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Golf
PILLOLE DI GOLF/325: NUOVI TALENTI AZZURRI IN LUCE AL CAMPIONATO NAZIONALE OPEN

Brindano il pro Giulio Castagnara e la dilettante Caterina Don


SUTRI (VT) - Nell’ambito del Progetto Ryder Cup, l’Italian Pro Tour mette in azione i protagonisti del golf, in un circuito di gare che coinvolge tutta la nazione da nord a sud.La più longeva gara italiana, a cui negli ultimi due giorni si attacca la relativa sezione femminile,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/324: RENATO PARATORE TRIONFA AL BRITISH MASTERS

Successo azzurro al primo dei tornei britannici dell'Eurotour


NEWCASTLE-UPON- TYNE (GB) - L’European Tour riprende il suo circuito con il Betfred British Masters, primo della serie dei sei tornei denominati “UK Swing”, programmati in Inghilterra e in Galles. I sei tornei, tutti a porte chiuse, terranno impegnati i migliori golfisti europei,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/323: IL FRANCESE STALTER VINCE L'EURAM BANK OPEN

Ancora in Austria il secondo torneo di Eurotour e Challenge


RAMSAU (AUSTRIA) - Ecco il secondo dei tornei organizzati in sintonia da European Tour e Challenge Tour, che hanno ripreso l’attività dopo quattro mesi di sospensione per l’emergenza coronavirus. L’Euram Bank segue dopo una settimana l’Austrian Open, oggetto...continua

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Scoperta 70 anni fa la zona archeologica

A LAGOLE AFFIORANO NUOVI REPERTI

I reperti trovati sono stati portati al Museo archeologico di Pieve di Cadore


CALALZO DI CADORE  - Si è conclusa oggi la campagna archeologica di Lagole (Calalzo di Cadore, Belluno) avviata lo scorso 26 agosto dalla Magnifica Comunità di Cadore e dal Comune di Calalzo, con la direzione scientifica della Soprintendenza Archeologica del Veneto e il sostegno finanziario della Fondazione Cariverona nell’ambito del progetto “Itinerari in rete: per lo sviluppo di un turismo culturale in Cadore”: le moderne tecniche di scavo stratigrafiche hanno permesso di compiere importanti passi avanti rispetto alla precedente campagna degli anni Cinquanta, portando alla luce, esattamente settant’anni dopo la scoperta del sito, tracce di strutture e legno e terra che consentono di ipotizzare che l’area non avesse la sola funzione di luogo di culto.
I primi scavi risalgono al 1949 – 1950 e  hanno permesso di ritrovare centinaia di ex voto, per lo più bronzetti, lamine con cavalli sbalzati, mestolini con il manico inciso, soldati stilizzati. Gli oggetti risalgono al periodo preromano (civiltà paleoveneta) e romano e sono conservati tutti al Museo Archeologico di Pieve di Cadore, che peraltro ha visto un’impennata di visitatori, specialmente nel periodo estivo.
 
Negli anni Cinquanta vennero raccolti solo i reperti, senza indagare se vi fossero tracce di strutture; oggi invece si scava stratigraficamente e questa tecnica ha permesso agli archeologi di scoprire, oltre ad altri numerosi oggetti (circa una settantina) l’esistenza di resti di strutture in legno e terra. Lo campagna di quest’estate è stata molto difficile a causa della conformazione dello scavo, circa 8 metri per 5, tuttavia è stata molto importante perché apre la via a letture nuove e interessanti: l’analisi dei ritrovamenti sarà fondamentale nel confermare la funzione dell’area e l’ipotesi che accanto all’area adibita al culti vi fosse un’area produttiva di oggetti di culto. Lo studio a cui ora saranno sottoposti i reperti potrà chiarire anche quali furono le fasi di frequentazione del sito.
 
I circa 70 oggetti rinvenuti a Lagole sono ora stati trasportati al Museo archeologico di Pieve di Cadore, dove, una volta analizzati, studiati e catalogati andranno ad arricchire il patrimonio esposto e il racconto di come venisse vissuta la zona in epoca preromana e romana.
 
 
Per informazioni: Magnifica Comunità di Cadore, tel. 0435 32262, email: info@magnificacomunitadocadore.it