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Golf
PILLOLE DI GOLF/315: I CIRCOLI FINALMENTE RIAPRONO

Massima attenzione, ma non c'è ambiente più salutare dei campi


MARTELLAGO - Era tempo, sono tanti i golfisti che attendevano questo momento, desiderosi di ritrovare il benessere fisico, hanno ora il morale risollevato. Questa disciplina è pronta a ripartire, meglio di tante altre, la sua pratica è essa stessa anti Covid. Non prevede...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/314 - CAMPI/26: IL GOLF CLUB AL LIDO

Agli Alberoni, il primo campo del Veneto ispirato da Henry Ford


VENEZIA - Golf al Lido, Alberoni. Parliamo del Campo di Golf che nasce nel 1928, il primo nel Veneto. Il posto dove sorge è fascinoso: una lingua di terra tra mare e laguna, un po' complicato da raggiungere. Ma qui non è applicabile il detto “per aspera ad astra”,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/313- CAMPI/25: IL GOLF CLUB DONNAFUGATA

In Sicilia, un gioiello in cerca di rilancio


RAGUSA - Un gioiello italiano del Golf in ginocchio, un’eccellenza italiana che sta scomparendo. Civico 194 di Contrada Piombo, nel Ragusano. Immerso nella macchia mediterranea, laborioso arrivarci, un angolo di Sicilia affascinante. Le terre di Tomasi di Lampedusa, il Gattopardo, Intriso di...continua

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A rischio migliaia di ettari, irrigazione di soccorso solo dove possibile

ALLARME SICCITÀ NELLA BASSA PADOVANA

Dopo le semine la soia non cresce


PADOVA - Problema siccità nella Bassa Padovana. In sessanta giorni ha piovuto l’equivalente di un acquazzone di normale intensità.
Dall’inizio della primavera, dopo un inverno avaro di precipitazioni, la siccità nella bassa Padovana sta provocando seri danni all’agricoltura. I dati di rilevazione delle precipitazioni nelle centraline Arpav da Montagnana a Sant’Elena, passando per Sant’Urbano e Masi, sono impietosi: negli ultimi sessanta giorni se ne contano al massimo una decina in cui si sono registrate delle piogge.
In totale in due mesi sono caduti fra i 25 e i 40 millimetri d’acqua, a seconda delle zone. Vale a dire nulla, osserva Coldiretti Padova, in una zona in cui insistono migliaia di ettari di coltivazioni, oltre a frutteti, orti e vigneti, che hanno bisogno d’acqua e che si trovano anche in zone non sempre raggiunte dall’irrigazione. 
Ora è allarme anche per la soia, una delle principali coltivazioni a pieno campo nella nostra provincia, con oltre 26 mila ettari. Il mese scorso gli agricoltori erano stati costretti ad irrigare sul terreno nudo, prima ancora di seminare, perché il sole e il vento avevano inaridito i campi. Quindi già la semina era partita in ritardo ma ora, in mancanza di precipitazioni, la soia non cresce.
La siccità ormai è una costante per il nostro territorio, in particolare per la Bassa Padovana e quasi ogni anno gli agricoltori si trovano a dover affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici e della minore disponibilità d’acqua.