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Golf
PILLOLE DI GOLF/344: A DUBAI LA CORSA AL TITOLO DI RE DEL CIRCUITO 2020

Doppio trionfo inglese: a Fitzpatrick il torneo, a Westwood la "Race"


DUBAI - Sono tanti i milioni in palio al DP World Tour Championship di Dubai, che ha l'onere di laureare il miglior giocatore della stagione. Si sta infatti concludendo al Jumeirah Golf Estates di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, la difficile stagione 2020 dell’European Tour, in sintonia con...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/343: IL DUBAI CHAMPIONSHIP AL PARIGINO ANTOIONE ROZIER

Eccellente secondo posto per Francesco Laporta


DUBAI - Questa settimana l’European Tour era impegnato in due appuntamenti: uno in Sudafrica, il South African Open, terzo evento che si celebra lì quest’anno, l’altro Il Dubai Championship, negli Emirati Arabi. Noi seguiamo questo di Dubai, penultimo appuntamento della...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/342: BEZUIDENHOUT RIMONTE NEL FINALE E VINCE IL DUNHILL CHAMPIONSHIP

Niente da fare per gli italiani Gagli e Pavan


SUN CITY (SUDAFRCIA) - È ancora in Sudafrica l’European Tour, per il secondo dei tre tornei consecutivi, dove si disputa l’Alfred Dunhill Championship. La scorsa settimana è stato anticipato dallo Joburg Open a cui partecipavano gli azzurri Scalise e Pavan, la vittoria...continua

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Sbalzi termici repentini e malattie tra le cause

OLIVE, NELLA MARCA PRODUZIONE GIÙ DEL 95%

I coltivatori: "Bilancio più disastroso degli ultimi anni"


TREVISO - Crollo della produzione fino al 95 per cento. Per il territorio trevigiano la stagione delle olive 2019 si chiuderà con il bilancio più disastroso degli ultimi anni. Oltre al fenomeno del disseccamento e della cascola, che da alcuni anni colpisce una vasta area del Nordest, quest’anno le piante hanno subito un meteo avverso proprio nel pieno della fioritura. Dopo un 2018 eccellente, coronato da un’abbondante produzione (220mila quintali di olive in Veneto), quest’anno tanti olivicoltori non metteranno neppure le reti a terra per la raccolta, perché il prodotto è davvero pochissimo.
“Il mese di maggio molto piovoso e freddo ha interferito pesantemente nella fioritura, in quanto il fiore dell’olivo è molto delicato e ha bisogno di un buon clima per svilupparsi – spiega Giacomo Zaninotto, della sezione olivicoltori di Confagricoltura, titolare dell’azienda Gli Allori a Collalbrigo di Conegliano. “Da giugno è seguito un rialzo termico importante, che ha ulteriormente aggravato la situazione. Infine c’è stato un aumento delle fitopatie. Un’avversità che va ad aggiungersi al fenomeno della cascola, che esiste nel nostro territorio da cinque anni causando perdite di prodotto molto importanti. Soltanto l’anno scorso avevamo portato a casa una buona stagione, con record di produzione circoscritto però nell’area dell’Asolano e di Maser. Da Cappella Maggiore in direzione Est era stata una disfatta”.
Zaninotto è nel cda del Frantoio cooperativo Tapa Olearia, che assomma 550 soci tra le sedi di Cavaso del Tomba e Vittorio Veneto, con un conferimento medio complessivo di oltre 8.000 quintali di olive. Quest’anno, però, olio della Marca ne verrà prodotto pochissimo. “Ci siamo impegnati tutti con passione alla rinascita dell’olivicoltura nella pedemontana trevigiana e alla riscoperta delle varietà autoctone – spiega Zaninotto -, recuperando terreni abbandonati e favorendo la salvaguardia dell’ambiente. Negli ultimi anni la cascola delle olive ha tuttavia vanificato i nostri sforzi e molti olivicoltori, che in gran parte sono hobbisti, sono sfiduciati. Il rischio è questa coltivazione, che rappresenta una valida alternativa alla vite, venga abbandonata”.
Per individuare le cause del disseccamento degli olivi la Regione Veneto quest’anno ha avviato una collaborazione con il Dipartimento territorio e sistemi agroforestali dell’università di Padova, che consiste in un monitoraggio fitosanitario delle piante per mettere a punto interventi di salvataggio. “Auspichiamo che le ricerche portino a qualche risultato in tempi rapidi – dice Zaninotto, “ e che gli sforzi si moltiplichino. L’ideale, per velocizzare i tempi, sarebbe creare un pool di ricerca composto da associazioni, tecnici e altri addetti ai lavori”.
In Veneto ci sono 3.560 ettari a olivo, con crescita annua del +0,7 per cento. A Verona si concentra circa il 70 per cento delle superfici regionali, seguita da Vicenza (562 ettari, +0,4%), Treviso (550 ettari, +18,3%) e Padova (430 ettari, +3,6%). (dati Veneto agricoltura 2018).