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Golf
PILLOLE DI GOLF/345 - CAMPI/29: IL GOLF CLUB PARADISO DEL GARDA

Un percorso tra il lago e il monte Baldo, per giocare nell'"empireo"


PESCHIERA - Progettato dal noto architetto americano Jim Fazio, questo prestigioso circuito golfistico è inserito sull’entroterra gardesano, comodamente adagiato sull’anfiteatro morenico del Basso Garda, costituitosi con i depositi glaciali originati dai residui trasportati due...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/344: A DUBAI LA CORSA AL TITOLO DI RE DEL CIRCUITO 2020

Doppio trionfo inglese: a Fitzpatrick il torneo, a Westwood la "Race"


DUBAI - Sono tanti i milioni in palio al DP World Tour Championship di Dubai, che ha l'onere di laureare il miglior giocatore della stagione. Si sta infatti concludendo al Jumeirah Golf Estates di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, la difficile stagione 2020 dell’European Tour, in sintonia con...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/343: IL DUBAI CHAMPIONSHIP AL PARIGINO ANTOIONE ROZIER

Eccellente secondo posto per Francesco Laporta


DUBAI - Questa settimana l’European Tour era impegnato in due appuntamenti: uno in Sudafrica, il South African Open, terzo evento che si celebra lì quest’anno, l’altro Il Dubai Championship, negli Emirati Arabi. Noi seguiamo questo di Dubai, penultimo appuntamento della...continua

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L'Andi: "Crisi senza precedenti, in difficoltà soprattutto i collaboratori"

DENTISTI, FATTURATO CROLLATO PER L'80% DEGLI STUDI TREVIGIANI

Il 93% ha sospeso l'attività da metà marzo


TREVISO - E’ una crisi senza precedenti quella che si è abbattuta sugli studi odontoiatrici della provincia e fotografata dal sondaggio condotto nei giorni scorsi da Andi Veneto (Associazione Nazionale Dentisti Italiani) tra i suoi associati. “Emerge una realtà tale da far tremare i polsi - afferma il presidente di Andi Veneto Federico Zanetti – il 93% degli studi trevigiani ha chiuso entro il 14 marzo limitando l’attività alle sole emergenze mediche. E i guadagni sono colati a picco: il 42.6% dei titolari di studio denuncia una diminuzione tra il 90 e il 100% e il 43% lamenta perdite tra il 70 e il 90%”. La decisone di chiudere, sottolinea il presidente, è stata la conseguenza diretta ed immediata di quanto veniva richiesto dal governo; la limitazione delle attività alle urgenze ha inoltre evitato che i pazienti afferissero agli ospedali, già sotto pressione per la gestione della pandemia. “In questo quadro, il 93% dei titolari di studio intervistati afferma di aver comunque dovuto far fronte alle spese di gestione, che, nel 79% dei casi non erano coperte dalle entrate dell’attività: in molti quindi, hanno messo mano alle risorse personali – sottolinea Zanetti – I dipendenti dello studio sono finiti, nell’87% dei casi, in cassa integrazione, mentre i collaboratori sono quelli che hanno sofferto maggiormente: l’89% è rimasto a casa nel giro di 24 ore con un abbattimento dei guadagni che si attesta, nel 77.2% dei casi, oltre il 70%”. La crisi del settore si è poi abbattuta, a cascata, sui pazienti. “Spesso il dentista viene identificato, molto semplicemente, come colui che fa le otturazioni. In verità noi gestiamo anche procedure molto complesse e cure che hanno un impatto fondamentale sulla salute della persona: cure e procedure che da due mesi si sono interrotte – conclude Zanetti –  I dati del sondaggio mettono in luce non solo le enormi difficoltà di una categoria che, date le misure di sicurezza che abitualmente adotta, non è stata particolarmente colpita dal virus,  ma anche e soprattutto i problemi che devono affrontare i molti pazienti che hanno intrapreso terapie fondamentali per la salute, spesso molto impegnative”.