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Golf
PILLOLE DI GOLF/345 - CAMPI/29: IL GOLF CLUB PARADISO DEL GARDA

Un percorso tra il lago e il monte Baldo, per giocare nell'"empireo"


PESCHIERA - Progettato dal noto architetto americano Jim Fazio, questo prestigioso circuito golfistico è inserito sull’entroterra gardesano, comodamente adagiato sull’anfiteatro morenico del Basso Garda, costituitosi con i depositi glaciali originati dai residui trasportati due...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/344: A DUBAI LA CORSA AL TITOLO DI RE DEL CIRCUITO 2020

Doppio trionfo inglese: a Fitzpatrick il torneo, a Westwood la "Race"


DUBAI - Sono tanti i milioni in palio al DP World Tour Championship di Dubai, che ha l'onere di laureare il miglior giocatore della stagione. Si sta infatti concludendo al Jumeirah Golf Estates di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, la difficile stagione 2020 dell’European Tour, in sintonia con...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/343: IL DUBAI CHAMPIONSHIP AL PARIGINO ANTOIONE ROZIER

Eccellente secondo posto per Francesco Laporta


DUBAI - Questa settimana l’European Tour era impegnato in due appuntamenti: uno in Sudafrica, il South African Open, terzo evento che si celebra lì quest’anno, l’altro Il Dubai Championship, negli Emirati Arabi. Noi seguiamo questo di Dubai, penultimo appuntamento della...continua

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Confcommercio: "Prima urgenza, i sostegni alla liquidità"

DUEMILA IMPRESE TREVIGIANE PROSEGUONO L'ATTIVITÀ

Hanno presentato istanza alla Prefettura: finora 90 "bocciate"


TREVISO - Circa duemila imprese trevigiane stanno proseguendo l'attività, nonostante non siano comprese nelle categorie direttamente citate dal decreto "Chiudi Italia". Hanno infatti presentato istanza alla Prefettura, comunicando di svolgere lavorazioni complementari a filiere essenziali, come quella agroalimentare o quella biomedicale.
Finora l'Ufficio territoriale del governo ha istruito circa un migliaio di pratiche: una novantina le domande "respinte". Non ci sono, tuttavia, fanno sapere dalla Prefettura, veri e propri casi di "dolo": oltre a chi ha consegnato una documentazione non completa, si tratta soprattutto di errori nell'interpretazione della normativa. Naturalmente vengono svolti tutti gli accertamenti del caso.
A soffrire in modo particolare, in questo momento, è sopratttuto il mondo del commercio e del turismo. Non più del 15% delle ditte del settore sono operative, stima Confcommercio Treviso.
"La situazione, ormai, diventa difficile anche dal punto di vista psicologico - nota il presidente dell'associazione degli imprenditori del terziario, Federico Capraro -. Comprendiamo il rinvio, perché purtroppo dobbiamo ancora raggiungere il picco dei contagi, e comprendiamo anche che alcune realtà ripartiranno prima e altre dopo, probabilmente seguendo l’ordine inverso delle chiusure. Ci sono, tuttavia, alcuni comparti in forte sofferenza e in lotta contro il tempo: in particolare, la moda, in ragione degli acquisti fatti per la stagione primavera estate. Poi, la ristorazione e il turismo: quello che ne ha risentito prima e che vede le prospettive di recupero molto più lunghe”.
Gli imprenditori chiedono, in primis, certezze sui sostegni al comparto, a fortissimo rischio di una pesante crisi di liquidità: “La dead line è rappresentata, per tutti, dall’ossigeno contenuto nella propria scorta di bombole. Se non c’è l’immissione di ulteriore ossigeno, esaurita quella riserva, purtroppo assisteremo alle chiusure, anzi alle non riaperture. E l’arco temporale è molto ristretto: la liquidità a disposizione delle imprese, è mediamente di un mese”. Un'urgenza che va passare in secondo piano anche la questione della data di riapertura: "Garantite ovviamente le condizioni di salute pubblica generale, prima si riapre meglio è. Che si riparta 15 giorni prima o 15 giorni dopo, però, c’è comunque bisogno di un sostegno di entità ben diversa rispetto alle misure attuali”, conclude Capraro.