euro in due anni - dai 42.395 euro del 2015 ai 46.671 mila del 2016, fino ai 48.626 euro del 2017 -, mantenendo così la propria capacità di spesa. In mezzo gli assegni dei pensionati, che nel 2017, grazie agli accordi sindacali con il vecchio Governo, ora stracciati, erano riusciti a contenere l’effetto dell’inflazione, confermandosi però la categoria più “povera” con assegni previdenziali medio-bassi di circa 16.673 euro lordi annui.  
“Siamo molto preoccupati - commenta Paolino Barbiero, segretario generale dello Spi Cgil Treviso -. L’analisi sui redditi dichiarati per l’anno 2017 è impietosa e mostra come le diseguaglianze sociali siano sempre più marcate anche nel nostro territorio, alla cui base ci sono la persistente precarizzazione del lavoro, i blocchi contrattuali e il continuo aumento dell’elusione e dell’evasione fiscale che mettono in difficoltà gli equilibri contabili delle nostre amministrazioni locali".
E gli ultimi provvedimenti del governo non hanno contribuito a migliorare la situazione, attacca Barbiero: "Pensiamo ad esempio al taglio delle rivalutazioni delle pensioni fatto dal Governo giallo-verde, che ha stracciato gli accordi sottoscritti in precedenza per salvaguardare il potere d’acquisto dei pensionati".
Per questo, nell'ambito della negoziazione con gli enti locali, il sindacato sollecita le amministrazioni municipali a scelte di politica ecomica e sociale a tutela dalle fasce più deboli della popolazione. Invitiamo in particolare le Amministrazioni locali - conclude con enfasi Barbiero - a sottoscrivere i patti anti-evasione al fine di recuperare risorse utili al finanziamento del welfare locale e di arginare i comportamenti illeciti che danneggiano i tanti imprenditori che fanno della fedeltà fiscale un comportamento responsabile all’interno di una competizione imprenditoriale volta all’innovazione e rispettosa dei contratti di lavoro”.