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Golf
PILLOLE DI GOLF/315: I CIRCOLI FINALMENTE RIAPRONO

Massima attenzione, ma non c'č ambiente pių salutare dei campi


MARTELLAGO - Era tempo, sono tanti i golfisti che attendevano questo momento, desiderosi di ritrovare il benessere fisico, hanno ora il morale risollevato. Questa disciplina è pronta a ripartire, meglio di tante altre, la sua pratica è essa stessa anti Covid. Non prevede...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/314 - CAMPI/26: IL GOLF CLUB AL LIDO

Agli Alberoni, il primo campo del Veneto ispirato da Henry Ford


VENEZIA - Golf al Lido, Alberoni. Parliamo del Campo di Golf che nasce nel 1928, il primo nel Veneto. Il posto dove sorge è fascinoso: una lingua di terra tra mare e laguna, un po' complicato da raggiungere. Ma qui non è applicabile il detto “per aspera ad astra”,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/313- CAMPI/25: IL GOLF CLUB DONNAFUGATA

In Sicilia, un gioiello in cerca di rilancio


RAGUSA - Un gioiello italiano del Golf in ginocchio, un’eccellenza italiana che sta scomparendo. Civico 194 di Contrada Piombo, nel Ragusano. Immerso nella macchia mediterranea, laborioso arrivarci, un angolo di Sicilia affascinante. Le terre di Tomasi di Lampedusa, il Gattopardo, Intriso di...continua

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Storico componente del duo "I Belumāt", poeta e gastronomo

ADDIO A GIANNI SECCO, CANTORE DELLA CULTURA VENETA

Scomparso a 74 anni, era da tempo malato


BELLUNO - Si è spento oggi Gianni Secco, etmomusicologo, poeta in lingua veneta, gastronomo, cultore delle tradizioni in particolare della terra bellunese, in cui era nato 74 anni fa. Era da tempo malato.
Tecnico industriale, fin da giovane aveva iniziato a partecipare a concorsi letterari. Nel 1972, insieme a Giorgio Fornasiero, ha fondato i "Belumàt": in oltre 35 anni di attività, il duo ha composto un centinaio di canti in lingua bellunese, pubblicati in dischi, cd e raccolte, ed ha tenuto spettacoli con notevole successo di pubblico, in tutta Italia e con numerose tournée anche all'estero.
“Se ne va uno dei grandi difensore dell’identità, della cultura, della veneticità dei veneti, se ne va un amico, una persona che abbiamo sempre apprezzato. Non lo dimenticheremo mai”, lo ricorda il presidente della Regione, Luca Zaia
“Chi non si ricorda gli spettacoli di Gianni sui palcoscenici e nelle sagre, la sua trasmissione ‘A marenda co i Belumat’? Ha riempito piazze e teatri per decenni, in Italia e all’estero – rievoca Zaia - Attraverso il piccolo schermo è entrato nelle nostre case. Lui avrebbe detto, ‘faccio parte del mobilio’!”. “Grande cultore della lingua veneta, e dello studio della lingua veneta e del ‘talian’, ovvero del veneto parlato dagli emigranti in America Latina, con il suo lavoro di recupero di storie e canzoni – conclude Zaia - ha sempre cercato di nobilitare la storia e la cultura dei veneti. Ci mancherà”.


Il sindaco di Belluno, Jacopo Massaro, si unisce al cordoglio della famiglia per la scomparsa di Secco "figura impegnata da sempre nella valorizzazione della cultura popolare locale". "Belluno perde oggi un pezzo importante del mondo culturale, un uomo che ha unito arte, musica, spettacolo e associazionismo per promuovere e valorizzare la nostra cultura popolare, difendendone l’identità e ravvivandone le tradizioni - commenta Massaro – dalle canzoni dialettali con I Belumat fino all'impegno per il recupero dei carnevali storici arrivando anche a realizzare una mostra itinerante, passando per la fondazione dell'associazione Soraimar che unisce autori e cultori delle tradizioni popolari e per le centinaia di scritti e saggi sulla cultura popolare e sulla storia dell'emigrazione. La cultura popolare è identità, tradizione, memoria e passione, e con la scomparsa di Gianni Secco Belluno perde un suo grande cultore".