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Golf
PILLOLE DI GOLF/325: NUOVI TALENTI AZZURRI IN LUCE AL CAMPIONATO NAZIONALE OPEN

Brindano il pro Giulio Castagnara e la dilettante Caterina Don


SUTRI (VT) - Nell’ambito del Progetto Ryder Cup, l’Italian Pro Tour mette in azione i protagonisti del golf, in un circuito di gare che coinvolge tutta la nazione da nord a sud.La più longeva gara italiana, a cui negli ultimi due giorni si attacca la relativa sezione femminile,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/324: RENATO PARATORE TRIONFA AL BRITISH MASTERS

Successo azzurro al primo dei tornei britannici dell'Eurotour


NEWCASTLE-UPON- TYNE (GB) - L’European Tour riprende il suo circuito con il Betfred British Masters, primo della serie dei sei tornei denominati “UK Swing”, programmati in Inghilterra e in Galles. I sei tornei, tutti a porte chiuse, terranno impegnati i migliori golfisti europei,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/323: IL FRANCESE STALTER VINCE L'EURAM BANK OPEN

Ancora in Austria il secondo torneo di Eurotour e Challenge


RAMSAU (AUSTRIA) - Ecco il secondo dei tornei organizzati in sintonia da European Tour e Challenge Tour, che hanno ripreso l’attività dopo quattro mesi di sospensione per l’emergenza coronavirus. L’Euram Bank segue dopo una settimana l’Austrian Open, oggetto...continua

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Monsignor Tomasi invita a guardare a Cristo risorto in questo tempo di emergenza

"QUANTE MORTI, MA ANCHE QUANTE VITTORIE DELLA VITA!"

Il messaggio del vescovo di Treviso per Pasqua


TREVISO - “Morte e vita si sono affrontate in un prodigioso duello”. Così cantiamo il giorno di Pasqua nella bellissima preghiera-poesia della sequenza.
Morte e vita continuano sempre ad affrontarsi nell'esistenza di ogni uomo e di ogni donna, ad ogni curva o tornante della storia. La morte di tanti, troppi. E il dolore di tante famiglie, che non trova nemmeno una voce. E poi la morte della paura, della malattia, della solitudine.
Quanti sono quelli che pagano un conto elevato per la diffusione della malattia? Dicono che sia democratica, ma mi pare che chi aveva già prima meno risorse continui ad averne anche adesso di meno. Quanta povera gente. Quante piccole e grandi morti quotidiane in questo nostro tempo. Quanto rischio di egoismo, di solitudine del cuore più che di distanza fisica: ma quanti erano già isolati anche nella folla. I troppo poveri. I troppo ricchi.
Ma anche - ed ecco il prodigio - quanta vita, quante vittorie quotidiane della vita! Quanta forza! In chi si assume rischi per aiutare e curare gli altri. Negli ospedali. A casa dei più fragili. Sulla frontiera del disagio psichico, dalla disabilità. L'operatore socio-sanitario che fa assistenza domiciliare, chi assiste a casa coloro che hanno problemi di disabilità e chi ha bisogno di cure costanti. Quante mamme, papà, fratelli e sorelle. Chi lavora per garantirci il cibo, i servizi, la sicurezza. Chi sta nelle case di riposo, nelle carceri, nelle strutture di assistenza, nei campi, sulle strade. Le persone consacrate che pregano e ascoltano Dio e i fratelli e le sorelle, apparentemente impotenti, ma ricchi di amore. I preti feriti nel loro amore di pastori.

Perché lo fanno? Perché lo fate? Perché immergersi in tutto questo dolore, se davvero finisce tutto là, se con ogni morte finisce davvero tutto?
Morte e vita, ancora oggi si affrontano in questo prodigioso duello. Non è un affanno disperato contro il tempo inesorabile. Per quello c'è solo fuga: "mangiamo e beviamo, perché domani moriremo!". Non è abitudine o senso del dovere - non c'è abitudine che tenga nel dolore, nel sacrificio vero.
"Il Signore della vita era morto e ora vivo trionfa". Io credo che sia proprio questo. L'angelo che ha rotolato via la pietra dal sepolcro di Cristo rotola via la pietra delle nostre angosce quotidiane. Ecco perché vi immergete nel dolore.
Ecco perché ne ritornate più vivi, più veri. Con le tracce dell'eternità nello sguardo e nel cuore.
Ecco perché chi ci lascia non cade nel nulla.
Ecco perché è necessario augurarci buona Pasqua.
Perché il Signore della vita
ha donato la vita
perché trionfi la vita.
Se non si può risorgere ogni istante, se non si può risorgere alla vita eterna, a che cosa serve tutto ciò?

Ma il Signore, il servo sofferente, lo sconfitto crocifisso è veramente risorto. È vivo.
Ecco perché!
Ecco perché viviamo. Ecco perché siete come siete.
Grazie!
Buona Pasqua!

+ Michele Tomasi, vescovo di Treviso