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Golf
PILLOLE DI GOLF/346 - CAMPI/30: IL GOLF CLUB ACAYA

Nel cuore del Salento un percorso ricco di fascino e sorprese


VERNOLE (LE) - Siamo nel Salento, nel Leccese, una bella, generosa terra. Una lunghissima teoria di ulivi fa guida per arrivare all’elegante resort “Double Tree by Hilton Acaya”, inserito nel verde della macchia mediterranea, 100 ettari di pregiata vegetazione spontanea....continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/345 - CAMPI/29: IL GOLF CLUB PARADISO DEL GARDA

Un percorso tra il lago e il monte Baldo, per giocare nell'"empireo"


PESCHIERA - Progettato dal noto architetto americano Jim Fazio, questo prestigioso circuito golfistico è inserito sull’entroterra gardesano, comodamente adagiato sull’anfiteatro morenico del Basso Garda, costituitosi con i depositi glaciali originati dai residui trasportati due...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/344: A DUBAI LA CORSA AL TITOLO DI RE DEL CIRCUITO 2020

Doppio trionfo inglese: a Fitzpatrick il torneo, a Westwood la "Race"


DUBAI - Sono tanti i milioni in palio al DP World Tour Championship di Dubai, che ha l'onere di laureare il miglior giocatore della stagione. Si sta infatti concludendo al Jumeirah Golf Estates di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, la difficile stagione 2020 dell’European Tour, in sintonia con...continua

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Assindustria Venetocentro: "Stop quota 100 e reddito di cittadinanza, per tagliare cuneo fiscale"

INDUSTRIA: IL 2020 SARA' UN ANNO DI INCERTEZZA"

Fiducia delle imprese ai minini da tre anni


PADOVA/TREVISO - Più che una rotta certa, a vedere l’indice di fiducia degli imprenditori padovani e trevigiani, il 2020 si annuncia una navigazione a vista. L’impressione sull’attuale stato di salute dell’economia italiana è dominato dall’incertezza, pari al 73,6% dei giudizi degli imprenditori, dieci punti in più del terzo trimestre 2017. Le valutazioni negative toccano il 22,4%, si riducono al lumicino quelle positive (4,0%), ai livelli più bassi dall’inizio della serie storica delle rilevazioni congiunte. Quanto alle prospettive dell’economia italiana nella prima parte del nuovo anno, i pessimisti tornano ad essere maggioranza: 48,4%, rispetto al 45,0% di giudizi incerti e al 6,6% di ottimisti (erano il 25,0% due anni fa). Insomma, per gli imprenditori di Padova e di Treviso il 2020 non sarà «un anno bellissimo», ma verosimilmente incerto e accidentato, tra le nubi all’orizzonte dell’economia mondiale, la guerra dei dazi - e ora l’onda d’urto da Teheran - la crisi dell’auto e la «quasi» recessione tedesca, che alimentano interrogativi sulla capacità di tenuta dell’industria.
Sono in peggiormante le attese relative a tutti i principali idicatori economici: produzione, domanda interna e esterna, occupazione, in raffreddamento anche gli investimenti. Lo dicono i risultati dell’Indagine sulle aspettative economiche e di crescita condotta da Assindustria Venetocentro, in collaborazione con Fondazione Nord Est, tra ottobre e novembre 2019 su un campione di 576 aziende delle due province.
“Servirebbero più fiducia e più stabilità, e una politica che non punti a vincere nelle urne ma a dare risposte e soluzioni per un Paese migliore - dichiara Maria Cristina Piovesana, presidente di Assindustria Venetocentro, che boccia la manovra finanziaria come un’occasione persona e chiede al governo un “cambio di passo nella politica economica, superando divisioni e scelte di bandiera inutili”. “Siamo tornati a crescita zero, ma la politica parla d’altro. Sull’industria ultima chiamata”, rincara il presidente vicario Massimo Finco.
Dai vertici dell’associazione degli industriali trevigian-patavini, dunque, si rinnova l’appello all’esecutivo e alla maggioranza a cancellare quelle che vengono definite misure costose, inique contro i giovani o assistenziali come Quota 100 e Reddito di cittadinanza e utilizzare tutte le risorse rese disponibili, comprese quelle del bonus 80 euro, per l’abbattimento drastico e strutturale del cuneo fiscale a favore dei lavoratori e delle imprese.