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Golf
PILLOLE DI GOLF/336: SCOTTISH CHAMPIONSHIP NEL SEGNO DI ADRIAN OTAEGUI

Il basco travolge gli avversari con un gran giro finale


FIFE (SCOZIA) - Questo evento di Scozia è a ridosso del 77° Open d’Italia, in programma dal 22 al 25 ottobre, al Chervò Golf Club San Vigilio di Pozzolengo (BS). Molti dei giocatori che sono in gara qui, parteciperanno poi all’ Open d’Italia. Nel field troviamo...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/335: FRANCESCO MOLINARI TORNA IN CAMPO IN NEVADA

Il torinese, però, esce al taglio, vince Martin Laird


LAS VEGAS (USA) - Dopo una pausa di sette mesi, Francesco Molinari torna in campo. Lo fa con lo Shriners Hospitals for Children Open, sul tracciato del TPC Summerlin, a Las Vegas in Nevada. Si era fermato il 12 marzo, quando il The Players Championship era stato bloccato per l’emergenza...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/334: AL GOLF CLUB LIGNANO IL CAMPIONATO AIGG

L'appuntamento clou della stagione dei giornalisti golfisti


LIGNANO - Il Campionato individuale è notoriamente l’appuntamento più importante della stagione per i membri dell’Associazione Italiana Giornalisti Golfisti (AIGG). Nel 2020, condizionato dal Covid 19, sono saltati molti incontri, rivestiva quindi particolare spessore...continua

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L'Andi: "Crisi senza precedenti, in difficoltà soprattutto i collaboratori"

DENTISTI, FATTURATO CROLLATO PER L'80% DEGLI STUDI TREVIGIANI

Il 93% ha sospeso l'attività da metà marzo


TREVISO - E’ una crisi senza precedenti quella che si è abbattuta sugli studi odontoiatrici della provincia e fotografata dal sondaggio condotto nei giorni scorsi da Andi Veneto (Associazione Nazionale Dentisti Italiani) tra i suoi associati. “Emerge una realtà tale da far tremare i polsi - afferma il presidente di Andi Veneto Federico Zanetti – il 93% degli studi trevigiani ha chiuso entro il 14 marzo limitando l’attività alle sole emergenze mediche. E i guadagni sono colati a picco: il 42.6% dei titolari di studio denuncia una diminuzione tra il 90 e il 100% e il 43% lamenta perdite tra il 70 e il 90%”. La decisone di chiudere, sottolinea il presidente, è stata la conseguenza diretta ed immediata di quanto veniva richiesto dal governo; la limitazione delle attività alle urgenze ha inoltre evitato che i pazienti afferissero agli ospedali, già sotto pressione per la gestione della pandemia. “In questo quadro, il 93% dei titolari di studio intervistati afferma di aver comunque dovuto far fronte alle spese di gestione, che, nel 79% dei casi non erano coperte dalle entrate dell’attività: in molti quindi, hanno messo mano alle risorse personali – sottolinea Zanetti – I dipendenti dello studio sono finiti, nell’87% dei casi, in cassa integrazione, mentre i collaboratori sono quelli che hanno sofferto maggiormente: l’89% è rimasto a casa nel giro di 24 ore con un abbattimento dei guadagni che si attesta, nel 77.2% dei casi, oltre il 70%”. La crisi del settore si è poi abbattuta, a cascata, sui pazienti. “Spesso il dentista viene identificato, molto semplicemente, come colui che fa le otturazioni. In verità noi gestiamo anche procedure molto complesse e cure che hanno un impatto fondamentale sulla salute della persona: cure e procedure che da due mesi si sono interrotte – conclude Zanetti –  I dati del sondaggio mettono in luce non solo le enormi difficoltà di una categoria che, date le misure di sicurezza che abitualmente adotta, non è stata particolarmente colpita dal virus,  ma anche e soprattutto i problemi che devono affrontare i molti pazienti che hanno intrapreso terapie fondamentali per la salute, spesso molto impegnative”.