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Golf
PILLOLE DI GOLF/345 - CAMPI/29: IL GOLF CLUB PARADISO DEL GARDA

Un percorso tra il lago e il monte Baldo, per giocare nell'"empireo"


PESCHIERA - Progettato dal noto architetto americano Jim Fazio, questo prestigioso circuito golfistico è inserito sull’entroterra gardesano, comodamente adagiato sull’anfiteatro morenico del Basso Garda, costituitosi con i depositi glaciali originati dai residui trasportati due...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/344: A DUBAI LA CORSA AL TITOLO DI RE DEL CIRCUITO 2020

Doppio trionfo inglese: a Fitzpatrick il torneo, a Westwood la "Race"


DUBAI - Sono tanti i milioni in palio al DP World Tour Championship di Dubai, che ha l'onere di laureare il miglior giocatore della stagione. Si sta infatti concludendo al Jumeirah Golf Estates di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, la difficile stagione 2020 dell’European Tour, in sintonia con...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/343: IL DUBAI CHAMPIONSHIP AL PARIGINO ANTOIONE ROZIER

Eccellente secondo posto per Francesco Laporta


DUBAI - Questa settimana l’European Tour era impegnato in due appuntamenti: uno in Sudafrica, il South African Open, terzo evento che si celebra lì quest’anno, l’altro Il Dubai Championship, negli Emirati Arabi. Noi seguiamo questo di Dubai, penultimo appuntamento della...continua

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Bruna Hodorovich beneficiava di aiuti statali

LA LEADER DELLA BANDA SINTI PERCEPIVA IL REDDITO DI CITTADINANZA

Rete criminale sgominata grazie all'aiuto della nuora


VENEZIA - Bruna Hodorovich, leader della banda di sinti con base tra Cavarzere e Mestre, accusata dalla procura di Venezia di aver messo a segno oltre 100 furti per un bottino pari a mezzo milione di euro, beneficiava del reddito di cittadinanza e di una casa popolare.
La Hodorovich era tra i leader della banda sgominata grazie alla testimonianza della nuora 20enne, fuggita e poi ripudiata dopo anni di violenze e minacce da parte del marito, Patrick Hodorovich.
L'inchiesta che ha portato in carcere Bruna Hodorovich, il marito Diego Fulle, e altri 4 componenti della banda, più due persone ai domiciliari con cavigliera elettronica, è stata lunga e possibile proprio grazie alla moglie di Padrick Hodorovich, ribellatasi a questa famiglia di ladri. Era stata minacciata e insultata perché non voleva entrare a far parte di questa rete criminale, nella quale la famiglia rubava denaro agli anziani, vittime predilette, e oggetti di valore nelle abitazioni, da rivendere poi in Africa Settentrionale.
Le indagini sono state complicate soprattutto per la difficoltà di trovare un interprete: sono in pochi a parlare la lingua sinti, pochissimi quelli disposti a collaborare con le forze dell’ordine. Un contributo fondamentale è arrivato da un nomade di un’altra comunità sinti che ha accettato di aiutare i militari traducendo le tante pagine di intercettazioni raccolte in un anno e mezzo di indagini. E poi tra le fortune vi è stato l’intermediario marocchino, che parlando arabo, ha reso le indagini e le traduzioni delle telefonate più semplici. Grazie a questo contatto la merce rubata veniva rivenduta in Marocco e fruttava decine di migliaia di euro.