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Golf
PILLOLE DI GOLF/315: I CIRCOLI FINALMENTE RIAPRONO

Massima attenzione, ma non c'è ambiente più salutare dei campi


MARTELLAGO - Era tempo, sono tanti i golfisti che attendevano questo momento, desiderosi di ritrovare il benessere fisico, hanno ora il morale risollevato. Questa disciplina è pronta a ripartire, meglio di tante altre, la sua pratica è essa stessa anti Covid. Non prevede...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/314 - CAMPI/26: IL GOLF CLUB AL LIDO

Agli Alberoni, il primo campo del Veneto ispirato da Henry Ford


VENEZIA - Golf al Lido, Alberoni. Parliamo del Campo di Golf che nasce nel 1928, il primo nel Veneto. Il posto dove sorge è fascinoso: una lingua di terra tra mare e laguna, un po' complicato da raggiungere. Ma qui non è applicabile il detto “per aspera ad astra”,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/313- CAMPI/25: IL GOLF CLUB DONNAFUGATA

In Sicilia, un gioiello in cerca di rilancio


RAGUSA - Un gioiello italiano del Golf in ginocchio, un’eccellenza italiana che sta scomparendo. Civico 194 di Contrada Piombo, nel Ragusano. Immerso nella macchia mediterranea, laborioso arrivarci, un angolo di Sicilia affascinante. Le terre di Tomasi di Lampedusa, il Gattopardo, Intriso di...continua

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La nostra rubrica sul mondo golfistico a cura di Paolo Pilla

PILLOLE DI GOLF/307: IL CORONAVIRUS FERMA ANCHE IL PLAYERS CHAMPIONSHIP

Il prestigioso torneo annullato dopo il primo giro


FLORIDA (USA) - Facciamo un commento all’evento, pur sapendo che la competizione non arriverà all’ultimo giro. Vince infatti il Coronavirus, alla conclusione della prima giornata.
Il Players Championship è il torneo di maggiore importanza del PGA Tour. Si gioca al “Tournament Players Club” (TPC), che è un club appositamente predisposto per i tornei, situato a Sawgrass - Ponte Vedra Beach, in Florida. Sono 35.000 gli spettatori che hanno acquistato il biglietto per seguire l’avvenimento, ma c’era l’accordo che se qualcuno non se la fosse sentita di seguirlo per intero, il biglietto gli sarebbe stato rimborsato. Dovrà restituire il denaro a tutti, perché la gara ha dovuto soggiacere alla pandemia di coronavirus. L’edizione 2020 era il 47° Players Championship. Si doveva giocare allo Stadium Course, con in campo 144 giocatori. A difendere il titolo era l’irlandese Rory McIlroy, in una parata di campioni intenti a sfidarsi per la leadership mondiale. L’intento di McIlroy, che è in ottima forma e che avrebbe corso per la 100ª settimana di regno, era di provare a riconfermarsi campione, ma sarebbe stata dura: l’impresa di vincere per due volte consecutive questo Championship, infatti, non è mai riuscita a nessuno. E poi, erano tanti, gli intenzionati a essere protagonisti. Tra i più attendibili avversari del nordirlandese erano il numero due Jon Rahm ben deciso al sorpasso, Dustin Johnson con l’obiettivo Masters, i vincitori del passato Justin Thomas e Adam Scott. Brooks Koepka, numero tre, ora in ritardo, sta pagando lo stop dovuto all’infortunio al ginocchio. Teniamo però presente che, a maggio del 2018, proprio al TPC Sawgrass al quarto giro, fece addirittura un Albatross: completò il par 5 della buca 16 in due colpi. Non partecipa al torneo Tiger Woods, nuovamente afflitto da problemi fisici. Leader per numero di vittorie è Jack Nicklaus, tre volte, da quando ebbe inizio questa competizione (1974).
Il montepremi del torneo è un record assoluto, 15 milioni di dollari, dei quali 2.700.000 riservati al vincitore. Vien detto a più voci che “The Players Championship” è il quinto Major, anche a ragione di questi elevati compensi. Di più, oltre alla ragguardevole somma, al vincitore spetta l’esenzione sul circuito per cinque anni a prescindere dalla posizione nella money list, e la facoltà di giocare tutti i Major per tre stagioni.
Tra i grandi c’era Francesco Molinari, rientrato dopo l’abbandono della scorsa settimana, quando fu costretto a rinunciare al torneo in Qatar, per un incidente. Gli toccò la delusione di astenersi dalla difesa del titolo nell’Arnold Palmer Invitational, a cui teneva particolarmente. Ora, alla vigilia di questo Championship, Francesco aveva dichiarato di star fisicamente bene, ma che non aveva la certezza del buon gioco, perché non aveva potuto allenarsi come al solito.
Ecco allora il resoconto del primo round, il solo che fu possibile giocare. La conclusione, vide il giapponese Hideki Matsuyama raggiante leader ricco di azioni, e male in arnese Francesco Molinari, che non riesce ad uscire da quella situazione negativa che lo affligge ormai da tempo: riporta uno score di +4, chiude al 134° posto. Ma non è il solo a piangere, con lui altri grandi, come l’americano Rickie Fowler, e l’inglese Tommy Fleetwood che ha fatto peggio di lui. Rory McIlroy, il nordirlandese detentore del titolo, è confinato all’84° posto.
A rendere particolarmente infausta la giornata è stato, durante il percorso, l’annuncio che dal giorno dopo si sarebbe giocato a “porte chiuse”, con la sola presenza dei soli tecnici indispensabili, senza spettatori. Molti giocatori si sono terrorizzati, e per molti il bel gioco non è più esistito. La consapevolezza che l’unico evento sportivo a rimanere in piedi nel fine settimana sarebbe stato questo mentre tutti gli altri erano stati annullati, è stata un disastro. Il 28enne nipponico Hideki Matsuyama, però, non ha subìto l’effetto terrorizzante; ha eguagliato il record del percorso con i suoi 9 colpi sotto par, frutto di 8 birdie, un bogey e un Eagle, precedendo di 2 lunghezze i giocatori alle sue spalle. Forse i giapponesi sono psicologicamente più forti!!
Qualche polemica c’è stata, in ordine alla decisione di non interrompere il gioco nel primo giro, nonostante le notizie che arrivavano dall’America e dall’Europa, sul progresso della pandemia.
La decisione di giocare a porte chiuse presa nel pomeriggio, ebbe seguito nella notte con l’ordine di annullare il torneo, e la cancellazione degli altri tre successivi. E poco dopo, anche del Masters all’Augusta National, in Georgia, a cui inevitabilmente si aggancia l’Augusta National Women's Amateur Championship, una settimana dopo, il “Masters in rosa”. Se tutto va bene il Players Championship sarà recuperato entro giugno; dopo non sarà più possibile, per il calore eccessivo che c’è in estate nella regione. Delle altre competizioni in calendario, sarà tutto da vedere.
Al di là di tutto questo, diamo uno sguardo al “The Tournament Players”, un club tutto speciale: inaugurato nel 1980, il Campo è anche il simbolo del PGA Tour, qui ha sede Il quartier generale, ed è dal 1982 che ospita questo torneo. È curiosa la sportività del club, che durante lo svolgimento delle gare vuole gli spettatori seduti sulle gradinate erbose appositamente preparate. Il terreno per la sua costruzione, una zona inospitale selvatica, piena di serpenti e ragni velenosi, fu ceduto al PGA TOUR dai proprietari, per un dollaro (l'originale assegno è esposto nella clubhouse). L’area venne interamente bonificata, un valido aiuto lo si ebbe da un gregge di capre, ma per raggiungere un po’ di risultato, lo si dovette tenere in sede ben otto mesi. Naturalmente il lavoro delle capre non bastò, si prodigò impegno, alla fine ne uscirono due percorsi. Uno dei quali è appunto “Lo Stadio”, progetto degli architetti Pete Dye e della di lui moglie Alice, golfista dilettante e designer di campi da golf, conosciuta negli Stati Uniti come la "First Lady" dell'architettura del golf. È considerato uno dei Campi più difficili al mondo, con fairway stretti, e green velocissimi, ed è anche il Campo di riferimento che compare nei videogiochi prodotti da Tiger Woods. Spettacolare è la famosissima buca 17, “the Island Green” (vedi foto).
Paolo Pilla