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Golf
PILLOLE DI GOLF/315: I CIRCOLI FINALMENTE RIAPRONO

Massima attenzione, ma non c'è ambiente più salutare dei campi


MARTELLAGO - Era tempo, sono tanti i golfisti che attendevano questo momento, desiderosi di ritrovare il benessere fisico, hanno ora il morale risollevato. Questa disciplina è pronta a ripartire, meglio di tante altre, la sua pratica è essa stessa anti Covid. Non prevede...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/314 - CAMPI/26: IL GOLF CLUB AL LIDO

Agli Alberoni, il primo campo del Veneto ispirato da Henry Ford


VENEZIA - Golf al Lido, Alberoni. Parliamo del Campo di Golf che nasce nel 1928, il primo nel Veneto. Il posto dove sorge è fascinoso: una lingua di terra tra mare e laguna, un po' complicato da raggiungere. Ma qui non è applicabile il detto “per aspera ad astra”,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/313- CAMPI/25: IL GOLF CLUB DONNAFUGATA

In Sicilia, un gioiello in cerca di rilancio


RAGUSA - Un gioiello italiano del Golf in ginocchio, un’eccellenza italiana che sta scomparendo. Civico 194 di Contrada Piombo, nel Ragusano. Immerso nella macchia mediterranea, laborioso arrivarci, un angolo di Sicilia affascinante. Le terre di Tomasi di Lampedusa, il Gattopardo, Intriso di...continua

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Confcommercio: "Prima urgenza, i sostegni alla liquidità"

DUEMILA IMPRESE TREVIGIANE PROSEGUONO L'ATTIVITÀ

Hanno presentato istanza alla Prefettura: finora 90 "bocciate"


TREVISO - Circa duemila imprese trevigiane stanno proseguendo l'attività, nonostante non siano comprese nelle categorie direttamente citate dal decreto "Chiudi Italia". Hanno infatti presentato istanza alla Prefettura, comunicando di svolgere lavorazioni complementari a filiere essenziali, come quella agroalimentare o quella biomedicale.
Finora l'Ufficio territoriale del governo ha istruito circa un migliaio di pratiche: una novantina le domande "respinte". Non ci sono, tuttavia, fanno sapere dalla Prefettura, veri e propri casi di "dolo": oltre a chi ha consegnato una documentazione non completa, si tratta soprattutto di errori nell'interpretazione della normativa. Naturalmente vengono svolti tutti gli accertamenti del caso.
A soffrire in modo particolare, in questo momento, è sopratttuto il mondo del commercio e del turismo. Non più del 15% delle ditte del settore sono operative, stima Confcommercio Treviso.
"La situazione, ormai, diventa difficile anche dal punto di vista psicologico - nota il presidente dell'associazione degli imprenditori del terziario, Federico Capraro -. Comprendiamo il rinvio, perché purtroppo dobbiamo ancora raggiungere il picco dei contagi, e comprendiamo anche che alcune realtà ripartiranno prima e altre dopo, probabilmente seguendo l’ordine inverso delle chiusure. Ci sono, tuttavia, alcuni comparti in forte sofferenza e in lotta contro il tempo: in particolare, la moda, in ragione degli acquisti fatti per la stagione primavera estate. Poi, la ristorazione e il turismo: quello che ne ha risentito prima e che vede le prospettive di recupero molto più lunghe”.
Gli imprenditori chiedono, in primis, certezze sui sostegni al comparto, a fortissimo rischio di una pesante crisi di liquidità: “La dead line è rappresentata, per tutti, dall’ossigeno contenuto nella propria scorta di bombole. Se non c’è l’immissione di ulteriore ossigeno, esaurita quella riserva, purtroppo assisteremo alle chiusure, anzi alle non riaperture. E l’arco temporale è molto ristretto: la liquidità a disposizione delle imprese, è mediamente di un mese”. Un'urgenza che va passare in secondo piano anche la questione della data di riapertura: "Garantite ovviamente le condizioni di salute pubblica generale, prima si riapre meglio è. Che si riparta 15 giorni prima o 15 giorni dopo, però, c’è comunque bisogno di un sostegno di entità ben diversa rispetto alle misure attuali”, conclude Capraro.