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Golf
PILLOLE DI GOLF/344: A DUBAI LA CORSA AL TITOLO DI RE DEL CIRCUITO 2020

Doppio trionfo inglese: a Fitzpatrick il torneo, a Westwood la "Race"


DUBAI - Sono tanti i milioni in palio al DP World Tour Championship di Dubai, che ha l'onere di laureare il miglior giocatore della stagione. Si sta infatti concludendo al Jumeirah Golf Estates di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, la difficile stagione 2020 dell’European Tour, in sintonia con...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/343: IL DUBAI CHAMPIONSHIP AL PARIGINO ANTOIONE ROZIER

Eccellente secondo posto per Francesco Laporta


DUBAI - Questa settimana l’European Tour era impegnato in due appuntamenti: uno in Sudafrica, il South African Open, terzo evento che si celebra lì quest’anno, l’altro Il Dubai Championship, negli Emirati Arabi. Noi seguiamo questo di Dubai, penultimo appuntamento della...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/342: BEZUIDENHOUT RIMONTE NEL FINALE E VINCE IL DUNHILL CHAMPIONSHIP

Niente da fare per gli italiani Gagli e Pavan


SUN CITY (SUDAFRCIA) - È ancora in Sudafrica l’European Tour, per il secondo dei tre tornei consecutivi, dove si disputa l’Alfred Dunhill Championship. La scorsa settimana è stato anticipato dallo Joburg Open a cui partecipavano gli azzurri Scalise e Pavan, la vittoria...continua

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Noi "Profughi fantasma" costretti a tornare

I VENETI CHE RITORNANO DAL VENEZUELA

Fuga dalla dittatura, ora in Italia devono ricominciare senza diritti


TREVISO - Sono 5 milioni i veneti in Venezuela, uno dei cinque paesi al mondo con il più alto rischio di crisi umanitaria. Il Venezuela è un paese dove l’inflazione è altissima e la gente muore di fame a causa del regime di Maduro. Una dittatura militare e una crisi gravissima di cui si parla poco: ogni mese più di mille bambini muoiono per mancanza di medicine. Gli italiani che possono, scappano dal Venezuela, e tornano in Italia. Sono ad oggi 2mila i veneti rientrati, 200 solo a Treviso. Vengono chiamati “profughi fantasma”. Non arrivano sui barconi, arrivano in aereo. E devono ricominciare tutto da capo. Un ritorno forzato e silenzioso, dopo una vita passata in Venezuela, una carriera, una famiglia e gli amici.
Solo un ricordo, perché ora in Venezuela non ci si può più vivere. E bisogna ripartire da zero, perché qui in Italia lo Stato non li aiuta, e la pensione non è riconosciuta. La maggior parte di loro sono anziani. Uno di essi, tornato a Treviso, ha 85 anni e qui in Italia non gli viene riconosciuta la patente, quindi sta facendo la teoria di nuovo. Una situazione complicata, ma tornare in Venezuela significherebbe morire. Perciò quello che chiedono questi profughi cosiddetti “fantasma” è che gli vengano riconosciuti i loro diritti, dopo una vita di sacrifici all’estero.