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Golf
PILLOLE DI GOLF/332: MATTEO MANASSERO TORNA ALLA VITTORIA DOPO SETTE ANNI

Il veronese si impone al Toscana Alps Open


GAVORRANO (GR) - Centoventisei concorrenti, di cui 51 italiani, erano questa settimana al Pelagone di Gavorrano (Grosseto), a disputare la 14ª edizione del Toscana Alps Open, la terza tappa stagionale dell’Italian Pro Tour. A rendere spettacolari le diciotto buche par 71 del percorso di...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/331: A VILLA CONDULMER L'OPEN D'ITALIA DEGLI HICKORY PLAYERS

Il nostro inviato al torneo con i bastoni come un secolo fa


MOGLIANO VENETO - Nel Campo da Golf di Villa Condulmer si è giocato, dal 10 al 12 settembre, il secondo Open Italia degli hickory players. Si è scelto di far concludere il secondo Open Internazionale nella giornata del 12, coincidente con il 12 settembre 1925, giorno conclusivo del...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/330: LO SPAGNOLO DE MORAL TRIONFA NEL TORNEO PIŁ ALTO D'ITALIA

Al Gc Cervino la seconda tappa dell'Italian Tour


BREUIL - Sul percorso del Golf Club Cervino, il campo più alto d’Italia a 2.050 metri di quota, si gioca il Cervino Alps Open, secondo appuntamento stagionale dell’Italian Pro Tour, circuito di gare organizzato dalla Federazione Italiana Golf. La serie di tornei è...continua

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Il complesso a San Zeno venduto all'ex campione romano

ADRIANO PANATTA SI COMPRA L'EX TENNIS CLUB ZAMBON

Zambon: "Spero che il Centro continui a portare il mio nome"


TREVISO - L'ex Tennis Club Bepi Zambon a San Zeno è stato acquistato da Adriano Panatta. Ed uno dei più soddisfatti dell’operazione è naturalmente proprio lui, il mitico Bepi che, a quasi 76 anni, resta più che mai un personaggio sulla cresta dell’onda, visto che oggi ha in mano la gestione dello Sport Lab a Crocetta e chissà quanti altri progetti in mente. La sua gioia consiste nel vedere risorgere la creatura che fece orgogliosamente nascere nel lontano 1982, e questo grazie ad un suo caro amico, proprio quel Panatta protagonista con Borg di una sfida memorabile, da Zambon organizzata assieme a Leo Bassi, al Palaverde il 30 novembre 1984 davanti a 6414 spettatori, record di presenze ancora imbattuto. “La notizia era nell’aria da un po’-spiega Zambon-avevo parlato con Adriano un paio d’anni fa, diceva di essere interessato ma i tempi erano ancora prematuri. Chiaro, alla quinta asta il prezzo si era abbassato parecchio e lui, che era venuto qualche mese fa a fare un sopralluogo, l‘ha acquistato. Credo che la presenza di un nome come quello di Panatta, personaggio che ormai a Treviso è di casa, sia un vantaggio per tutti, anche per il Comune. Con lui fra l’altroin passato ho organizzato tante cose, insomma sono davvero soddisfatto.”
-Ha idea di cosa diventerà il suo ex Tennis Club?
“Io ci misi l’anima per realizzare quel centro sportivo nella zona più depressa di Treviso, valorizzandola: sono certo che Panatta saprà gestirlo al meglio, lui è un simbolo del tennis. Immagino che porterà diversi cambiamenti rispetto al passato, il progetto sarà rivisto, oltretutto c’è uno spazio libero ancora da sfruttare. Ora vorrei incontrarlo, magari organizzando un evento per i 35 anni di quel famoso match al Palaverde.”
-Più che naturale che Panatta possa chiederle qualche consiglio.
“Naturale, dal momento che conosco tutto di quell’ambiente: all’inizio dovetti far venire dei camion carichi di terra perché il terreno era in pendenza… A sud di Treviso in quegli anni non c‘era niente, a parte il campo di rugby a San Lazzaro poi spostato a Monigo, ora con Panatta avrà senz‘altro un grande rilancio, e non parlo solo del tennis ma anche di altri sport.”
-Lei spera di tornare ad avere un ruolo nel suo ex Club?
“Io ho lo Sport Lab a Crocetta e seguo un progetto ad Ascoli ma ci spero, perché no? Ad un certo punto fui costretto ad andare in esilio però Treviso non posso certo dimenticarla: ricordo quando tutti mi sconsigliavano di buttarmi in quell‘avventura, invece piano piano il Centro ha visto aumentare la sua importanza. La mia speranza ora è anche che continui a portare il mio nome.”