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Golf
PILLOLE DI GOLF/345 - CAMPI/29: IL GOLF CLUB PARADISO DEL GARDA

Un percorso tra il lago e il monte Baldo, per giocare nell'"empireo"


PESCHIERA - Progettato dal noto architetto americano Jim Fazio, questo prestigioso circuito golfistico è inserito sull’entroterra gardesano, comodamente adagiato sull’anfiteatro morenico del Basso Garda, costituitosi con i depositi glaciali originati dai residui trasportati due...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/344: A DUBAI LA CORSA AL TITOLO DI RE DEL CIRCUITO 2020

Doppio trionfo inglese: a Fitzpatrick il torneo, a Westwood la "Race"


DUBAI - Sono tanti i milioni in palio al DP World Tour Championship di Dubai, che ha l'onere di laureare il miglior giocatore della stagione. Si sta infatti concludendo al Jumeirah Golf Estates di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, la difficile stagione 2020 dell’European Tour, in sintonia con...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/343: IL DUBAI CHAMPIONSHIP AL PARIGINO ANTOIONE ROZIER

Eccellente secondo posto per Francesco Laporta


DUBAI - Questa settimana l’European Tour era impegnato in due appuntamenti: uno in Sudafrica, il South African Open, terzo evento che si celebra lì quest’anno, l’altro Il Dubai Championship, negli Emirati Arabi. Noi seguiamo questo di Dubai, penultimo appuntamento della...continua

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Operazione dei carabinieri nella campagna trevigiana

SCHIAVI NEI CAMPI A MENO DI 1 EURO L'ORA, ARRESTATO "CAPORALE"

Un pakistano accusato di sfruttare 18 connazionali, 12 erano completamente in nero.


TREVISO.  Negli ultimi giorni della settimana scorsa i Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Treviso unitamente ai colleghi della Stazione Carabinieri di Cessalto), hanno proceduto all’arresto in flagranza per sfruttamento del lavoro, di reato un cittadino pakistano 27enne, residente a Cessalto, titolare di una ditta per lavori agricoli. L’operazione, , ha preso avvio nei mesi di ottobre e novembre dall’osservazione e pedinamento di numerosi stranieri che “alloggiavano” a Cessalto presso la sede della ditta e di locali presi appositamente in affitto dal titolare aziendale per “ospitare” in condizioni di indigenza i lavoratori. Quest’ultimi oltre a versare in uno stato di estremo bisogno venivano reclutati, impiegati sfruttati nei campi coltivati a vigneti per la relativa potatura nelle provincie di Treviso, Venezia e Pordenone.

I lavoratori stranieri per lo più provenienti dal Pakistan, venivano trasportati nei campi con i furgoni della ditta di cui è titolare l’arrestato (privi di assicurazione e revisione e con conducenti privi di patente di guida tra cui lo stesso arrestato) che, evidentemente, per evitare i controlli delle forze dell’ordine, effettuavano percorsi attraverso strade secondarie per raggiungere i luoghi di destinazione.

Oltre ad essere sottopagati sotto il livello minimo della contrattazione collettiva di categoria, nazionale e provinciale, prevista in 8,20 € all’ora, i lavoratori venivano retribuiti con 5,00 € all’ora, compenso al quale venivano sottratti 4,00 € al giorno per il trasporto sui campi, 50,00 € al mese per i pasti (quasi inesistenti, pane e fagioli) e 100,00 € al mese per il posto letto. Le condizioni abitative erano al di sotto degli standard minimi di pulizia e con i servizi con condizioni igienico-sanitarie assolutamente precarie. Dalle dichiarazioni dei braccianti è emerso che gli stessi, per poter usufruire dei bagni e cucina, la mattina venivano svegliati dall’imprenditore arrestato alle 04.30/05.00 in modo da poter essere pronti per la partenza nei campi un paio d’ore dopo.

Nel corso dell’attività ispettiva sono risultate completamente disattese anche le norme sulla sicurezza sui luoghi di lavoro.

Ad esito dell’attività sono stati controllati 18 lavoratori, di cui 12 sono risultati esser impiegati in nero, tutti sottoposti a condizioni di sfruttamento. Conseguentemente è stato emesso un provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale.

Al termine delle operazioni sono stati posti sotto sequestro due veicoli utilizzati per il trasporto dei lavoratori, applicate sanzioni amministrative previste pari ad oltre 43mila euro, contestazione di ammende per 14mila euro e recuperati contributi mai versati per una somma complessiva di quasi 21mila euro.