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Golf
PILLOLE DI GOLF/315: I CIRCOLI FINALMENTE RIAPRONO

Massima attenzione, ma non c'è ambiente più salutare dei campi


MARTELLAGO - Era tempo, sono tanti i golfisti che attendevano questo momento, desiderosi di ritrovare il benessere fisico, hanno ora il morale risollevato. Questa disciplina è pronta a ripartire, meglio di tante altre, la sua pratica è essa stessa anti Covid. Non prevede...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/314 - CAMPI/26: IL GOLF CLUB AL LIDO

Agli Alberoni, il primo campo del Veneto ispirato da Henry Ford


VENEZIA - Golf al Lido, Alberoni. Parliamo del Campo di Golf che nasce nel 1928, il primo nel Veneto. Il posto dove sorge è fascinoso: una lingua di terra tra mare e laguna, un po' complicato da raggiungere. Ma qui non è applicabile il detto “per aspera ad astra”,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/313- CAMPI/25: IL GOLF CLUB DONNAFUGATA

In Sicilia, un gioiello in cerca di rilancio


RAGUSA - Un gioiello italiano del Golf in ginocchio, un’eccellenza italiana che sta scomparendo. Civico 194 di Contrada Piombo, nel Ragusano. Immerso nella macchia mediterranea, laborioso arrivarci, un angolo di Sicilia affascinante. Le terre di Tomasi di Lampedusa, il Gattopardo, Intriso di...continua

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La rilevazione della Camera di commercio sul primo trimestre

GIÙ TUTTI GLI INDICATORI, EFFETTO COVID SUL MANIFATTURIERO DI MARCA

Per le imprese poco più di un mese di lavoro assicurato


TREVISO - L’effetto Covid affossa il manifatturiero trevigiano. Nei primi tre mesi dell’anno, nonostante solo marzo sia stato interessato dal lockdown, tutti i principali indicatori sono in caduta libera. Rispetto al trimestre precedente, la produzione cala del 9,3%, il fatturato del 10,3, gli ordini dell’8,2. Numeri aggravati per le imprese che hanno dovuto sospendere l’attività durante la serrata (circa tre quarti del totale), ma non fanno festa neppure quelle che hanno potuto rimanere aperte. Lo conferma l’indagine congiunturale curata dalla Camera di commercio.
Si riduce a poco più di un mese l’orizzonte di lavoro garantito per le aziende: il portafoglio commesse, infatti, passa dai 52 giorni di fine 2019 ai 36 attuali. Il grado di utilizzo degli impianti scende al 62,5%, circa dieci punti in meno della rilevazione precedente. E le previsioni degli imprenditori per il prossimo trimestre sono orientate al pessimismo. Oltre l’80% ritiene che difficilmente le perdite potranno essere recuperate entro l’anno. Quota record, 65%, per chi si attende un’ulteriore contrazione della domanda estera.
A complicare le cose, i sempre più frequenti ritardi nei pagamenti da parte dei clienti: per sei ditte su dieci è questo il principale fattore critico. Cosa servirebbe invece per sostenere la fase di ripartenza? Un terzo delle imprese pone come priorità un più facile accesso al credito, un altro quarto chiede il rinvio di scadenze fiscali e altri adempimenti.