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Golf
PILLOLE DI GOLF/331: A VILLA CONDULMER L'OPEN D'ITALIA DEGLI HICKORY PLAYERS

Il nostro inviato al torneo con i bastoni come un secolo fa


MOGLIANO VENETO - Nel Campo da Golf di Villa Condulmer si è giocato, dal 10 al 12 settembre, il secondo Open Italia degli hickory players. Si è scelto di far concludere il secondo Open Internazionale nella giornata del 12, coincidente con il 12 settembre 1925, giorno conclusivo del...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/330: LO SPAGNOLO DE MORAL TRIONFA NEL TORNEO PIÙ ALTO D'ITALIA

Al Gc Cervino la seconda tappa dell'Italian Tour


BREUIL - Sul percorso del Golf Club Cervino, il campo più alto d’Italia a 2.050 metri di quota, si gioca il Cervino Alps Open, secondo appuntamento stagionale dell’Italian Pro Tour, circuito di gare organizzato dalla Federazione Italiana Golf. La serie di tornei è...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/329: BRILLA SEMPRE PIÙ LA GIOVANE STELLA DI RASMUS HOJGAARD

Il 19enne danese trionfa all'Isps Handa Uk Championship


SUTTON COLDFIELD (GBR) - Con l'Isps Handa Uk Championship, eccoci alla conclusione dell’”UK Swing”, con due azzurri in campo: Edoardo Molinari e Lorenzo Scalise, unici due italiani presenti al torneo che conclude il ciclo di sei gare denominate “UK Swing”, e che...continua

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Forema, in collaborazione con UNIS&F, ha organizzato un incontro sulla robotica collaborative nelle imprese manifatturiere venete

PRESENTATI A TREVISO I ROBOT DEL FUTURO CHE COLLABORANO CON L’UOMO


TREVISO - Non sostituiscono completamente l’uomo, “rubandogli” il lavoro, ma lo affiancano, sgravandolo da alcune mansioni e imparando sul campo. Sono i robot di ultima generazione. O meglio i Cobot, nome che sta per “robot collaborativi”. E sono stati al centro di un incontro, ieri a Treviso, organizzato da Forema, in collaborazione con UNIS&F: negli spazi del UNIS&F Lab di via Venzone, sono stati presentati i risultati di un progetto di ricerca, promosso dall’università di Padova, per valutare l’impatto di queste nuove tecnologie nei contesti produttivi.
Oggi, i Cobot costituiscono solo il 3% di tutti i robot industriali venduti, ma rappresentano una delle strade innovative su cui si sta muovendo il settore. “Il cobot è certificato per lavorare accanto all’uomo senza protezioni e barriere, perciò, a differenza di un robot trazionale, che è pericoloso, può condividere le operazioni e lo spazio con l’operatore umano”, spiega Giulio Rosati, professore ordinario di Meccanica applicata alle macchine e Robotica industriale, del Dipartimento di Ingegneria industriale dell’ateneo di Padova, uno dei coordinatori del progetto, denominato Colog (Collaborative Logistics).
Nell’ambito del programma due giovani assegnisti di ricerca Riccardo Minto ed Emanuele Zampieri, da un lato studiato, i casi aziendali relativi a Luxottica e Fischer Italia, realtà partner del progetto, e dall’altro hanno elaborato un modello per stimare l’effettiva convenienza economica dell’applicazione di robotica collaborativa nelle linee produttive, rispetto ad altre soluzioni più tradizionali.
“Si tratta di sistemi comunque costosi – afferma il professor Rosati - e che hanno una produttività relativamente bassa, proprio perché, stando vicino all’uomo, non possono esprimere velocità importanti. Bisogna dunque valutare caso per caso se c’è un ritorno economico in tempi rapidi, come per l’automazione tradizionale. Dall’altro lato, offrono delle opportunità: ad esempio, il fatto di non dover automatizzare completamente un certa fase di lavorazione, lasciando all’operatore magari la parte più complessa e perciò più costosa da automatizzare, e demandando invece al robot quella più semplice”. Oltre a essere stato pubblicato su riviste scientifiche internazionali, il progetto ha ottenuto un prestigioso riconoscimento dalla Regione Veneto, che lo ha premiato lo scorso 6 novembre, alla Award Ceremony Best FSE Project, come miglior progetto di Smart Manufacturing tra i 51 progetti finanziati nell’ambito della DGR 11/2018.