Questo sito usa i cookies per offrirti una migliore esperienza di navigazione.  Conferma Privacy Policy
Golf
PILLOLE DI GOLF/282: LA SOLHEIM CUP 2019 PRENDE LA VIA DELL'EUROPA

La squadra del Vecchio Continente si impone sugli Usa nel massimo torneo femminile


GLENEAGLES  (SCOZIA) - La Solheim Cup è la massima espressione del golf delle donne, la sfida al femminile della Ryder Cup, rispetto a cui ha una storia più recente. Ha preso il nome dall’ideatore del torneo, Karsten Solheim, noto fabbricante di attrezzi sportivi conosciuti...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/281: LE PROMESSE DEL GOLF EUROPEO FEMMINILE A VILLA CONDULMER

La padovana Benedetta Moresco trionfa all'Internazionale under 18


MOGLIANO VENETO - È il secondo anno consecutivo che Golf Villa Condulmer ospita questo importante campionato, l’Internazionale femminile under 18; da qui, spunteranno le future Campionesse del Tour europeo. Ben dodici le nazioni partecipanti, oltre all'Italia: Austria, Belgio, Croazia,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/280: OMEGA MASTERS, UN CLASSICO TRA LE ALPI

Nove gli italiani al torneo dell'European Tour


CRANS MONTANA (SVIZZERA) - L’Omega Masters è uno dei tornei classici dell’European Tour. La storia di questo torneo, seppur con diverso nome (all’epoca Swiss Open), risale al 1905. È la tappa svizzera del tour europeo del golf maschile professionistico, in cui si...continua

Invia Invia a un amico | Stampa Stampa notizia |  


 

Il 15 agosto si è rinnovata l'offerta del cero alla Madona Granda

"C'È CHI RINGRAZIA LA MADONNA, MA PER RAGIONI CHE NON TROVEREBBERO IL SUO CONSENSO"

Stoccata del vescovo a Salvini, durante la messa dell'Assunta


TREVISO - La tradizione si rinnova da più di settecento anni. Anche ieri, nel giorno della Festa dell’Assunta, la città di Treviso ha offerto in dono alla Madona  Granda un cero per invocarne la protezione sulla città e sui suoi abitanti.
Secondo l’usanza è stato il sindaco Mario Conte, accompagnato da numerosi assessori, consiglieri comunali e rappresentanti delle istituzioni locali, a consegnare l’offerta votiva a nome della comunità, all’inizio della messa di suffragio celebrata dal vescovo Gianfranco Agostino Gardin nella basilica di Santa Maria Maggiore.
Nella sua omelia, il presule, che a settembre lascerà la guida della diocesi al nuovo vescovo Michele Tomasi, nominato da papa Francesco, ha ricordato le origini della tradizione, nata per rigraziare per una vittoria militare e, in seguito, per la cacciata dei tiranni della città.
Ma monsignor Gardin ha voluto anche inserire un richiamo all’attualità: “Oggi sono altri i problemi o le vicende che ci preoccupano o che ci coinvolgono. E forse eventuali vittorie o realizzazioni della società non suscitano più il bisogno di esprimere gratitudine alla Madonna. Qualcuno, in verità, anche ad alti livelli istituzionali, è solito ringraziare la Madonna, ma, a quanto pare, per ragioni che non sembrerebbero proprio trovare il consenso o la protezione della Vergine, almeno quella vera, quella che il Vangelo, come il brano odierno, ci fa conoscere e riconoscere. Suscitando, tra l’altro, il disappunto o l’indignazione dei veri credenti”. Palese il riferimento al vicepremier e leader leghista Matteo Salvini e alla sua esibizione del rosario in alcuni recenti comizi.
Il vescovo ha anche invitato i fedeli ad ispirarsi alla preghiera di Maria – il cosiddetto Magnificat -, riportato nel vangelo. “Penso, in particolare, al bisogno e al dovere di ringraziare il Padre, guardando alla nostra città e alla nostra Chiesa trevigiana, per la presenza tra noi di tutti coloro che non si lasciano guidare dalla logica perversa dei forti e dei potenti che ignorano e addirittura schiacciano gli umili e i poveri, ma riconoscono e si prendono cura degli ultimi, dei sofferenti, dei piccoli, dei soli, dei rifiutati, dei disperati, di chi vive situazioni diverse di precarietà, solitudine, abbandono, sofferenza. Non mancano, anche nella nostra città, coloro che, con un cuore grande e generoso, in forme visibili o nascoste, a livelli più istituzionali o professionali o nell’intimità della loro casa, o nel volontariato, o comunque ponendosi in quelle realtà che papa Francesco definisce “periferie esistenziali”, si fanno “prossimi” verso i molti feriti dalla vita o sono resi emarginati. Tutto questo non sfugge allo sguardo paterno di Dio".

Galleria fotograficaGalleria fotografica