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Golf
PILLOLE DI GOLF/324: RENATO PARATORE TRIONFA AL BRITISH MASTERS

Successo azzurro al primo dei tornei britannici dell'Eurotour


NEWCASTLE-UPON- TYNE (GB) - L’European Tour riprende il suo circuito con il Betfred British Masters, primo della serie dei sei tornei denominati “UK Swing”, programmati in Inghilterra e in Galles. I sei tornei, tutti a porte chiuse, terranno impegnati i migliori golfisti europei,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/323: IL FRANCESE STALTER VINCE L'EURAM BANK OPEN

Ancora in Austria il secondo torneo di Eurotour e Challenge


RAMSAU (AUSTRIA) - Ecco il secondo dei tornei organizzati in sintonia da European Tour e Challenge Tour, che hanno ripreso l’attività dopo quattro mesi di sospensione per l’emergenza coronavirus. L’Euram Bank segue dopo una settimana l’Austrian Open, oggetto...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/322: EUROTOUR E CHALLENGE RIPARTONO DALL'AUSTRIA

È dello scozzese Marc Warren il primo successo dopo il lockdown


VIENNA - Ripartono simultaneamente dall’Austria, European Tour e Challenge Tour, con due tornei organizzati in sintonia: l’Austrian Open, la cui prima edizione si è svolta nel 1990, ha luogo sul tracciato del Diamond Country Club di Atzenbrugg, nei pressi di Vienna, e...continua

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L'Andi: "Crisi senza precedenti, in difficoltà soprattutto i collaboratori"

DENTISTI, FATTURATO CROLLATO PER L'80% DEGLI STUDI TREVIGIANI

Il 93% ha sospeso l'attività da metà marzo


TREVISO - E’ una crisi senza precedenti quella che si è abbattuta sugli studi odontoiatrici della provincia e fotografata dal sondaggio condotto nei giorni scorsi da Andi Veneto (Associazione Nazionale Dentisti Italiani) tra i suoi associati. “Emerge una realtà tale da far tremare i polsi - afferma il presidente di Andi Veneto Federico Zanetti – il 93% degli studi trevigiani ha chiuso entro il 14 marzo limitando l’attività alle sole emergenze mediche. E i guadagni sono colati a picco: il 42.6% dei titolari di studio denuncia una diminuzione tra il 90 e il 100% e il 43% lamenta perdite tra il 70 e il 90%”. La decisone di chiudere, sottolinea il presidente, è stata la conseguenza diretta ed immediata di quanto veniva richiesto dal governo; la limitazione delle attività alle urgenze ha inoltre evitato che i pazienti afferissero agli ospedali, già sotto pressione per la gestione della pandemia. “In questo quadro, il 93% dei titolari di studio intervistati afferma di aver comunque dovuto far fronte alle spese di gestione, che, nel 79% dei casi non erano coperte dalle entrate dell’attività: in molti quindi, hanno messo mano alle risorse personali – sottolinea Zanetti – I dipendenti dello studio sono finiti, nell’87% dei casi, in cassa integrazione, mentre i collaboratori sono quelli che hanno sofferto maggiormente: l’89% è rimasto a casa nel giro di 24 ore con un abbattimento dei guadagni che si attesta, nel 77.2% dei casi, oltre il 70%”. La crisi del settore si è poi abbattuta, a cascata, sui pazienti. “Spesso il dentista viene identificato, molto semplicemente, come colui che fa le otturazioni. In verità noi gestiamo anche procedure molto complesse e cure che hanno un impatto fondamentale sulla salute della persona: cure e procedure che da due mesi si sono interrotte – conclude Zanetti –  I dati del sondaggio mettono in luce non solo le enormi difficoltà di una categoria che, date le misure di sicurezza che abitualmente adotta, non è stata particolarmente colpita dal virus,  ma anche e soprattutto i problemi che devono affrontare i molti pazienti che hanno intrapreso terapie fondamentali per la salute, spesso molto impegnative”.