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Golf
PILLOLE DI GOLF/315: I CIRCOLI FINALMENTE RIAPRONO

Massima attenzione, ma non c'è ambiente più salutare dei campi


MARTELLAGO - Era tempo, sono tanti i golfisti che attendevano questo momento, desiderosi di ritrovare il benessere fisico, hanno ora il morale risollevato. Questa disciplina è pronta a ripartire, meglio di tante altre, la sua pratica è essa stessa anti Covid. Non prevede...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/314 - CAMPI/26: IL GOLF CLUB AL LIDO

Agli Alberoni, il primo campo del Veneto ispirato da Henry Ford


VENEZIA - Golf al Lido, Alberoni. Parliamo del Campo di Golf che nasce nel 1928, il primo nel Veneto. Il posto dove sorge è fascinoso: una lingua di terra tra mare e laguna, un po' complicato da raggiungere. Ma qui non è applicabile il detto “per aspera ad astra”,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/313- CAMPI/25: IL GOLF CLUB DONNAFUGATA

In Sicilia, un gioiello in cerca di rilancio


RAGUSA - Un gioiello italiano del Golf in ginocchio, un’eccellenza italiana che sta scomparendo. Civico 194 di Contrada Piombo, nel Ragusano. Immerso nella macchia mediterranea, laborioso arrivarci, un angolo di Sicilia affascinante. Le terre di Tomasi di Lampedusa, il Gattopardo, Intriso di...continua

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Veneto Agricoltura rileva una controtendenza sul dato nazionale

IN UN DECENNIO LE SUPERFICI A VIGNETO CRESCIUTE DI UN TERZO IN VENETO

Il Glera- Prosecco quasi triplicato rispetto al 2009


VENEZIA - Nell’ultimo decennio la superficie del vigneto in Veneto ha avuto un incremento di oltre un terzo, raggiungendo nel 2018 (ultimi dati disponibili) i 94.414 ettari. Si tratta di una crescita decennale costante dovuta per lo più alla spinta delle varietà Glera-Prosecco (la cui superfici sono aumentate del 167%) e Pinot Grigio (+132,6%). Un andamento in controtendenza rispetto al trend nazionale, che nel periodo segna un calo pari all’8,7%. Relativamente alla vendemmia 2019, sicuramente di buona qualità, si stima una produzione di uva di 12,9 milioni di quintali, in flessione (13,2%) rispetto all’abbondantissima raccolta del 2018.
I dati consuntivi dell’ultima vendemmia e dell’export di vino veneto saranno forniti il prossimo 9 gennaio in occasione dell’ormai storico convengo di Veneto Agricoltura, Regione e Avepa di Lonigo (VI), terzo ed ultimo incontro del Trittico vitivinicolo veneto 2019.
Il Report di Veneto Agricoltura indica che nel 2019 la produzione stimata di vino veneto è di 11,3 milioni di ettolitri, con una riduzione di 2,1 milioni di ettolitri. Il prezzo medio alla produzione per le uve di 0,58 euro/kg, con la provincia di Treviso che continua a mantenere la leadership regionale con una quotazione di 0,69 euro/kg.
In linea con le esportazioni italiane del settore, il dato complessivo di crescita dell’export di vino veneto si sta mantenendo costante negli anni, raggiungendo nel 2018 i 2,22 miliardi di euro di incassi e segnando un +4,3% rispetto all’anno precedente. Di contro, i quantitativi sono diminuiti nell’ultimo anno (-5,1%), quindi a tenere su il fatturato sono stati i prezzi di vendita, con quello medio totale che è arrivato a 3,27 euro/l, con un rialzo annuo del +9,8%. Nel 2019 le esportazioni di vino italiano stanno crescendo ancora (+3,8 nei primi tre mesi), e ancor più quello veneto (+4,7%). Sui mercati esteri si stanno comportando bene i vini fermi in bottiglia, che rappresentano da anni l’ariete delle transazioni vinicole venete all’estero, con 1,22 miliardi di euro fatturati nel 2018 e un relativo rialzo annuo del +2,1%, ai quali si associa poi un +4,3% dei prezzi medi di vendita. Punta di diamante dei vini veneti esportati è senza dubbio il Prosecco e i vini spumanti in genere, che presentano aumenti generalizzati delle transazioni.
Infine, uno sguardo ai mercati di sbocco, che per i vini veneti sono principalmente quelli degli Stati Uniti, Regno Unito e Germania. Visto chi guida la graduatoria, è inevitabile non pensare alle possibili conseguenze derivanti dall’applicazione dei dazi americani (anche se per ora il vino italiano non è nella black list USA) e la Brexit. Per limitare eventuali danni, a tutela dei nostri imprenditori vitivinicoli, potrebbe essere utile un’ulteriore diversificazione delle destinazioni commerciali dei vini veneti.