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Golf
PILLOLE DI GOLF/333: CON UN ULTIMO GIRO MONSTRE, JOHN CATLIN CONQUISTA L'IRISH OPEN

Out al taglio l'eroe di casa Harrington e gli italiani


IRLANDA DEL NORD - Dopo le tappe di Spagna, l’European Tour torna a nord, per la disputa del “Irish Open”, sponsorizzato da Dubai Duty Free. Si gioca nell’Irlanda del Nord, sul tracciato del Galgorm Castle Golf Club, a Ballymena. Sono tanti i professionisti di spessore, tra...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/332: MATTEO MANASSERO TORNA ALLA VITTORIA DOPO SETTE ANNI

Il veronese si impone al Toscana Alps Open


GAVORRANO (GR) - Centoventisei concorrenti, di cui 51 italiani, erano questa settimana al Pelagone di Gavorrano (Grosseto), a disputare la 14ª edizione del Toscana Alps Open, la terza tappa stagionale dell’Italian Pro Tour. A rendere spettacolari le diciotto buche par 71 del percorso di...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/331: A VILLA CONDULMER L'OPEN D'ITALIA DEGLI HICKORY PLAYERS

Il nostro inviato al torneo con i bastoni come un secolo fa


MOGLIANO VENETO - Nel Campo da Golf di Villa Condulmer si è giocato, dal 10 al 12 settembre, il secondo Open Italia degli hickory players. Si è scelto di far concludere il secondo Open Internazionale nella giornata del 12, coincidente con il 12 settembre 1925, giorno conclusivo del...continua

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"Sanitā prioritaria, ma le imprese rischiano danni permanenti"

"INCOERENTE E INADEGUATO": GLI INDUSTRIALI BOCCIANO IL "CURA ITALIA"

Piovesana: "Siamo in guerra, servivano ben altre munizioni"


TREVISO/PADOVA - ‘Cura Italia’, misure incoerenti e inadeguate. È il giudizio di Assindustria Venetocentro - Imprenditori Padova Treviso sul Decreto del Governo con misure di sostegno del Paese a fronte dell’emergenza Coronavirus - per sanità, imprese, lavoratori e famiglie - e delle conseguenze economiche dello stato di crisi. «La gravità della situazione avrebbe richiesto ben altre ‘munizioni’», dichiara Maria Cristina Piovesana, Presidente di Assindustria Venetocentro.
«L’emergenza sanitaria è prioritaria e va rafforzato l’intero sistema per contenere e ridurre il numero dei contagi e delle vittime. Siamo vicini a tutti gli operatori della sanità nel loro sforzo immane ed encomiabile, anche attraverso una importante raccolta fondi destinati al Servizio Sanitario nazionale. Nelle aziende abbiamo attivato tutte le possibili misure di tutela e prevenzione in base alle disposizioni delle Autorità sanitarie».
«Ma le imprese - prosegue Piovesana -, con le migliaia di collaboratori che vi lavorano, sono un altro fronte che deve essere presidiato con altrettanta attenzione e cura. Se non ci sarà un deciso cambio di passo nelle politiche pubbliche, così come emergono dal Dl ‘Cura Italia’, rischiamo danni permanenti e irreversibili. Si stanno infatti azzerando gli ordini, dall’Italia e dall’estero, per gran parte delle aziende, la domanda pubblica e privata si è sostanzialmente fermata e rischia di restarlo a lungo».

A fronte di questo scenario - è l’analisi di Assindustraia Venetocentro - pur comprendendo la necessità di assicurare allo Stato i flussi di cassa per gestire l’emergenza sanitaria, risulta incomprensibile il messaggio che è stato dato con la proroga di 4 (quattro!) giorni delle scadenze fiscali e contributive per le imprese con più di 2 milioni di fatturato che sono la stragrande maggioranza e la spina dorsale del sistema economico nazionale e ragione di sopravvivenza anche delle aziende più piccole. Come può bastare uno stanziamento di soli 1,3 miliardi di euro per la cassa integrazione che risulterà sufficiente solo per qualche centinaia di migliaia di lavoratori e con procedure troppo farraginose. Il rischio reale è che molte imprese costrette a collocare anche temporaneamente in Cig i lavoratori presupponendo una copertura, non la troveranno a distanza di poco tempo. E come può bastare un fondo di 500 milioni a garanzia dei prestiti bancari delle imprese italiane oltre i 250 addetti?
Quello che sorprende, in generale, è la sensazione di una non conoscenza del sistema economico del Paese. Infatti, cosa si può pensare di provvedimenti inseriti nel Dl come l’ennesimo rifinanziamento, e di fatto nazionalizzazione, di Alitalia. O come l’allungamento di due anni dei termini di decadenza e prescrizione per l’attività di accertamento della Agenzia delle Entrate. Sono queste le priorità del Paese in questo momento?

«Siamo ‘in guerra’ - sottolinea Piovesana - lo hanno detto in tanti. E questa guerra sta colpendo, oltre che la nostra gente, anche la parte più produttiva del Paese dove si realizza il 40% del Pil nazionale e una parte rilevante dell’occupazione. Deve essere chiaro che è questo che si rischia di perdere se non ci sarà un piano all’altezza della situazione che ponga già da ora le basi per la ricostruzione».
«Non ci rassicurano le affermazioni secondo cui durante i 60 giorni per la conversione del Decreto lo si potrà migliorare. Tra 60 giorni in molti potrebbero non esserci più. Le risorse servono subito. Per questo, come anche Confindustria ha proposto, serve un piano shock che impegni risorse quantitativamente più rilevanti, che sostenga maggiormente la liquidità delle imprese, a partire da rateizzazioni fiscali e meccanismi di compensazione».
«Un piano come questo - conclude Piovesana - ha bisogno di un ampio sostegno e di solidarietà da parte di tutto il Paese, come il Presidente Mattarella ha più volte richiesto. Ma questo condivisibile appello all’unità non significa non evidenziare quello che oggi appare inadeguato a dare risposte importanti e ampiamente condivise, per fronteggiare l’emergenza e prepararci a ripartire».