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Golf
PILLOLE DI GOLF/302: FRATELLO E SORELLA IN GARA NELLO STESSO TORNEO

All'Isps Handa Open in Australia in contemporanea field maschile e femminile


AUSTRALIA - Siamo al terzo torneo stagionale del Ladies PGA Tour: l'Isps Handa Vic Open realizzato in collaborazione con Australian Ladies Professional Golf, in programma sui due percorsi del 13th Beach Golf Links (Beach Course, e Creek Course), in Australia. a Geelong nello Stato del Victoria. In...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/301: SAUDI INTERNATIONAL NEL SEGNO DI G-MAC

Graeme McDowell conquista la tappa in Arabia Saudita dell'European Tour


EDDA - Siamo in Arabia Saudita, al Royal Greens King Abdullah Economic City, vicino a Gedda, polemizzata sede della Supercoppa Juve - Milan del 16 gennaio scorso. Alcuni grandi Campioni hanno rinunciato a giocare, nonostante che oltre ai premi in palio, avrebbero ricevuto rilevanti premi di...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/300: PRIMA VITTORIA DA PRO PER L'EX CALCIATORE LUCA HERBET

L'australiano si impone a sorpresa nel Dubai Desert Classic


DUBAI - Concluso il Championship di Abu Dhabi, l’European Tour è rimasto ancora negli Emirati Arabi Uniti, per la disputa dell’Omega Dubai Desert Classic. Si gioca sul percorso dell’Emirates GC, a Dubai, con sei italiani in campo: Edoardo Molinari, Andrea Pavan, Renato...continua

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La mostra a Palazzo Sarcinelli

DIALOGHI DIVERGENTI

Tre artisti a confronto tra fotografia, pittura e parola


CONEGLIANO - L’esposizione "Dialoghi divergenti", presso la Galleria Novecento di Palazzo Sarcinelli, nasce dall’impegno culturale dell’associazione Visual Art rivolto a promuovere la libera espressione artistica. Il percorso presenta possibili dialoghi tra fotografie, opere pittoriche e testi letterari che stimolano nuove interpretazioni e contemporaneamente esaltano le singole personalità artistiche. La forza comunicativa delle foto di Michele Basanese e di Raffaella Giardini, la gestualità pittorica di Valerio Pazzaia entrano in relazione tra loro grazie ai parallelismi letterari puntualmente ricercati e selezionati da Raffaella Lorenzon.
La ricca produzione fotografica di Michele Basanese vede il susseguirsi di diversi temi nello sviluppo di un arco cronologico ampio che dagli anni Settanta giunge fino ai nostri giorni. I soggetti spaziano dal mondo contadino di un “tempo perduto” alla realtà urbana, indagata nelle sue stratificazioni, alle specificità culturali dei luoghi come Burano, Londra, Torino. La visione complessiva del suo lavoro spinge a una riflessione sulle coordinate di spazio e di tempo nella dinamica delle loro relazioni. Partendo dalla specifica proprietà della fotografia di fermare in uno scatto l'istante di vita, Basanese si sofferma sulle possibilità di cogliere nella sintesi dell'immagine anche il cambiamento e la dinamica culturale. In questo senso, nelle sue foto il principio estetico che regola la percezione dei colori e delle forme lascia emergere una particolare interpretazione dello spazio, come luogo di vita dell'uomo, e del tempo, come processo storico e culturale. L'occhio del fotografo quindi dall'immediata e particolare bellezza dell'immagine si addentra in un'indagine più profonda quasi “antropologica” del luogo.
Paesaggi e scorci della Marca trevigiana, appaiono nelle foto di Raffaella Giardini come visioni di altri tempi. Treviso, il lungo Sile, Valdobbiadene sono luoghi familiari carichi di ricordi di un'infanzia lontana. Emerge un particolare sentimento, commisto di serenità, nostalgia, malinconia, che trasfigura i paesaggi e le vedute restituendoci una visione sbiadita, trasognata, consumata. Per Raffaella Giardini la fotografia diviene medium immediato, interattivo e “manipolabile” in grado di esprimere la particolare visione introspettiva e il profondo legame con quei luoghi. Nella produzione recente, emerge una nuova sperimentazione digitale che si basa sullo sviluppo delle infinite tonalità del monocromo o del bianco e nero, in cui i segni scuri e le zone d’ombra creano un singolare effetto “grafico-pittorico”. Nella serie dei Ritratti, la delicatissima elaborazione del chiaroscuro riesce a focalizzare tutta l’intensità espressiva dei volti, che conservano la freschezza e la spontaneità della presa diretta del reale.
Valerio Pazzaia nell’arco di circa quarant’anni ha saputo elaborare un personale modus operandi, in cui il pensiero creativo si combina con la continua sperimentazione tecnico-formale. La forza costruttiva dell’immagine, l’immediatezza del segno, la libertà del colore restano gli elementi caratterizzanti della sua produzione, dalle incisioni, ai ritratti, ai vigneti, alle figure e alle ballerine. Tale ricerca trova le sue radici nella matrice espressionista di diversi movimenti e correnti dell’arte contemporanea, dalle avanguardie storiche al graffitismo americano degli anni Ottanta. Per Valerio Pazzaia, l’espressione formale nasce da un pensiero introspettivo che lui stesso definisce “divergente”, volto a penetrare il profondo del proprio essere e a cogliere le multiple rivelazioni provenienti dall’infinita sfera del sentire. L’aspetto concettuale del suo pensiero trova spiegazione nel termine “psiconauta” tanto caro all’artista, riferito alla volontà di penetrare gli stati profondi della coscienza attraverso il fare creativo per esplorare l’esperienza e l’esistenza umane.