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Golf
PILLOLE DI GOLF/345 - CAMPI/29: IL GOLF CLUB PARADISO DEL GARDA

Un percorso tra il lago e il monte Baldo, per giocare nell'"empireo"


PESCHIERA - Progettato dal noto architetto americano Jim Fazio, questo prestigioso circuito golfistico è inserito sull’entroterra gardesano, comodamente adagiato sull’anfiteatro morenico del Basso Garda, costituitosi con i depositi glaciali originati dai residui trasportati due...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/344: A DUBAI LA CORSA AL TITOLO DI RE DEL CIRCUITO 2020

Doppio trionfo inglese: a Fitzpatrick il torneo, a Westwood la "Race"


DUBAI - Sono tanti i milioni in palio al DP World Tour Championship di Dubai, che ha l'onere di laureare il miglior giocatore della stagione. Si sta infatti concludendo al Jumeirah Golf Estates di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, la difficile stagione 2020 dell’European Tour, in sintonia con...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/343: IL DUBAI CHAMPIONSHIP AL PARIGINO ANTOIONE ROZIER

Eccellente secondo posto per Francesco Laporta


DUBAI - Questa settimana l’European Tour era impegnato in due appuntamenti: uno in Sudafrica, il South African Open, terzo evento che si celebra lì quest’anno, l’altro Il Dubai Championship, negli Emirati Arabi. Noi seguiamo questo di Dubai, penultimo appuntamento della...continua

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Ricerca su 133 pazienti arrivati all'ospedale trevigiano a marzo

I FARMACI CONTRO L’IPERTENSIONE NON AUMENTANO LE COMPLICANZE LEGATE AL COVID-19

Studio internazionale al Ca' Foncello


TREVISO - I pazienti ipertesi che assumono ACE-inibitori o sartani non hanno un maggior rischio di complicanze legate alla infezione da SARS-CoV-2. Questo è il dato che emerge da uno studio condotto all’Ospedale Ca’ Foncello e coordinato dal professor Marcello Rattazzi e dalla dottoressa Carla Felice, afferenti all’Unità Operativa di Medicina Interna 1, diretta dal professor Carlo Agostini.
“Nello studio, cui hanno contribuito diverse Unità operative dell’Ospedale – spiega il professor Agostini - sono stati inclusi 133 pazienti ipertesi, accolti in Pronto Soccorso durante il mese di marzo per sintomi respiratori e/o febbre e con conseguente diagnosi di infezione da SARS-CoV-2. L’obiettivo principale della ricerca è stato valutare se l’utilizzo di specifiche terapie anti-ipertensive, come gli ACE-inibitori e i sartani, potessero influenzare l’andamento clinico di questa infezione modificando parametri come il tasso di ricoveri in ambiente intensivo/semi-intensivo, la necessità di ossigeno-terapia o di ventilazione non invasiva e, in ultimo, il rischio di morte. All’inizio della pandemia era infatti emersa la preoccupazione – ricorda Agostini - che l’uso cronico di ACE-inibitori e sartani, due categorie di farmaci tra le più utilizzate dai pazienti ipertesi, potesse favorire il rischio di infezione e l’insorgenza di un quadro clinico più grave. Tale ipotesi si basava principalmente sul possibile effetto di questi antiipertensivi sul recettore ACE2, lo stesso che viene utilizzato dal virus per entrare nelle cellule”.
I risultati ottenuti dall’équipe universitaria del Ca’ Foncello e pubblicati sulla prestigiosa rivista internazionale American Journal of Hypertension hanno dimostrato che i farmaci ACE-inibitori e sartani non solo non aumentano il rischio di complicanze legate al SARS-CoV-2 ma anzi, sembrerebbero ridurre la probabilità di essere ricoverati in ambiente intensivo o semi-intensivo.
Il lavoro si inserisce in un ampio contesto di studi clinici che sono in corso presso l’Ulss 2 Marca trevigiana per approfondire le conoscenze rispetto ai meccanismi di insorgenza dell’infezione da SARS-CoV-2, le sue complicanze cliniche a breve e lungo termine e lo sviluppo della risposta immunologica nei soggetti che sono stati affetti.