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Golf
PILLOLE DI GOLF/308- CAMPI/23: GOLF CLUB COLLI BERICI

Bel gioco e non solo nella pedemontana vicentina


BRENDOLA - La terra berica è territorio che ha del mistero, un Veneto che affascina: incantano le sue rocce, le sue grotte carsiche, i suoi mulini ad acqua, le numerose antiche fontane al servizio dei lavatoi. Tutto da scoprire è il fascino di villa Giulia, i cui dintorni, chiamati...continua

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PILLOLE DI GOLF/307: IL CORONAVIRUS FERMA ANCHE IL PLAYERS CHAMPIONSHIP

Il prestigioso torneo annullato dopo il primo giro


FLORIDA (USA) - Facciamo un commento all’evento, pur sapendo che la competizione non arriverà all’ultimo giro. Vince infatti il Coronavirus, alla conclusione della prima giornata.Il Players Championship è il torneo di maggiore importanza del PGA Tour. Si gioca al...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/306: AL QATAR MASTERS, SUCCESSO DI JORGE CAMPILLO

L'iberico vince il testa a testa con lo scozzese Drysdale


QATAR - Sarebbe stato mio desiderio seguire le imprese di Francesco Molinari, intento a difendere il titolo nella 54ª edizione dell’Arnold Palmer Invitational, la prestigiosa gara dedicata al grande architetto campione di golf. All’azzurro è però capitato un...continua

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Scoperta 70 anni fa la zona archeologica

A LAGOLE AFFIORANO NUOVI REPERTI

I reperti trovati sono stati portati al Museo archeologico di Pieve di Cadore


CALALZO DI CADORE  - Si è conclusa oggi la campagna archeologica di Lagole (Calalzo di Cadore, Belluno) avviata lo scorso 26 agosto dalla Magnifica Comunità di Cadore e dal Comune di Calalzo, con la direzione scientifica della Soprintendenza Archeologica del Veneto e il sostegno finanziario della Fondazione Cariverona nell’ambito del progetto “Itinerari in rete: per lo sviluppo di un turismo culturale in Cadore”: le moderne tecniche di scavo stratigrafiche hanno permesso di compiere importanti passi avanti rispetto alla precedente campagna degli anni Cinquanta, portando alla luce, esattamente settant’anni dopo la scoperta del sito, tracce di strutture e legno e terra che consentono di ipotizzare che l’area non avesse la sola funzione di luogo di culto.
I primi scavi risalgono al 1949 – 1950 e  hanno permesso di ritrovare centinaia di ex voto, per lo più bronzetti, lamine con cavalli sbalzati, mestolini con il manico inciso, soldati stilizzati. Gli oggetti risalgono al periodo preromano (civiltà paleoveneta) e romano e sono conservati tutti al Museo Archeologico di Pieve di Cadore, che peraltro ha visto un’impennata di visitatori, specialmente nel periodo estivo.
 
Negli anni Cinquanta vennero raccolti solo i reperti, senza indagare se vi fossero tracce di strutture; oggi invece si scava stratigraficamente e questa tecnica ha permesso agli archeologi di scoprire, oltre ad altri numerosi oggetti (circa una settantina) l’esistenza di resti di strutture in legno e terra. Lo campagna di quest’estate è stata molto difficile a causa della conformazione dello scavo, circa 8 metri per 5, tuttavia è stata molto importante perché apre la via a letture nuove e interessanti: l’analisi dei ritrovamenti sarà fondamentale nel confermare la funzione dell’area e l’ipotesi che accanto all’area adibita al culti vi fosse un’area produttiva di oggetti di culto. Lo studio a cui ora saranno sottoposti i reperti potrà chiarire anche quali furono le fasi di frequentazione del sito.
 
I circa 70 oggetti rinvenuti a Lagole sono ora stati trasportati al Museo archeologico di Pieve di Cadore, dove, una volta analizzati, studiati e catalogati andranno ad arricchire il patrimonio esposto e il racconto di come venisse vissuta la zona in epoca preromana e romana.
 
 
Per informazioni: Magnifica Comunità di Cadore, tel. 0435 32262, email: info@magnificacomunitadocadore.it