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Golf
PILLOLE DI GOLF/315: I CIRCOLI FINALMENTE RIAPRONO

Massima attenzione, ma non c'è ambiente più salutare dei campi


MARTELLAGO - Era tempo, sono tanti i golfisti che attendevano questo momento, desiderosi di ritrovare il benessere fisico, hanno ora il morale risollevato. Questa disciplina è pronta a ripartire, meglio di tante altre, la sua pratica è essa stessa anti Covid. Non prevede...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/314 - CAMPI/26: IL GOLF CLUB AL LIDO

Agli Alberoni, il primo campo del Veneto ispirato da Henry Ford


VENEZIA - Golf al Lido, Alberoni. Parliamo del Campo di Golf che nasce nel 1928, il primo nel Veneto. Il posto dove sorge è fascinoso: una lingua di terra tra mare e laguna, un po' complicato da raggiungere. Ma qui non è applicabile il detto “per aspera ad astra”,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/313- CAMPI/25: IL GOLF CLUB DONNAFUGATA

In Sicilia, un gioiello in cerca di rilancio


RAGUSA - Un gioiello italiano del Golf in ginocchio, un’eccellenza italiana che sta scomparendo. Civico 194 di Contrada Piombo, nel Ragusano. Immerso nella macchia mediterranea, laborioso arrivarci, un angolo di Sicilia affascinante. Le terre di Tomasi di Lampedusa, il Gattopardo, Intriso di...continua

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L'appello del primario di Conegliano, Roberto Mantovan

PER PAURA DEL VIRUS, I CARDIOPATICI NON VANNO IN OSPEDALE

"Le patologie al cuore non aspettano, non trascuratele"


CONEGLIANO - “Attenzione a non trascurare le cardiopatie”. A lanciare l’invito ai pazienti è il primario della Cardiologia dell’ospedale di Conegliano, dottor Roberto Mantovan.
“Stiamo assistendo ad un fenomeno preoccupante - sottolinea - alcuni pazienti cardiopatici per paura di recarsi in ospedale causa virus restano a casa con i sintomi a lungo, per giungere poi in cardiologia in condizioni gravi o troppo tardi”.
In questo periodo la Cardiologia di Conegliano supporta la rianimazione e i reparti internistici facendosi carico dei pazienti (anche non cardiologici) che non sono affetti dal Covid 19. Ha mantenuto tutte le attività cura, anche ambulatoriali, dei pazienti cardiopatici seri (ischemici, scompensati, aritmici, ecc).
“Le cardiopatie purtroppo non aspettano la fine della pandemia - prosegue il primario -. Temiamo di dover affrontare al termine dell’epidemia un incremento e un aggravamento di molti casi di cardiopatia, ora trascurata per paura. Invitiamo pertanto i pazienti cardiologici a continuare la terapia e sottoporsi ai controlli necessari. Inoltre essi devono tenere alta la guardia su alcuni sintomi come: dolore toracico, svenimento, cardiopalmo intenso e mancanza di respiro che possono essere un segno di allarme e contattare il medico, la cardiologia o direttamente il 118”.