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Golf
PILLOLE GI GOLF/354: VA A DECHAMBEAU IL TORNEO DEDICATO AD ARNOLD PALMER

Molinarii, vincitore nel 2019, non supera il taglio


FLORIDA (USA) - Continua la corsa in Florida del PGA Tour. Il torneo in atto a Orlando, è l’Arnold Palmer a invito, in cui il nostro Francesco Molinari è il protagonista, tra i più prestigiosi. Una gara che l’azzurro ha già vinto nel 2019, dopo una hole in...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/353: UOMINI & DONNE, SETTIMANA DI GRANDI TORNEI

Si sono giocati Wgc e PortoRico Open e Gainbridge Lpga


STATI UNITI - Questa settimana il PGA si sdoppia, mette in campo il World Golf Championships a Bradenton in Florida, e il Puerto Rico Open a Rio Grande in Porto Rico. Oltre a questi due, ad attrarre l’attenzione c’è il secondo evento stagionale del massimo circuito americano...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/352: FINALE A SORPRESA AL GENESIS, HOMA VINCE AL SUPPLEMENTARE

Il beniamino di casa supera all''ultimo giro Burns, sempre in testa


LOS ANGELES (USA) - Era alla 95esima edizione questo torneo del PGA Tour, a cui hanno partecipato ben otto tra i migliori dieci giocatori al mondo. Si è disputato al Riviera Country Club, nel Temescal Gateway Park, situato entro i confini della città di Los Angeles; un territorio...continua

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Pomini (Fedemoda): "Shock finanziario con impatto devastante"

NEGOZI DI MODA CHIUSI, MA CON I MAGAZZINI PIENI

Ferma merce anche per un milione di euro


TREVISO - Nel terziario trevigiano avanzano le pratiche per gli ammortizzatori sociali. Al momento, il bollettino di EBiCom, restituisce oltre 1048 richieste di cassa integrazione in deroga per 2898 dipendenti. Numero al quale si aggiunge la platea dei 4500 dipendenti già in FIS (fondo integrativo salariale), gran parte dei quali appartiene al settore moda.
Tra i comparti più a rischio, c'è proprio quello dei negozi di abbigliamento, calzature, accessori, intimo, biancheria. Per queste imprese si prospetta uno shock finanziario dovuto ai costi fissi ed alla giacenza di merce primavera-estate ferma nei magazzini. Una media, sicuramente per difetto, di 250 mila euro per ogni punto vendita “tipo” in provincia, stima l’associazione di categoria Federmoda. Ma alcune ditte hanno magazzini con articoli per un valore di un milione di euro fermi e in parte già pagati, mentre altri arriveranno alla riapertura delle fabbriche nel rispetto di contratti stipulati alla fine della scorsa estate. Se moltiplicato per tutte le aziende del segmento, l’impatto economico risulta quindi notevolissimo, sottostimato dalle analisi ufficiali. “Al momento dello scoppio dell’emergenza e alla chiusura delle attività per decreto il 9 marzo, la merce primavera-estate era già ordinata ed in parte consegnata - spiega Guido Pomini, presidente provinciale di Federmoda - a differenza di altri settori che hanno potuto chiudere azzerando o quasi quel centro di costo che è il magazzino, nel caso della moda questo non è avvenuto". "L’iniziale sofferenza che si genererà, e in realtà si è già generata, sulla liquidità delle imprese - rimarca Pomini - non potrà trovare nelle vendite un primo palliativo; non sappiamo ancora quando riapriremo e come riapriremo. Tutto ciò avrà un impatto devastante sul bilancio 2020 delle aziende del comparto tra l’altro già gravato da anni difficili".