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Golf
PILLOLE DI GOLF/332: MATTEO MANASSERO TORNA ALLA VITTORIA DOPO SETTE ANNI

Il veronese si impone al Toscana Alps Open


GAVORRANO (GR) - Centoventisei concorrenti, di cui 51 italiani, erano questa settimana al Pelagone di Gavorrano (Grosseto), a disputare la 14ª edizione del Toscana Alps Open, la terza tappa stagionale dell’Italian Pro Tour. A rendere spettacolari le diciotto buche par 71 del percorso di...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/331: A VILLA CONDULMER L'OPEN D'ITALIA DEGLI HICKORY PLAYERS

Il nostro inviato al torneo con i bastoni come un secolo fa


MOGLIANO VENETO - Nel Campo da Golf di Villa Condulmer si è giocato, dal 10 al 12 settembre, il secondo Open Italia degli hickory players. Si è scelto di far concludere il secondo Open Internazionale nella giornata del 12, coincidente con il 12 settembre 1925, giorno conclusivo del...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/330: LO SPAGNOLO DE MORAL TRIONFA NEL TORNEO PIÙ ALTO D'ITALIA

Al Gc Cervino la seconda tappa dell'Italian Tour


BREUIL - Sul percorso del Golf Club Cervino, il campo più alto d’Italia a 2.050 metri di quota, si gioca il Cervino Alps Open, secondo appuntamento stagionale dell’Italian Pro Tour, circuito di gare organizzato dalla Federazione Italiana Golf. La serie di tornei è...continua

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Noi "Profughi fantasma" costretti a tornare

I VENETI CHE RITORNANO DAL VENEZUELA

Fuga dalla dittatura, ora in Italia devono ricominciare senza diritti


TREVISO - Sono 5 milioni i veneti in Venezuela, uno dei cinque paesi al mondo con il più alto rischio di crisi umanitaria. Il Venezuela è un paese dove l’inflazione è altissima e la gente muore di fame a causa del regime di Maduro. Una dittatura militare e una crisi gravissima di cui si parla poco: ogni mese più di mille bambini muoiono per mancanza di medicine. Gli italiani che possono, scappano dal Venezuela, e tornano in Italia. Sono ad oggi 2mila i veneti rientrati, 200 solo a Treviso. Vengono chiamati “profughi fantasma”. Non arrivano sui barconi, arrivano in aereo. E devono ricominciare tutto da capo. Un ritorno forzato e silenzioso, dopo una vita passata in Venezuela, una carriera, una famiglia e gli amici.
Solo un ricordo, perché ora in Venezuela non ci si può più vivere. E bisogna ripartire da zero, perché qui in Italia lo Stato non li aiuta, e la pensione non è riconosciuta. La maggior parte di loro sono anziani. Uno di essi, tornato a Treviso, ha 85 anni e qui in Italia non gli viene riconosciuta la patente, quindi sta facendo la teoria di nuovo. Una situazione complicata, ma tornare in Venezuela significherebbe morire. Perciò quello che chiedono questi profughi cosiddetti “fantasma” è che gli vengano riconosciuti i loro diritti, dopo una vita di sacrifici all’estero.