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Golf
PILLOLE DI GOLF/324: RENATO PARATORE TRIONFA AL BRITISH MASTERS

Successo azzurro al primo dei tornei britannici dell'Eurotour


NEWCASTLE-UPON- TYNE (GB) - L’European Tour riprende il suo circuito con il Betfred British Masters, primo della serie dei sei tornei denominati “UK Swing”, programmati in Inghilterra e in Galles. I sei tornei, tutti a porte chiuse, terranno impegnati i migliori golfisti europei,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/323: IL FRANCESE STALTER VINCE L'EURAM BANK OPEN

Ancora in Austria il secondo torneo di Eurotour e Challenge


RAMSAU (AUSTRIA) - Ecco il secondo dei tornei organizzati in sintonia da European Tour e Challenge Tour, che hanno ripreso l’attività dopo quattro mesi di sospensione per l’emergenza coronavirus. L’Euram Bank segue dopo una settimana l’Austrian Open, oggetto...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/322: EUROTOUR E CHALLENGE RIPARTONO DALL'AUSTRIA

È dello scozzese Marc Warren il primo successo dopo il lockdown


VIENNA - Ripartono simultaneamente dall’Austria, European Tour e Challenge Tour, con due tornei organizzati in sintonia: l’Austrian Open, la cui prima edizione si è svolta nel 1990, ha luogo sul tracciato del Diamond Country Club di Atzenbrugg, nei pressi di Vienna, e...continua

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Pomini (Fedemoda): "Shock finanziario con impatto devastante"

NEGOZI DI MODA CHIUSI, MA CON I MAGAZZINI PIENI

Ferma merce anche per un milione di euro


TREVISO - Nel terziario trevigiano avanzano le pratiche per gli ammortizzatori sociali. Al momento, il bollettino di EBiCom, restituisce oltre 1048 richieste di cassa integrazione in deroga per 2898 dipendenti. Numero al quale si aggiunge la platea dei 4500 dipendenti già in FIS (fondo integrativo salariale), gran parte dei quali appartiene al settore moda.
Tra i comparti più a rischio, c'è proprio quello dei negozi di abbigliamento, calzature, accessori, intimo, biancheria. Per queste imprese si prospetta uno shock finanziario dovuto ai costi fissi ed alla giacenza di merce primavera-estate ferma nei magazzini. Una media, sicuramente per difetto, di 250 mila euro per ogni punto vendita “tipo” in provincia, stima l’associazione di categoria Federmoda. Ma alcune ditte hanno magazzini con articoli per un valore di un milione di euro fermi e in parte già pagati, mentre altri arriveranno alla riapertura delle fabbriche nel rispetto di contratti stipulati alla fine della scorsa estate. Se moltiplicato per tutte le aziende del segmento, l’impatto economico risulta quindi notevolissimo, sottostimato dalle analisi ufficiali. “Al momento dello scoppio dell’emergenza e alla chiusura delle attività per decreto il 9 marzo, la merce primavera-estate era già ordinata ed in parte consegnata - spiega Guido Pomini, presidente provinciale di Federmoda - a differenza di altri settori che hanno potuto chiudere azzerando o quasi quel centro di costo che è il magazzino, nel caso della moda questo non è avvenuto". "L’iniziale sofferenza che si genererà, e in realtà si è già generata, sulla liquidità delle imprese - rimarca Pomini - non potrà trovare nelle vendite un primo palliativo; non sappiamo ancora quando riapriremo e come riapriremo. Tutto ciò avrà un impatto devastante sul bilancio 2020 delle aziende del comparto tra l’altro già gravato da anni difficili".