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Golf
PILLOLE DI GOLF/321: COSA È SUCCESSO A FRANCESCO MOLINARI?

Il campione azzurro dovrebbe tornare in campo ad agosto


LONDRA - È troppo tempo che non troviamo in campo Francesco Molinari. L’ultima volta è stato a marzo, quand’era andato a difendere il titolo nella 54ª edizione dell’Arnold Palmer Invitational, una delle più prestigiose gare del PGA Tour. Si svolgeva al...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/320 - CAMPI/28: IL GOLF CLUB FRASSANELLE

Buche lunghe nel verde dei Colli Euganei


ROVOLON (PD) - Inserito in una luminosa tenuta, il Golf Frassanelle esprime la raffinatezza del nobiluomo Alberto Papafava che nel 1860 creò questo parco nel comune di Rovolon, su un’altura situata all’estremità settentrionale dei Colli Euganei. L’aristocratico...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/319: SPETTACOLO CON GRANDI CAMPIONI ALL'RBC HERITAGE

Successo per Webb Simpson e il suo swing particolare


HILTON HEAD  (USA) - Spettacolo con grandi campioni, sul percorso dell’Harbour Town Golf Links, a Hilton Head nel South Carolina, per l'Rbc Heritage. Sono al via i primi sei giocatori del mondo, compreso ovviamente Jon Rahm, che la scorsa settimana è uscito al taglio, e ora...continua

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Assindustria Venetocentro: "Stop quota 100 e reddito di cittadinanza, per tagliare cuneo fiscale"

INDUSTRIA: IL 2020 SARA' UN ANNO DI INCERTEZZA"

Fiducia delle imprese ai minini da tre anni


PADOVA/TREVISO - Più che una rotta certa, a vedere l’indice di fiducia degli imprenditori padovani e trevigiani, il 2020 si annuncia una navigazione a vista. L’impressione sull’attuale stato di salute dell’economia italiana è dominato dall’incertezza, pari al 73,6% dei giudizi degli imprenditori, dieci punti in più del terzo trimestre 2017. Le valutazioni negative toccano il 22,4%, si riducono al lumicino quelle positive (4,0%), ai livelli più bassi dall’inizio della serie storica delle rilevazioni congiunte. Quanto alle prospettive dell’economia italiana nella prima parte del nuovo anno, i pessimisti tornano ad essere maggioranza: 48,4%, rispetto al 45,0% di giudizi incerti e al 6,6% di ottimisti (erano il 25,0% due anni fa). Insomma, per gli imprenditori di Padova e di Treviso il 2020 non sarà «un anno bellissimo», ma verosimilmente incerto e accidentato, tra le nubi all’orizzonte dell’economia mondiale, la guerra dei dazi - e ora l’onda d’urto da Teheran - la crisi dell’auto e la «quasi» recessione tedesca, che alimentano interrogativi sulla capacità di tenuta dell’industria.
Sono in peggiormante le attese relative a tutti i principali idicatori economici: produzione, domanda interna e esterna, occupazione, in raffreddamento anche gli investimenti. Lo dicono i risultati dell’Indagine sulle aspettative economiche e di crescita condotta da Assindustria Venetocentro, in collaborazione con Fondazione Nord Est, tra ottobre e novembre 2019 su un campione di 576 aziende delle due province.
“Servirebbero più fiducia e più stabilità, e una politica che non punti a vincere nelle urne ma a dare risposte e soluzioni per un Paese migliore - dichiara Maria Cristina Piovesana, presidente di Assindustria Venetocentro, che boccia la manovra finanziaria come un’occasione persona e chiede al governo un “cambio di passo nella politica economica, superando divisioni e scelte di bandiera inutili”. “Siamo tornati a crescita zero, ma la politica parla d’altro. Sull’industria ultima chiamata”, rincara il presidente vicario Massimo Finco.
Dai vertici dell’associazione degli industriali trevigian-patavini, dunque, si rinnova l’appello all’esecutivo e alla maggioranza a cancellare quelle che vengono definite misure costose, inique contro i giovani o assistenziali come Quota 100 e Reddito di cittadinanza e utilizzare tutte le risorse rese disponibili, comprese quelle del bonus 80 euro, per l’abbattimento drastico e strutturale del cuneo fiscale a favore dei lavoratori e delle imprese.