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Golf
PILLOLE DI GOLF/302: FRATELLO E SORELLA IN GARA NELLO STESSO TORNEO

All'Isps Handa Open in Australia in contemporanea field maschile e femminile


AUSTRALIA - Siamo al terzo torneo stagionale del Ladies PGA Tour: l'Isps Handa Vic Open realizzato in collaborazione con Australian Ladies Professional Golf, in programma sui due percorsi del 13th Beach Golf Links (Beach Course, e Creek Course), in Australia. a Geelong nello Stato del Victoria. In...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/301: SAUDI INTERNATIONAL NEL SEGNO DI G-MAC

Graeme McDowell conquista la tappa in Arabia Saudita dell'European Tour


EDDA - Siamo in Arabia Saudita, al Royal Greens King Abdullah Economic City, vicino a Gedda, polemizzata sede della Supercoppa Juve - Milan del 16 gennaio scorso. Alcuni grandi Campioni hanno rinunciato a giocare, nonostante che oltre ai premi in palio, avrebbero ricevuto rilevanti premi di...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/300: PRIMA VITTORIA DA PRO PER L'EX CALCIATORE LUCA HERBET

L'australiano si impone a sorpresa nel Dubai Desert Classic


DUBAI - Concluso il Championship di Abu Dhabi, l’European Tour è rimasto ancora negli Emirati Arabi Uniti, per la disputa dell’Omega Dubai Desert Classic. Si gioca sul percorso dell’Emirates GC, a Dubai, con sei italiani in campo: Edoardo Molinari, Andrea Pavan, Renato...continua

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Noi "Profughi fantasma" costretti a tornare

I VENETI CHE RITORNANO DAL VENEZUELA

Fuga dalla dittatura, ora in Italia devono ricominciare senza diritti


TREVISO - Sono 5 milioni i veneti in Venezuela, uno dei cinque paesi al mondo con il più alto rischio di crisi umanitaria. Il Venezuela è un paese dove l’inflazione è altissima e la gente muore di fame a causa del regime di Maduro. Una dittatura militare e una crisi gravissima di cui si parla poco: ogni mese più di mille bambini muoiono per mancanza di medicine. Gli italiani che possono, scappano dal Venezuela, e tornano in Italia. Sono ad oggi 2mila i veneti rientrati, 200 solo a Treviso. Vengono chiamati “profughi fantasma”. Non arrivano sui barconi, arrivano in aereo. E devono ricominciare tutto da capo. Un ritorno forzato e silenzioso, dopo una vita passata in Venezuela, una carriera, una famiglia e gli amici.
Solo un ricordo, perché ora in Venezuela non ci si può più vivere. E bisogna ripartire da zero, perché qui in Italia lo Stato non li aiuta, e la pensione non è riconosciuta. La maggior parte di loro sono anziani. Uno di essi, tornato a Treviso, ha 85 anni e qui in Italia non gli viene riconosciuta la patente, quindi sta facendo la teoria di nuovo. Una situazione complicata, ma tornare in Venezuela significherebbe morire. Perciò quello che chiedono questi profughi cosiddetti “fantasma” è che gli vengano riconosciuti i loro diritti, dopo una vita di sacrifici all’estero.