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Golf
PILLOLE DI GOLF/346 - CAMPI/30: IL GOLF CLUB ACAYA

Nel cuore del Salento un percorso ricco di fascino e sorprese


VERNOLE (LE) - Siamo nel Salento, nel Leccese, una bella, generosa terra. Una lunghissima teoria di ulivi fa guida per arrivare all’elegante resort “Double Tree by Hilton Acaya”, inserito nel verde della macchia mediterranea, 100 ettari di pregiata vegetazione spontanea....continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/345 - CAMPI/29: IL GOLF CLUB PARADISO DEL GARDA

Un percorso tra il lago e il monte Baldo, per giocare nell'"empireo"


PESCHIERA - Progettato dal noto architetto americano Jim Fazio, questo prestigioso circuito golfistico è inserito sull’entroterra gardesano, comodamente adagiato sull’anfiteatro morenico del Basso Garda, costituitosi con i depositi glaciali originati dai residui trasportati due...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/344: A DUBAI LA CORSA AL TITOLO DI RE DEL CIRCUITO 2020

Doppio trionfo inglese: a Fitzpatrick il torneo, a Westwood la "Race"


DUBAI - Sono tanti i milioni in palio al DP World Tour Championship di Dubai, che ha l'onere di laureare il miglior giocatore della stagione. Si sta infatti concludendo al Jumeirah Golf Estates di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, la difficile stagione 2020 dell’European Tour, in sintonia con...continua

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Veneto Agricoltura rileva una controtendenza sul dato nazionale

IN UN DECENNIO LE SUPERFICI A VIGNETO CRESCIUTE DI UN TERZO IN VENETO

Il Glera- Prosecco quasi triplicato rispetto al 2009


VENEZIA - Nell’ultimo decennio la superficie del vigneto in Veneto ha avuto un incremento di oltre un terzo, raggiungendo nel 2018 (ultimi dati disponibili) i 94.414 ettari. Si tratta di una crescita decennale costante dovuta per lo più alla spinta delle varietà Glera-Prosecco (la cui superfici sono aumentate del 167%) e Pinot Grigio (+132,6%). Un andamento in controtendenza rispetto al trend nazionale, che nel periodo segna un calo pari all’8,7%. Relativamente alla vendemmia 2019, sicuramente di buona qualità, si stima una produzione di uva di 12,9 milioni di quintali, in flessione (13,2%) rispetto all’abbondantissima raccolta del 2018.
I dati consuntivi dell’ultima vendemmia e dell’export di vino veneto saranno forniti il prossimo 9 gennaio in occasione dell’ormai storico convengo di Veneto Agricoltura, Regione e Avepa di Lonigo (VI), terzo ed ultimo incontro del Trittico vitivinicolo veneto 2019.
Il Report di Veneto Agricoltura indica che nel 2019 la produzione stimata di vino veneto è di 11,3 milioni di ettolitri, con una riduzione di 2,1 milioni di ettolitri. Il prezzo medio alla produzione per le uve di 0,58 euro/kg, con la provincia di Treviso che continua a mantenere la leadership regionale con una quotazione di 0,69 euro/kg.
In linea con le esportazioni italiane del settore, il dato complessivo di crescita dell’export di vino veneto si sta mantenendo costante negli anni, raggiungendo nel 2018 i 2,22 miliardi di euro di incassi e segnando un +4,3% rispetto all’anno precedente. Di contro, i quantitativi sono diminuiti nell’ultimo anno (-5,1%), quindi a tenere su il fatturato sono stati i prezzi di vendita, con quello medio totale che è arrivato a 3,27 euro/l, con un rialzo annuo del +9,8%. Nel 2019 le esportazioni di vino italiano stanno crescendo ancora (+3,8 nei primi tre mesi), e ancor più quello veneto (+4,7%). Sui mercati esteri si stanno comportando bene i vini fermi in bottiglia, che rappresentano da anni l’ariete delle transazioni vinicole venete all’estero, con 1,22 miliardi di euro fatturati nel 2018 e un relativo rialzo annuo del +2,1%, ai quali si associa poi un +4,3% dei prezzi medi di vendita. Punta di diamante dei vini veneti esportati è senza dubbio il Prosecco e i vini spumanti in genere, che presentano aumenti generalizzati delle transazioni.
Infine, uno sguardo ai mercati di sbocco, che per i vini veneti sono principalmente quelli degli Stati Uniti, Regno Unito e Germania. Visto chi guida la graduatoria, è inevitabile non pensare alle possibili conseguenze derivanti dall’applicazione dei dazi americani (anche se per ora il vino italiano non è nella black list USA) e la Brexit. Per limitare eventuali danni, a tutela dei nostri imprenditori vitivinicoli, potrebbe essere utile un’ulteriore diversificazione delle destinazioni commerciali dei vini veneti.