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Golf
PILLOLE DI GOLF/345 - CAMPI/29: IL GOLF CLUB PARADISO DEL GARDA

Un percorso tra il lago e il monte Baldo, per giocare nell'"empireo"


PESCHIERA - Progettato dal noto architetto americano Jim Fazio, questo prestigioso circuito golfistico è inserito sull’entroterra gardesano, comodamente adagiato sull’anfiteatro morenico del Basso Garda, costituitosi con i depositi glaciali originati dai residui trasportati due...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/344: A DUBAI LA CORSA AL TITOLO DI RE DEL CIRCUITO 2020

Doppio trionfo inglese: a Fitzpatrick il torneo, a Westwood la "Race"


DUBAI - Sono tanti i milioni in palio al DP World Tour Championship di Dubai, che ha l'onere di laureare il miglior giocatore della stagione. Si sta infatti concludendo al Jumeirah Golf Estates di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, la difficile stagione 2020 dell’European Tour, in sintonia con...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/343: IL DUBAI CHAMPIONSHIP AL PARIGINO ANTOIONE ROZIER

Eccellente secondo posto per Francesco Laporta


DUBAI - Questa settimana l’European Tour era impegnato in due appuntamenti: uno in Sudafrica, il South African Open, terzo evento che si celebra lì quest’anno, l’altro Il Dubai Championship, negli Emirati Arabi. Noi seguiamo questo di Dubai, penultimo appuntamento della...continua

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Verona, cosca Arena-Nicoscia e politica a braccetto

MAFIA IN VENETO, INDAGATO FLAVIO TOSI

Maxi inchiesta della Dda contro la 'ndrangheta: 26 arresti


VERONA - Corruzione, riciclaggio, piccole estorsioni e investimenti nel mondo dell’edilizia sono gli affari della famiglia Giardino che da una ventina di anni ha messo radici nel Veronese. Una delle famiglie più potenti dell’ndrangheta di Isola Capo Rizzuto. La mafia in Veneto c’è ed è ben radicata. In particolar modo la ‘ndrangheta, che ha messo radici ad Eraclea, a Padova e a Verona. L’Operazione “Isola Scaligera”, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Venezia, nelle primissime ore del 4 giugno, ha portato a 26 ordinanze di custodia cautelare, 23 persone in carcere e 3 ai domiciliari, e il sequestro preventivo di beni per un valore complessivo stimato in circa 15 milioni di euro. Dei 26 arrestati 16 devono rispondere di associazione di stampo mafioso.
È stata la Procura distrettuale presso il Tribunale di Venezia a dirigere le indagini, che tra il 2017 ed il 2018 sono state condotte da un gruppo di lavoro composto da investigatori della Prima Divisione del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e delle Squadre Mobili di Verona e Venezia: l'attività avrebbe permesso di portare alla luce l'esistenza di un gruppo autonomo locale della 'Ndrangheta operante a Verona e provincia, ma che sarebbe riconducibile alla potente cosca degli “Arena-Nicoscia” di Isola Capo Rizzuto, in provincia di Crotone.
Per l'inchiesta le forze dell'ordine si sono avvalse del contributo di alcuni collaboratori di giustizia e sarebbero emersi gravi indizi di condotte criminali tipiche delle associazioni affiliate alla 'Ndrangheta, dedite a manovre corruttive-collusive ed estorsive. Le attività avrebbero permesso di registrate anche indebiti rapporti tra alcuni appartenenti al sodalizio mafioso ed i dirigenti della società municipalizzata veronese, operante nel settore della raccolta dei rifiuti urbani, Amia. I due nomi di spicco che sarebbero stati travolti dall'indagine sono quelli dell'ex sindaco di Verona, Flavio Tosi, e dell'ex presidente della società, Andrea Miglioranzi.
Su Tosi pende l'accusa di peculato: l’ex sindaco è accusato di una distrazione di fondi, non inferiori a 5.000 euro, dalla municipalizzata Amia. Fondi che sarebbero serviti per pagare la fattura di un’agenzia di investigazioni, nell’interesse di Tosi, secondo la Procura.