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Golf
PILLOLE DI GOLF/340: L'AUGUSTA MASTERS INCORONA DUSTIN JOHNSON

Insolita collocazione autunnale per l'ultimo major


AUGUSTA - Un Masters Tournament insolito, giocato a metà novembre anziché ad aprile, non primo, ultimo major. L’autunno propone tutt’altra scenografia rispetto al clima primaverile quando l’Augusta in Georgia ama fare sfoggio di un mare di fiori: distese di...continua

Attualità
PILLOLE DI GOLF/339: FRANCESCO MOLINARI, AL RIETRO, È 15° A HOUSTON

Carlos Ortiz regala al Messico un successo dopo 40 anni


HOUSTON (USA) - Francesco Molinari è tornato in campo per partecipare al Vivint Houston Open, torneo del PGA Tour in programma sul par 70 del Memorial Park Golf Course di Houston in Texas. Qualcuno lo definisce “la gara dei grandi ritorni”. Tra i più attesi, oltre a...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/338: ALL'ASOLO GOLF IL TROFEO CA' DEL POGGIO

Evento tra sport, musica e convilità, con star Mal dei Primitives


SAN PIETRO DI FELETTO - Una partita di Golf coronata da una gustosissima serata. Centoquattro hanno partecipato alla gara: musicisti, cantanti o semplicemente amanti della musica, al seguito di Paul Bradley Couling, in arte Mal dei Primitives. Era la tappa finale del Challenge AICMG,...continua

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Forema, in collaborazione con UNIS&F, ha organizzato un incontro sulla robotica collaborative nelle imprese manifatturiere venete

PRESENTATI A TREVISO I ROBOT DEL FUTURO CHE COLLABORANO CON L’UOMO


TREVISO - Non sostituiscono completamente l’uomo, “rubandogli” il lavoro, ma lo affiancano, sgravandolo da alcune mansioni e imparando sul campo. Sono i robot di ultima generazione. O meglio i Cobot, nome che sta per “robot collaborativi”. E sono stati al centro di un incontro, ieri a Treviso, organizzato da Forema, in collaborazione con UNIS&F: negli spazi del UNIS&F Lab di via Venzone, sono stati presentati i risultati di un progetto di ricerca, promosso dall’università di Padova, per valutare l’impatto di queste nuove tecnologie nei contesti produttivi.
Oggi, i Cobot costituiscono solo il 3% di tutti i robot industriali venduti, ma rappresentano una delle strade innovative su cui si sta muovendo il settore. “Il cobot è certificato per lavorare accanto all’uomo senza protezioni e barriere, perciò, a differenza di un robot trazionale, che è pericoloso, può condividere le operazioni e lo spazio con l’operatore umano”, spiega Giulio Rosati, professore ordinario di Meccanica applicata alle macchine e Robotica industriale, del Dipartimento di Ingegneria industriale dell’ateneo di Padova, uno dei coordinatori del progetto, denominato Colog (Collaborative Logistics).
Nell’ambito del programma due giovani assegnisti di ricerca Riccardo Minto ed Emanuele Zampieri, da un lato studiato, i casi aziendali relativi a Luxottica e Fischer Italia, realtà partner del progetto, e dall’altro hanno elaborato un modello per stimare l’effettiva convenienza economica dell’applicazione di robotica collaborativa nelle linee produttive, rispetto ad altre soluzioni più tradizionali.
“Si tratta di sistemi comunque costosi – afferma il professor Rosati - e che hanno una produttività relativamente bassa, proprio perché, stando vicino all’uomo, non possono esprimere velocità importanti. Bisogna dunque valutare caso per caso se c’è un ritorno economico in tempi rapidi, come per l’automazione tradizionale. Dall’altro lato, offrono delle opportunità: ad esempio, il fatto di non dover automatizzare completamente un certa fase di lavorazione, lasciando all’operatore magari la parte più complessa e perciò più costosa da automatizzare, e demandando invece al robot quella più semplice”. Oltre a essere stato pubblicato su riviste scientifiche internazionali, il progetto ha ottenuto un prestigioso riconoscimento dalla Regione Veneto, che lo ha premiato lo scorso 6 novembre, alla Award Ceremony Best FSE Project, come miglior progetto di Smart Manufacturing tra i 51 progetti finanziati nell’ambito della DGR 11/2018.