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Golf
PILLOLE DI GOLF/308- CAMPI/23: GOLF CLUB COLLI BERICI

Bel gioco e non solo nella pedemontana vicentina


BRENDOLA - La terra berica è territorio che ha del mistero, un Veneto che affascina: incantano le sue rocce, le sue grotte carsiche, i suoi mulini ad acqua, le numerose antiche fontane al servizio dei lavatoi. Tutto da scoprire è il fascino di villa Giulia, i cui dintorni, chiamati...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/307: IL CORONAVIRUS FERMA ANCHE IL PLAYERS CHAMPIONSHIP

Il prestigioso torneo annullato dopo il primo giro


FLORIDA (USA) - Facciamo un commento all’evento, pur sapendo che la competizione non arriverà all’ultimo giro. Vince infatti il Coronavirus, alla conclusione della prima giornata.Il Players Championship è il torneo di maggiore importanza del PGA Tour. Si gioca al...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/306: AL QATAR MASTERS, SUCCESSO DI JORGE CAMPILLO

L'iberico vince il testa a testa con lo scozzese Drysdale


QATAR - Sarebbe stato mio desiderio seguire le imprese di Francesco Molinari, intento a difendere il titolo nella 54ª edizione dell’Arnold Palmer Invitational, la prestigiosa gara dedicata al grande architetto campione di golf. All’azzurro è però capitato un...continua

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A Belgrado la cerimonia di insediamento con Zaia, Piovesana, l'ambasciatore

IL TREVIGIANO DEI TOS ALLA GUIDA DI CONFINDUSTRIA SERBIA

"Investire all’estero non è una scelta facile, ma può dare nuova linfa alle nostre aziende in Italia”


TREVISO - Patrizio Dei Tos, fondatore e amministratore del Gruppo Labor Legno di Cordignano, è ufficialmente presidente di Confindustria Serbia.
“Le piccole e medie imprese sono il motore dell’Italia. Imprese che ogni giorno devono trovare soluzioni efficienti ed efficaci per portare avanti il loro progetto. Investire all’estero a volte può essere una soluzione. Una scelta però non sempre facile”, ha affermato l'imprenditore trevigiano in occasione della cerimonia di insediamento a Belgrado.
Dei Tos dal 2015 ad oggi ha aperto due stabilimenti produttivi a Sremska Mitrovica. Eletto lo scorso dicembre, succedendo a Erich Cossutta, guiderà l’associazione degli industriali italiani nel paese dell'ex Jugoslavia fino al 2022.
“La mia esperienza di imprenditore è nata e cresciuta in una terra speciale, il Veneto. Terra che oggi conta 600 mila partite Iva, 160 miliardi di Pil e un 80% di partite Iva con meno di quindici dipendenti. Quindi piccole e medie imprese che hanno tra le loro caratteristiche principali la flessibilità”, ha ribadito Dei Tos, riservando un grande plauso a tutti i colleghi italiani che hanno deciso di investire e progettare in un Paese “che adotta con entusiasmo e la massima disponibilità la comunità italiana e che guarda con grande attenzione al nostro fare impresa, alla nostra serietà progettuale e alla nostra profusione quotidiana di impegno”.
All’assemblea della rappresentanza internazionale degli imprenditori italiani in Serbia erano presenti il vicepremier e ministro degli Affari esteri Ivica Dačić, il ministro delle Politiche agricole e forestali Branislav Nedimović e il presidente della Camera di Commercio della Serbia Marko Čadež. A rappresentare l’Italia – oltre all’ambasciatore a Belgrado Carlo Lo Cascio – il governatore del Veneto Luca Zaia, la presidente di Assindustria Venetocentro Maria Cristina Piovesana con il direttore generale Giuseppe Milan.
Dei Tos ha voluto sottolineare che chi sceglie di fare impresa fuori dai confini nazionali il più delle volte viene considerato esclusivamente un industriale che delocalizza con l’unico obiettivo di guadagnare in competitività. “Preferisco affermare che la nostra è internazionalizzazione. Perché nessuno di noi ha abbandonato le nostre imprese. Quello che ci spinge ad esplorare nuove opportunità all’estero è il fare impresa per crescere e dare nuova linfa alle nostre aziende in Italia. E in alcuni casi per mantenerle in vita. Ho investito in Serbia ma, grazie a questo investimento, ho continuato ad assumere e ho potuto far crescere la mia azienda in Italia. Ecco perché voglio fare chiarezza e dire a gran voce che gli imprenditori italiani all’estero non sono imprenditori in fuga”.
Il nuovo presidente non ha dubbi: il know-how deve rimanere in Italia: “Sarebbe da considerare privo di una visione imprenditoriale vincente chi pensasse di trasferire altrove il nostro made in Italy, che è la nostra identità. Unica, riconoscibile, inimitabile, simbolo di eccellenza e frutto di uno straordinario insieme di fattori storici e culturali”.​

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