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Golf
PILLOLE DI GOLF/315: I CIRCOLI FINALMENTE RIAPRONO

Massima attenzione, ma non c'è ambiente più salutare dei campi


MARTELLAGO - Era tempo, sono tanti i golfisti che attendevano questo momento, desiderosi di ritrovare il benessere fisico, hanno ora il morale risollevato. Questa disciplina è pronta a ripartire, meglio di tante altre, la sua pratica è essa stessa anti Covid. Non prevede...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/314 - CAMPI/26: IL GOLF CLUB AL LIDO

Agli Alberoni, il primo campo del Veneto ispirato da Henry Ford


VENEZIA - Golf al Lido, Alberoni. Parliamo del Campo di Golf che nasce nel 1928, il primo nel Veneto. Il posto dove sorge è fascinoso: una lingua di terra tra mare e laguna, un po' complicato da raggiungere. Ma qui non è applicabile il detto “per aspera ad astra”,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/313- CAMPI/25: IL GOLF CLUB DONNAFUGATA

In Sicilia, un gioiello in cerca di rilancio


RAGUSA - Un gioiello italiano del Golf in ginocchio, un’eccellenza italiana che sta scomparendo. Civico 194 di Contrada Piombo, nel Ragusano. Immerso nella macchia mediterranea, laborioso arrivarci, un angolo di Sicilia affascinante. Le terre di Tomasi di Lampedusa, il Gattopardo, Intriso di...continua

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Raimondo Amadio vince la sua battaglia

MACCHÈ PROTESI, LUI CORRE A NEW YORK

Dopo l'incidente i medici non gli avevano dato speranze di ripresa


TREVISO - Dopo un grave incidente si ruppe la testa del femore e la soluzione dei medici era la protesi alla gamba, ma lui sapeva che un'altra strada era possibile e non si arrese a rimanere zoppo per il resto della sua vita. Oggi Raimondo Amadio, presidente della scuderia Villorba Corse, ha vinto la sua sfida correndo alla Maratona di New York, con un tempo di 5 ore e 43 minuti.
I medici non avevano visto speranze di recupero per lui e pensavano già all'operazione e alla protesi, ma Amadio si è affidato al personal trainer Paolo Calandra, personaggio noto nel mondo sportivo trevigiano. Un programma giornaliero, per nuovi obiettivi quotidiani, nel quale hanno lavorato insieme in piscina e in palestra. Poi da metà giugno anche in strada.
Mollate le stampelle, Amadio ha cominciato a correre, e giorno per giorno a migliorare il suo stato di salute. Prima di allora non aveva neanche mai amato passeggiare, ma ha trovato la motivazione di fare anche una cosa che non gli piaceva, con un solo grande obiettivo: la maratona di New York. Nessuno a parte Paolo Calandra ha appoggiato la sua scelta, ma Amadio ha continuato, ed ha corso per tutti i 42 km monitorato dal suo coach e incoraggiato dal pubblico, che in quei momenti vuol dire tanto. E così Mister Le Mans ha conquistato New York dimostrando che la forza di volontà e la determinazione sono una strategia più che vincente.