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Golf
PILLOLE DI GOLF/315: I CIRCOLI FINALMENTE RIAPRONO

Massima attenzione, ma non c'è ambiente più salutare dei campi


MARTELLAGO - Era tempo, sono tanti i golfisti che attendevano questo momento, desiderosi di ritrovare il benessere fisico, hanno ora il morale risollevato. Questa disciplina è pronta a ripartire, meglio di tante altre, la sua pratica è essa stessa anti Covid. Non prevede...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/314 - CAMPI/26: IL GOLF CLUB AL LIDO

Agli Alberoni, il primo campo del Veneto ispirato da Henry Ford


VENEZIA - Golf al Lido, Alberoni. Parliamo del Campo di Golf che nasce nel 1928, il primo nel Veneto. Il posto dove sorge è fascinoso: una lingua di terra tra mare e laguna, un po' complicato da raggiungere. Ma qui non è applicabile il detto “per aspera ad astra”,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/313- CAMPI/25: IL GOLF CLUB DONNAFUGATA

In Sicilia, un gioiello in cerca di rilancio


RAGUSA - Un gioiello italiano del Golf in ginocchio, un’eccellenza italiana che sta scomparendo. Civico 194 di Contrada Piombo, nel Ragusano. Immerso nella macchia mediterranea, laborioso arrivarci, un angolo di Sicilia affascinante. Le terre di Tomasi di Lampedusa, il Gattopardo, Intriso di...continua

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La nostra rubrica sul mondo golfistico a cura di Paolo Pilla

PILLOLE DI GOLF/308- CAMPI/23: GOLF CLUB COLLI BERICI

Bel gioco e non solo nella pedemontana vicentina


BRENDOLA - La terra berica è territorio che ha del mistero, un Veneto che affascina: incantano le sue rocce, le sue grotte carsiche, i suoi mulini ad acqua, le numerose antiche fontane al servizio dei lavatoi. Tutto da scoprire è il fascino di villa Giulia, i cui dintorni, chiamati “prigioni longobarde”, inglobano eremi, case rupestri, servite da abitazioni fino a pochi anni fa. È anche emerso che qui è vissuto l’uomo di Neanderthal. In questo ambiente fa bella mostra di sè il Golf Colli Berici, noto anche come Golf Brendola, dal nome di quella sorprendente cittadina poco a sud di Vicenza, su cui insiste il sito. È collocato a 300 mt di altitudine sulle propaggini dei Colli Berici, a un balzo dal congiungersi al loro naturale prolungamento, i Colli Euganei.
Per il territorio è un vanto il suo passato preistorico, confermato dai tanti reperti archeologici venuti alla luce in tutta l’area. La viabilità, che in parte risale al Neolitico, testimonia Brendola già abitata all’età della pietra. Dice poi la storia, che in epoca romana Brendola fu oggetto di centuria per i soldati veterani. La località fu centro di potere, privilegio concesso da Ottone III al Vescovo di Vicenza, ebbe il suo castello. Subì vicissitudini nelle aspre lotte tra Guelfi e Ghibellini, tali che Ezzelino da Romano ridusse gli abitanti alla miseria. Fu territorio degli Scaligeri, e arrivò poi la Serenissima Repubblica di Venezia. Ingenti danni furono provocati dalla guerra accesa dalla Lega di Cambrai, poi dagli Spagnoli. Trovò al fine Il suo destino, comunque legato a quello della Serenissima, finché divenne Italia.
Per arrivare al Golf dei Berici l’auto si deve arrampicare, non è a caso che la strada che porta al Club si chiama “strada monti comunali”. Percorrendola a primavera inoltrata, si rimane stupiti alla vista e al profumo di stupende fioriture spontanee, tra cui spiccano particolari specie di variopinte orchidee (ce ne sono 35 varietà).
Raggiunto il Club, ci si immerge nella quiete di quell’atmosfera. Il clima è davvero ospitale, invitante, durante tutto l’anno. Ci sonno andato d’estate, ho trovato il Campo ventilato, ci sono stato d’inverno, ho lasciato giù la nebbia, ho trovato il sole, e sempre un terreno perfettamente drenato, anche dopo la pioggia. Il percorso si snoda armonioso, si gioca su un fairway che si adatta alla naturale morfologia di quei colli. Le prime nove buche sono una terrazza sul pianoro, all’orizzonte i Monti Lessini e le Piccole Dolomiti. Con le seconde buche si entra piacevolmente nel bosco fatato, ricco di essenze tra le più pregiate: castagni, carpini, e querce.
Progetto dell’Architetto Marco Croze, inserito su 60 ettari di superficie, il percorso è caratterizzato dall’andamento sinuoso del fairway, determinato dalle quote frequentemente diverse. Il gioco è sicuramente di elevato livello tecnico.
Più che cercare la distanza, volendo fare un buono score, è opportuno pensare alla strategia, e far attenzione alla precisione nel colpo. Nelle 18 buche sono inseriti tre laghetti come ostacolo d’acqua, e ben 36 bunker, a pretendere impegno sia per non entrarci, che per venirne fuori.
Il ristorante, inserito nella Guida Veronelli, si fa apprezzare anche per il suo arredo sobrio. Se ci si capita in primavera, è privilegio apprezzare i piselli di produzione locale, “Risi e bisi”, piatto tipico della cucina veneta, e gustare le ciliegie più buone del mondo. In autunno, è possibile imbattersi in un piatto locale, che lascia estasiati: l’”Oca in Onto”, accompagnato da un Barbarano doc, vino che rappresenta la perfetta espressione del quel vitigno autoctono dei Colli Berici, il Tai Rosso. Quei grappoli che il vitigno dona con parsimonia, sono vinificati in purezza con totale macerazione delle bucce, Il vino poi matura in una di quelle grotte naturali adibite a cantina, di cui è ricco il territorio. Un insieme da meditazione!!
Insomma, il Club è sicuramente molto interessante, ma personalmente sono anche attratto dai dintorni, località con pregevoli curiosità, che vale la pena di visitare.
Non può mancare una visita a Costozza frazione di Longare, poco lontano, che conserva intatta la fisionomia della sua origine medioevale. Dotata un tempo del castello di cui sono rimaste le tracce, è zona a particolare vocazione viticola, e ospita alcune cinquecentesche ville di pregio, testimoni del glorioso passato Serenissimo, dotate di un valido metodo di condizionamento degli ambienti: erano in grado di ottenere una temperatura abbastanza costante, facendo affluire dai covoli, l’aria più fresca d’estate e più mite d’inverno. I covoli, caratteristici di Costozza, sono anfratti naturali nella roccia, di cui i nativi si avvalevano già nell’alto medioevo per abitare, per conservare il cibo, o come cantina. L’utilizzo di alcuni di questi anfratti, magari un po’ migliorati, ospitò famiglie fino a metà del secolo scorso. Da queste cavità, a volte lunghe e con specchi d’acqua, che godevano di una temperatura costante, si faceva fluire l’aria per convezione fino alle cantine e ai locali della villa, attraverso i ventidotti, (condotti appositamente scavati sulla roccia). Nello stesso Comune, a Lumignano, per chi ama l’arrampicata c’è il Brojon, un monte di cui si raggiunge la vetta per una via di placca a buchi, con qualche strapiombo. Una palestra spettacolare in falesia, apprezzata come via di potenza. La salita dal versante sud ha altre vie, decisamente più facili! Per i praticanti free climbers, c’è un sito a disposizione di quanti desiderano comunicare e accordarsi per fare la scalata in compagnia.
Degli anfratti che si affacciano dalle scogliere rocciose, Il più suggestivo è senz’altro l'eremo di San Cassiano, abbarbicato ad uno strapiombo, raggiungibile attraverso una stretta cengia. È aperto al pubblico ogni prima domenica del mese, con visite guidate da speleologi del Club Speleologico Proteo di Vicenza.
Golf Club Colli Berici: da giocare, e non solo!
Paolo Pilla