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Golf
PILLOLE DI GOLF/315: I CIRCOLI FINALMENTE RIAPRONO

Massima attenzione, ma non c'è ambiente più salutare dei campi


MARTELLAGO - Era tempo, sono tanti i golfisti che attendevano questo momento, desiderosi di ritrovare il benessere fisico, hanno ora il morale risollevato. Questa disciplina è pronta a ripartire, meglio di tante altre, la sua pratica è essa stessa anti Covid. Non prevede...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/314 - CAMPI/26: IL GOLF CLUB AL LIDO

Agli Alberoni, il primo campo del Veneto ispirato da Henry Ford


VENEZIA - Golf al Lido, Alberoni. Parliamo del Campo di Golf che nasce nel 1928, il primo nel Veneto. Il posto dove sorge è fascinoso: una lingua di terra tra mare e laguna, un po' complicato da raggiungere. Ma qui non è applicabile il detto “per aspera ad astra”,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/313- CAMPI/25: IL GOLF CLUB DONNAFUGATA

In Sicilia, un gioiello in cerca di rilancio


RAGUSA - Un gioiello italiano del Golf in ginocchio, un’eccellenza italiana che sta scomparendo. Civico 194 di Contrada Piombo, nel Ragusano. Immerso nella macchia mediterranea, laborioso arrivarci, un angolo di Sicilia affascinante. Le terre di Tomasi di Lampedusa, il Gattopardo, Intriso di...continua

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Per il tribunale non è reato

COLLEZIONISTA DI CIMELI FASCISTI ASSOLTO

Il fascio littorio e l'aquila in giardino per il giudice non è apologia


UDINE - Un altro caso di esposizione di simboli fascisti: questa volta siamo a Gemona, in Friuli Venezia Giulia, a casa di Paolo Garlant.
Ma "non è reato avere delle rappresentazioni del fascio littorio in giardino o alle pareti di casa. Non è nemmeno reato esporre una targa con una frase di Benito Mussolini. Ed esporre simboli o cimeli del ventennio fascista non significa necessariamente supportare in maniera diretta il Partito Nazionale Fascista". La Legge Scelba del 1952 sul reato di apologia del fascismo in questo caso si disinnesca. Questa la decisione dl Tribunale di Udine, che assolve l'imputato Paolo Garlant, proprietario dell'abitazione e collezionista di cimeli storici.
Nel 2017 la denuncia era arrivata direttamente dai Carabinieri di Gemona che avevano notato i simboli fascisti nel giardino e sulla facciata della casa di Garlant. Ieri l'udienza, che scagiona l'uomo anche perché quegli oggetti sono tutelati dalla Soprintendenza in quanto beni storici.
Inoltre "l'apologia del fascismo presuppone la messa in pratica di azioni rivolte alla ricostituzione del Partito Fascista", e non l'esposizione di cimeli che lo ricordano. Il fatto per il Tribunale di Udine non costituisce reato, e per questo Garlant è stato assolto.