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Golf
PILLOLE DI GOLF/321: COSA È SUCCESSO A FRANCESCO MOLINARI?

Il campione azzurro dovrebbe tornare in campo ad agosto


LONDRA - È troppo tempo che non troviamo in campo Francesco Molinari. L’ultima volta è stato a marzo, quand’era andato a difendere il titolo nella 54ª edizione dell’Arnold Palmer Invitational, una delle più prestigiose gare del PGA Tour. Si svolgeva al...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/320 - CAMPI/28: IL GOLF CLUB FRASSANELLE

Buche lunghe nel verde dei Colli Euganei


ROVOLON (PD) - Inserito in una luminosa tenuta, il Golf Frassanelle esprime la raffinatezza del nobiluomo Alberto Papafava che nel 1860 creò questo parco nel comune di Rovolon, su un’altura situata all’estremità settentrionale dei Colli Euganei. L’aristocratico...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/319: SPETTACOLO CON GRANDI CAMPIONI ALL'RBC HERITAGE

Successo per Webb Simpson e il suo swing particolare


HILTON HEAD  (USA) - Spettacolo con grandi campioni, sul percorso dell’Harbour Town Golf Links, a Hilton Head nel South Carolina, per l'Rbc Heritage. Sono al via i primi sei giocatori del mondo, compreso ovviamente Jon Rahm, che la scorsa settimana è uscito al taglio, e ora...continua

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Alla scoperta degli organi di Treviso

PAGINE D'ORGANO 2020: AL VIA DOMENICA 16 FEBBRAIO

Primo appuntamento all'auditorium di Santa Caterina con il recital del direttore Massimiliano Raschietti



TREVISO -
6 interpreti, 5 organi, due mesi di programmazione. Così Antiqua Vox ha scelto di cambiare pelle al Festival Pagine d'Organo. Dopo dieci edizioni dedicate alla promozione del talento e dei giovani vincitori di concorso, oggi il Festival si struttura come riferimento internazionale, pronto ad accogliere a Treviso i più importanti interpreti europei. Treviso, il cui centro storico custodisce alcuni dei più importanti organi del Nord Italia, inaugura il 16 febbraio. Ospite Massimiliano Raschietti, direttore del festival, che sull'organo rinascimentale di Santa Caterina presenterà un raffinato programma di variazioni e trascrizioni su temi popolari.
 
"Dopo anni di programmazione credo di poter affermare che Antiqua Vox ha vinto la sfida di rendere patrimonio del pubblico la letteratura organistica grazie ad un'attenta proposta che mescoli prodotto musicale, qualità dell'interprete e supporto digitale-conferma Claudio de Nardo, presidente di Fondazione Antiqua Vox - Raccontare l'organo come macchina sonora e approfondire la conoscenza tecnica dello strumento attraverso le visite guidate ha consentito agli appassionati di entrare nel vivo della particolarità e della spettacolarità degli organi storici trevigiani. Per questo abbiamo compreso che i tempi erano maturi per un salto di qualità. Ed eccoci pronti ad una nuova avventura: far diventare Pagine d'Organo un festival internazionale".
"Siamo orgogliosi di sostenere il festival Pagine d'Organo che, da quest'anno, sarà votato all'internazionalità con un ricchissimo programma di concerti tenuti dai più grandi interpreti europei. Come Amministrazione ci stiamo impegnando per portare a Treviso iniziative che fanno della qualità e della diffusione della bellezza delle arti caratteristiche fondamentali, anche in chiave di promozione del territorio. Pagine d'Organo segue proprio questa direzione, con in più la valorizzazione del patrimonio nascosto rappresentato, nel caso di specie, dagli organi custoditi nelle chiese cittadine, in primis quello di Santa Caterina. Ringrazio Antiqua Vox e Massimiliano Raschietti per aver creduto in questo festival, proseguendo un cammino ambizioso con il Comune di Treviso" dichiara Lavinia Colonna Preti, Assessore ai Beni Culturali e Turismo.
 
Raschietti presenterà un raffinato recital che consentirà di ascoltare alcune delle musiche più celebri del Cinque e Seicento, trascritte o variate per organo. Si tratta, in fondo, della colonna sonora del Rinascimento: balli, danze e arie che i maggiori compositori del Cinque Seicento omaggiano con una trascrizione "colta", dando grande diffusione a musica nata dalla strada.
Nei secoli passati la musica popolare ha sempre dato spunto per la creazione di opere d’arte anche per uno strumento tradizionalmente deputato alla musica sacra come l’organo. Il confine tra stile sacro e stile profano non era così profondamente definito come possiamo pensare oggi. In definitiva si trattava di assumere un tema conosciuto, riconoscerne o idearne le possibilità combinatorie e, infine, rielaborarlo; questo dava un doppio esito al compositore: la possibilità di proporre una melodia o un impianto armonico noto al pubblico e, in seconda battuta, la sfida di riproporre quel materiale in maniera originale e nuova mostrando la propria bravura e perizia compositiva.
In programma musiche di Jan Pieterszoon Sweelinck, organista presso la Oude Kerk di Amsterdam, compositore molto noto in tutto il continente, aperto agli influssi italiani, spagnoli e inglesi, risultò un maestro dell’arte della variazione. Alla scuola italiana, invece, appartengono Frescobaldi, Rossi, Ferrini, Valente (e de Macque, ma in misura ben diversa e solo geograficamente); di provenienza varia, risultano legati in un certo qual modo tra di loro. Il ferrarese Frescobaldi operò a Roma come organista presso la Cappella Giulia, in san Pietro. L’ispirazione popolare trova il suo spazio anche in quest’ultima silloge, visto che è conclusa da un capriccio e una bergamasca ispirati alle musiche da ballo cortigiane. Alla scuola di Frescobaldi appartiene Michelangelo Rossi, organista, clavicembalista e violinista che si dedicò anche all’opera lirica. Nelle sue composizioni assimila lo stile frescobaldiano per portarlo ad una maggiore struttura e simmetria, affinandone anche il gusto armonico, come il contemporaneo Giovan Battista Ferrini, organista presso S. Luigi dei Francesi e della Congregazione Filippina il quale ebbe molta notorietà, vista la grande diffusione della sua musica tastieristica, particolarmente in intavolature (un’alternativa, per l’epoca più semplice per gli esecutori alla scrittura su più sistemi di pentagrammi).
Parallela alla scuola romana è quella napoletana, alla quale de Macque apparteneva dal punto di vista geografico, ma non di formazione: egli era infatti fiammingo, ma prestò la sua opera come maestro di cappella del Viceré, per la quale scrisse parecchie composizioni vocali.
Napoletano invece anche di nascita è Antonio Valente, il quale scrisse molta musica in intavolature. Chiudono il concerto due brani di autori spagnoli: uno del religioso Cristobal de S. Jeronimo ed un secondo di Pablo Bruna, compositore cieco che godette di grande notorietà in vita essendo stimato alquanto anche dagli stessi sovrani. Il tiento è una composizione libera, affine alla fantasia e con essa condivide la briosità ed arguzia nel procedere, nonché la ricerca di particolari effetti virtuosistici.
Il tiento era, nei primi tempi, scritto anche per arpa, vihuela e cembalo, ma in seguito si definisce come una composizione solamente organistica che, oltre al procedere fantastico, cerca di esplorare le varie difficoltà tecniche come uno studio. Il tiento di Fray Cristobal de San Jeronimo, inoltre, si basa su delle tonadas, ossia delle musiche popolari d’origine iberica. Lo spunto popolare non mancava di creare spunti anche per la costruzione di Capricci e di Balli; fra tutti gli autori presentati troviamo quattro importanti arie di ballo: l’aria di Ruggiero, quella del Granduca, il ballo di Mantova e quello dell’Intorcia. Si tratta di schemi armonici e melodici diffusi ampiamente nel Cinque-Seicento che si configuravano, dunque, come bassi ostinati sopra i quali si costruivano le variazioni e trasfigurazioni di queste melodie di carattere ed origine popolare che venivano chiamate “arie” (sinonimo di “melodia”) che potevano essere utilizzate anche sotto forma di capriccio, come vediamo in Frescobaldi.
"Gli organi utilizzati per il festival diventano ad ogni incontro una sorta di "macchina del tempo" che consente al pubblico di viaggiare nel passato attraverso l'ascolto di musiche emozionanti e di avventurarsi alla scoperta di un universo ricco di sonorità affascinanti" commenta Massimiliano Raschietti.
Tutti i concerti iniziano alle ore 17.30 e sono ad ingresso libero.
Saranno preceduti alle ore 17.00 dalla presentazione dei brani in programma.


CALENDARIO CONCERTI
 
Domenica 16 febbraio 2020
Chiesa di Santa Caterina – Treviso
Organo Francesco Zanin, 1998
Massimiliano Raschietti
 
Domenica 23 febbraio 2020
Chiesa di San Giuseppe – Treviso
Organo Dell’Orto e Lanzini, 1990
Wolfgang Zerer
 
Domenica 1 marzo 2020
Auditorium Chiesa di Santa Croce – Treviso
Organo Pietro Nacchini, 1750
Tobias Lindner
 
Domenica 8 marzo 2020
Chiesa di San Giuseppe – Treviso
Organo Dell’Orto e Lanzini, 1990
Gilberto Scordari
 
Domenica 15 marzo 2020
Chiesa Parrocchiale – Salgareda (TV)
Organo Andrea Zeni, 1999
Francesca Ajossa
 
Domenica 22 marzo 2020
Chiesa di Sant’Agostino – Treviso
Organo Fratelli Serassi, 1858
Simone Della Torre